Il Comune smantella la centralina
ma si confonde sulla direttiva Europea

MACERATA - La stazione che rileva le Pm10 in piazza della Vittoria, secondo l'assessore Valentini, va chiusa per ottemperare alle leggi comunitarie. La replica di Maceratiamo: "Il decreto che citano è stato abrogato anni fa"
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L'Assessore Enzo Valentini

 

di Filippo Ciccarelli

Non è andata giù a molti cittadini la decisione degli enti locali – districarsi tra le responsabilità è un passatempo bizzarro ma utile a capire i rimbalzi di competenze tra un’istituzione e l’altra – di smantellare le centraline di rilevamento dell’inquinamento atmosferico nel maceratese. Su Cronache Maceratesi abbiamo infatti dato notizia, attraverso il comunicato del Comune, della dismissione delle stazioni di piazza della Vittoria a Macerata (leggi l’articolo) e di via Pola a Civitanova (leggi l’articolo). Guarda caso due centraline che vanno a rilevare gli inquinanti, specialmente le famigerate Pm10, in zone ad alta concentrazione di traffico e che non registreranno più i dati. Nel capoluogo e nella città costiera rimarranno attive invece le stazioni che misurando il “fondo”, cioè quella di via Verga a Macerata e di via Asola a Civitanova, che non registrano (quasi) mai scostamenti oltre i limiti previsti per legge.
Cosa succede, in concreto? Partiamo dal livello base, quello che interessa il singolo cittadino. I Comuni andranno a dismettere queste importanti centraline, che sono però gestite dalla Provincia, perché la Regione non ha i fondi né la capacità organizzativa per gestire una transizione di competenze decisa dal Parlamento a Roma, viste le direttive dell’Unione Europea. Pare che l’Onu, al momento, non abbia avuto nulla da eccepire. 

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Il grafico sull'andamento delle PM10 rilevato dalla centralina di Piazza della Vittoria

Una rimostranza è invece arrivata dall’Associazione Maceratiamo, critica verso l’operato dell’amministrazione cittadina:
“In un comunicato datato 22 maggio 2012 pubblicato sul suo sito web, il comune di Macerata ci fa sapere che “entro pochi giorni verrà smantellata la centralina di rilevazione delle concentrazioni di inquinanti atmosferici di piazza della Vittoria”. Una notizia che sinceramente ci preoccupa, dal momento che dalla qualità dell’aria dipende anche la nostra salute, e tenerla sotto controllo è il primo indispensabile passo per poter eventualmente intervenire qualora ce ne sia bisogno.
Proseguendo il comunicato dice che tale iniziativa viene “attuata in seguito alla piena entrata in vigore del decreto ministeriale 60/02, che a sua volta recepisce le direttive europee in materia”. Vero. Peccato che il decreto 60/2002 non esista più da quasi due anni. Questo decreto recepiva effettivamente le direttive 1999/30/CE e 2000/69/CE, che però sono roba vecchia, superate dalla direttiva 2008/50/CE, recepita quest’ultima dal decreto legislativo 155/2010; motivo per cui il decreto 155/2010 ha abrogato il precedente 60/2002. Questo però in comune non lo sanno e non si sono neanche presi la briga di andare a leggere lo scarno comunicato della Provincia di Macerata che almeno riporta il riferimento normativo corretto. E’ rassicurante sapere che l’amministrazione della città è in queste mani.
Ma perché smantellare la centralina di piazza Vittoria, l’unica che in città effettua misurazioni in un punto di traffico? “I valori registrati in quest’ultime (le stazioni di misurazione del fondo), infatti, sono più rappresentativi di una realtà territoriale di quanto non lo siano quelli misurati nelle prime (le stazioni di traffico), destinate a valutare le condizioni di picco e, come tali, riferibili solo ad un intorno poco significativo” dice l’assessore Valentini.
Geniale! Poiché le stazioni di traffico rilevano, com’è ovvio, i picchi di concentrazione degli inquinanti e quindi le situazioni più critiche, è preferibile evitare di raccogliere queste informazioni perché non sono rappresentative dell’intero territorio. Già, ma queste situazioni più critiche sono anche quelle in cui vive la maggior parte delle persone, dal momento che l’inquinamento si concentra dove si concentra la popolazione, cioè in città. In questo modo andremo a misurare il livello di inquinamento delle nostre campagne ma non quello della città, e potremo far finta che respirare l’aria di piazza Vittoria sia la stessa cosa che respirare l’aria di Pitino.

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La centralina per i rilevamenti di Pm10 in piazza della Vittoria

Ma non è colpa del comune perché “le nuove disposizioni ministeriali hanno determinato un taglio drastico al numero delle stazioni di traffico”. A parte il fatto che il decreto 155 (articolo 7 e allegato V) parla solo di “numero minimo di stazioni di misurazione” e non pone limiti massimi, non sta scritto da nessuna parte che il Comune o la Provincia non possano dotarsi di stazioni di misurazione proprie, anche a prescindere da quella che sarà la rete di rilevamento ufficiale imposta dalla legge nazionale. In fondo la centralina già c’è, per cui i costi sarebbero solo quelli della manutenzione. Ma evidentemente si è pensato che troppe informazioni su questo argomento non servano.
Potevano fermarsi lì, che ce n’era già a sufficienza, invece l’assessore Valentini ha deciso di strafare: “le politiche adottate dall’amministrazione negli ultimi anni hanno determinato un sensibile miglioramento della qualità dell’aria nella nostra città”. Un’affermazione che, guardando i numeri, risulta perlomeno azzardata; certo, quando si forniscono dati, basta selezionarli in maniera opportuna e gli si può far dire qualsiasi cosa, ma per avere una visione corretta i dati vanno presi tutti e vanno resi omogenei in modo da poterli confrontare.
Al di là delle chiacchiere, questi sono i dati che la centralina di piazza Vittoria ha fornito fino a che gli è stato consentito (il 2012 arriva al 4 maggio), relativamente alle polveri sottili PM10.


