Civitanova: per Pd e Pdl
è tempo di analisi

Intanto sono state notificate le nomine ai consiglieri: per ora Borroni resta fuori

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Pierpaolo Borroni

Pierpaolo Borroni

 

 

di Laura Boccanera

Borroni dentro o Borroni fuori? Sembra che l’eventuale ingresso dell’ex presidente del consiglio comunale tra le fila dell’opposizione potrà aprirsi solo tramite ricorso. Nei giorni scorsi ai consiglieri sono state notificate ufficialmente le nomine. Tra di loro c’è anche Antonella Sglavo, il 15esimo consigliere risultante dal conteggio del premio di maggioranza al 60%. Pare dunque che la sentenza del Consiglio di Stato non sarà adottata, lasciando la conformazione del consiglio comunale di Civitanova con 15 consiglieri alla maggioranza e 9 all’opposizione. Borroni quindi per ora è fuori, a meno che non faccia ricorso con un iter piuttosto lungo. La prima seduta del consiglio va convocata entro 20 giorni dall’elezione e sarà presieduta da Giulio Silenzi del Pd in quanto consigliere più votato.

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Giulio Silenzi

Intanto nel Pd è tempo di analisi. Ieri oltre 100 persone, tra cui Daniele Salvi, hanno preso parte all’assemblea per l’analisi post voto. “Dobbiamo essere la forza stabilizzante dell’alleanza – ha aperto Silenzi – dopo 17 anni il centrosinistra torna al governo della città. Ora avanti con responsabilità e collaborazione”. Ovviamente si è discusso anche del “peso” politico che dovrà avere il Pd nella giunta, forte anche dei voti ottenuti. Sembra che saranno 3 gli assessorati destinati al Pd, ma per ora sulla composizione della giunta non c’è certezza. Il sindaco Corvatta sta radunando i suoi dopo il week end di tregua alle Tremiti per ritemprarsi dalle fatiche elettorali, ma non è escluso che già entro la fine di questa settimana si possano conoscere alcuni nomi.

Analisi a breve anche nel centrodestra. A parlare stavolta è Cristina Bolzicco che sottolinea alcuni punti che saranno al centro delle discussioni con i vertici regionali e provinciali: “il pdl civitanovese ha subito una netta flessione attestandosi al 15,45% – dice la Bolzicco- ma ha tenuto più che nel resto d’Italia. Bisogna tenere conto che nelle tre liste civiche del centro destra sono confluiti candidati iscritti al pdl, dunque il peso del pdl effettivo è largamente sottostimato. Inoltre  l’astensionismo vicino al 50% evidenzia la disaffezione degli elettori e la proposta Mobili non è riuscita a raccogliere il consenso che meritava e di certo quella istanza di novità che l’elettorato chiedeva, basti vedere il risultato del 12% raccolto dal movimento 5 stelle”.


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