Tentata violenza privata ad ex moglie e figli:
condannato un 30enne

Matelica

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di Monia Orazi

Il bussare insistente alla porta, la minaccia di buttarla giù se l’ex moglie non gli avesse fatto vedere i figli. E’ successo una sera d’estate del 2009, quando un giovane matelicese trentenne, separato da poco dalla sua donna, pretendeva intorno alle dieci di sera di poter vedere i due figli piccoli. Rapporti difficili quelli tra i due ex coniugi, culminati in una serie di contrasti, che poi li hanno portati davanti al giudice. Il giovane era andato in vacanza e faceva varie telefonate per sapere come stavano i figli, faceva chiamare l’ex moglie anche da sua madre, per conoscere le loro condizioni. A questo punto le due ricostruzioni divergono. Secondo lui la donna gli avrebbe impedito di parlare con i bambini, l’ex moglie invece si è detta disponibile ad assecondare le sue richieste, ma poi lui sarebbe diventato insistente fino a questo episodio increscioso al ritorno delle vacanze. Lui avrebbe chiamato la moglie in tarda serata, lei non avrebbe risposto perchè il cellulare silenzioso non le avrebbe permesso di sentire la telefonata. A quel punto lui sarebbe andato su tutte le furie, precipitandosi sotto casa della donna, avrebbe iniziato a bussare forte alla porta, gridando le sue ragioni, volendo vedere i figli a tutti i costi. Sono stati chiamati i carabinieri. Il giovane è finito sotto processo con l’accusa di tentata violenza privata nei confronti dell’ex moglie e dei figli, difeso dall’avvocato Biagini di Roma, è stato condannato dal giudice Potetti del tribunale di Camerino a 18 giorni di reclusione con la condizionale e 2400 euro di risarcimento danni nei confronti della donna e dei due bambini, costituitisi parte civile con l’avvocato Russo di Matelica. Nella sentenza è stato riconosciuto un risarcimento maggiore ai bambini, in conseguenza del danno maggiore subito da quella serata, inoltre la difesa aveva sollevato l’eccezione chiedendo la rinovazione del dibattimento, per il cambiamento del giudice, poi respinto.


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