2009



2010



2011



2012



Media annuale (1)



36.31



35.83



36.46



34.84



Sforamenti (2)



50



50



54



19



Media gennaio-aprile (1)



35.54



43.68



43.50



34.88



Sforamenti gennaio-aprile (2)



12



34



32



18



(1) La norma fissa a 40 μg/nmc il limite massimo che la media annuale delle PM10 non deve superare.
(2) Per “sforamenti” si intende il superamento, riferito alla media giornaliera, del valore di 50 μg/nmc che la norma fissa come limite da non superare più di 35 volte in un anno.
Il miglioramento nei primi mesi del 2012 sembra effettivamente esserci, anche confrontando i dati con l’analogo periodo del 2011; non è però corretto trarre conclusioni affrettate, ché la qualità dell’aria non cambia da un giorno all’altro; in ogni caso è evidente che tale miglioramento, anche se confermato, non è affatto “sensibile”. Di fatto, il livello delle polveri sottili, nell’andamento di lungo periodo, non rileva differenze sostanziali per cui si può dire che è stabile, salvo verificare se quella degli ultimi mesi è una tendenza destinata a durare o solo una variazione di breve periodo.

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La stazione di rilevamento a Collevario, in via Verga

A questo punto però non sapremo mai se questo miglioramento sia reale e duraturo o solo momentaneo, perché la centralina è stata spenta.Valentini dice che il clima è stato sfavorevole e questo avvalora ulteriormente la sua tesi sulla rilevanza del miglioramento. Può darsi, ma non abbiamo i dati sulla piovosità (che la centralina dismessa non ha mai rilevato) che invece sono essenziali, per cui ogni valutazione sarebbe arbitraria. Una cosa invece sicura, che Valentini non cita, è che dall’ultima settimana di febbraio è stato spento l’inceneritore del Cosmari: quanto incide questo sul miglioramento dell’aria degli ultimi mesi? Non lo sappiamo e, a questo punto, non lo sapremo mai, perché per fare una valutazione di questo tipo sarebbe necessario avere dati per un periodo sufficientemente lungo da includere, con un buon margine, sia lo spegnimento sia la riaccensione, e verificare i risultati nel lungo periodo.

Segue poi nel comunicato un elenco dei meriti che, secondo Valentini, sono ascrivibili all’amministrazione in merito alla qualità dell’aria. Sul traffico avrebbero avviato “una progettazione più di lungo periodo, volta alla diminuzione del traffico e ad una nuova concezione della mobilità”. La progettazione di lungo periodo è proprio ciò che all’amministrazione maceratese è sempre mancato, in quasi tutti i settori, e sapere che ora la stanno applicando ci fa molto piacere. Ma se questo si traduce nella riduzione di corse del trasporto pubblico e nella ventilata pedonalizzazione dei 220 metri di corso Matteotti fatichiamo a capire quali siano le logiche seguite da questa progettazione.
C’e poi “la creazione dell’ecozona, dove è stato interdetto il traffico dei veicoli più inquinanti nelle ore di maggiore congestione”. Il blocco del traffico ha riguardato circa l’8% dei veicoli più vecchi, diventando in tal modo classista oltre che irrilevante, e non ha toccato tutta la zona est della città; quindi o a corso Cairoli si respira aria di montagna oppure, ancora una volta, non capiamo la logica dell’intervento.

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L'iniziativa del Comune contro le polveri sottili

Per il trasporto pubblico c’è stata “la conversione a metano della maggior parte degli autobus urbani”. Sostituzione effettuata dall’APM e partita oltre dieci anni fa, di cui quindi l’assessore non può vantare alcun merito.
La stessa cosa si può dire del progetto Pedibus che, avviato già diversi anni or sono con fondi della regione Marche, sopravvive solo in alcune zone e solo grazie all’impegno di qualche volenteroso. Diverso invece è il discorso circa “la sostituzione delle caldaie degli edifici scolastici comunali con altre a minore impatto ambientale” che ci risulta essere, di tutto questo elenco, forse l’unica cosa veramente significativa fatta da questa amministrazione in questo settore.
Comunque ora non ha più importanza sapere quali siano i meriti o i demeriti dell’amministrazione sulla qualità dell’aria perché non sarà più possibile misurarne gli effetti concreti: una situazione che al tempo stesso impedirà alla politica di supportare con dati oggettivi i risultati ottenuti e ai cittadini di verificare quanto dichiarato. Non sappiamo se l’amministrazione ci guadagna, senz’altro la cittadinanza ci perde.
Si perde il controllo e quindi la consapevolezza; cosa particolarmente grave perché tocca un ambito i cui effetti si ripercuotono sulla salute umana. Va infatti ricordato che l’inquinamento ambientale (polveri sottili e non solo) è causa di innumerevoli malattie, anche gravi, com’è ormai ampiamente documentato da diversi studi, non ultimi quelli della stessa ARPAM: asma, allergie, malattie cardiovascolari, tumori e altro ancora. A proposito di tumori, qualcuno ha più sentito parlare del leggendario registro tumori regionale, promesso ormai tre anni fa? Magari questa potrebbe essere l’occasione per l’amministrazione comunale di alzare la voce in regione e chiedere che si rispettino gli impegni presi con i cittadini. Sarebbe un gesto di serietà e responsabilità. A meno che qualcuno non voglia ipotizzare che scomparendo i dati scompaia anche l’inquinamento e con esso le malattie”.

 



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