I dipendenti della Vitaviva Domino in sciopero
I lavoratori dell'azienda di Castelraimondo chiedono garanzie per il proprio futuro
Giornata di sciopero alla Vitaviva Domino srl di Castelraimondo, con i trenta dipendenti dello stabilimento che produce box doccia e vasche idromassaggio, rimasti a protestare fuori, per tutto il turno di lavoro giornaliero di otto ore. I dipendenti chiedono di poter conoscere le prospettive future dello stabilimento e chiarimenti sui livelli produttivi futuri. Venerdì si è svolto un incontro a Macerata, presso la sede di Confindustria per l’apertura delle trattative tra i vertici aziendali, le rappresentanze sindacali provinciali di categoria e le Rsu dello stabilimento, sono entrati anche i dipendenti. Gli incontri proseguiranno nel corso del prossimo mese. Di recente i due capannoni che ospitavano le attività aziendali, sono stati venduti dalla Villeroy e Boch che aveva ceduto l’azienda alla Certina Ag con il gruppo Domino srl. Quello più piccolo, di 5000 metri quadrati è stato acquistato dall’amministrazione comunale di Castelraimondo, ceduto in locazione alla Maylea srl di Fabrino ospiterà un kartodromo, mentre l’altro di circa 14 mila metri quadrati che ospita tuttora le attività produttive è stato acquisito dalla famiglia Rossi, specializzata in itticoltura a Sefro. Nell’aprile del 2010 è stata ceduta la proprietà dell’azienda che allora contava 44 dipendenti, dalla multinazionale tedesca Villeroy e Boch, alla Construction Ag di Monaco, afferente all’holding finanziaria Certina, che si occupa di acquisizioni e ristrutturazioni aziendali. In località Piani di Lanciano lo stabilimento è attivo dal 1986 con la produzione di pannelli solari, poi ceduto alla Itema e quindi alla Merloni Termosanitari, che nel 2001 lo ha venduto alla multinazionale tedesca con 120 dipendenti, ridotti a 70 nel corso del 2008.