di Filippo Ciccarelli
Alla fine ognuno ha trovato il suo posticino nella storia. L’iniziativa per valorizzare i locali, appunto, “storici” delle Marche è arrivata ad un punto avanzato, con la conclusione del censimento operato nei comuni di tutta la regione. La proposta, che ha come primo firmatario il consigliere regionale Enzo Marangoni, parte da un’idea di Leonardo Lippi, attuale assessore provinciale della giunta Pettinari, che raccolse l’idea dell’architetto Gabor Bonifazi (leggi l’articolo).
“Ma io volevo valorizzare i locali storici, le osterie, gli spacci, le locande, non gioiellerie e ferramenta” spiega Bonifazi “anche perché mi sarei aspettato al massimo un’ottantina di locali in tutta la regione. Invece, nei 90 comuni censiti nelle Marche, sono stati segnalati 431 locali storici. Mi sembrano decisamente troppi”.
Effettivamente, a scorrere la lista degli esercizi commerciali censiti in provincia di Macerata, balzano all’occhio alcune sorprese. La parte del leone è affidata a Potenza Picena, in testa con 14 locali storici censiti: Treia e Visso, con 8 locali a testa, battono perfino il capoluogo fermo a 7. Caldarola, Monte San Giusto e Porto Recanati sono ferme a 6, mentre in fondo alla classifica troviamo Cingoli, Civitanova, Corridonia, Matelica, Montecosaro, Muccia, Pievebovigliana, Pieve Torina, San Ginesio e Serrapetrona.
Ma le novità non riguardano solo i criteri, diciamo più “morbidi”, per permettere il censimento di diverse tipologie di negozi ed esercizi commerciali storici. Anche il logo è stato modificato, e dalla tradizionale “fojetta” si è passati alla lanterna, simbolo più neutrale e meno sbilanciato a favore delle osterie per cui l’architetto Bonifazi si era speso così tanto al momento di lanciare l’idea per una legislazione regionale.
Questi i locali storici censiti nel comune di Macerata:
Osteria dei Fiori, Bar Cuppoletti, La Cimarella, Lu Spaccittu, Società del Giardinetto, Angelucci Eredi e Trattoria Da Ezio.
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Ecco il livello di cultura immateriale che solo il modello Marche poteva partorire: un attestato non si nega a nessuno. Ecco i numeri dei locali storici di alcune città delle Marche centromeridionali: Amandola n. 22, Ascoli Piceno n. 42! Tuttavia la cosa comica è che alcuni locali aventi tutti i requisiti previsti dalle norme di tutela non hanno presentato la domanda: Lo spaccio di Coloso a Madonna del Monte (MC), lo Spaccio Testiccioli a Monte Cavallo, lo Spaccio Ciarlantini a Regnano di Tolentino etc.