“Affitti troppo alti a Porto Recanati”
Il grido d’allarme dei commercianti
La crisi si fa sentire e a fine contratto molti saranno costretti a chiudere perché ci saranno degli ulteriori adeguamenti al rialzo
di Stefano Palanca
Porto Recanati si fa bella prima dell’estate ma ancora di turisti non ce ne sono, i fine settimana stentano a decollare e molte attività commerciali soffrono la crisi anche per gli alti affitti. Il Castello Svevo è ancora coperto dalle impalcature e in questi giorni gli operai stanno ripulendo la torre dell’orologio dal muschio dopo il lungo inverno. Alcuni ristoranti del lungomare hanno ormai aperto, altri stanno riaprendo per il ponte del 1° maggio e la stessa cosa per diverse attività commerciali rivolte ai turisti. La crisi, purtroppo, si fa sentire ma qualcuno continua a scommettere sulle potenzialità della città. In piazza Brancondi, infatti, la Gelateria Giorgio ha riaperto i battenti ma ha anche rinnovato la struttura anche se, per ora, gli affari non stanno andando alla grande. Spiega il titolare Giorgio Sbaffo, storico direttore del Green Leaves degli anni d’oro:
“Abbiamo aperto da pochissimo dopo l’inverno ma soprattutto dopo la ristrutturazione perché crediamo in questa città. Ora, però, non ci sta aiutando neppure il tempo”. Quello che manca, per alcuni, è una programmazione di eventi interessanti, anche minori, da proporre alla gente, sia i veri turisti che i pendolari dell’entroterra marchigiano. “Sono anni che dico di unirci, di fare qualcosa, di proporre, di organizzarci: in fondo la crisi ci ha colpito e per uscirne bisogna fare sistema e creare attrazioni per i potenziali clienti molto più di prima” conclude Sbaffo. A tirare fuori un altro problema di difficile soluzione e altrettanto importante è Giovanni Pirri, della Pasticceria Adriatica che si affaccia sul centro-sud del corso Matteotti: gli affitti alti. “In questo
momento più che mai paghiamo troppo il nome di questa città apprezzata turisticamente.
Purtroppo, però, tutti risentiamo della crisi, compresi i clienti che spendono meno” dice il pasticcere di lunga tradizione. A quel punto si genera una reazione a catena: meno spese, meno incasso, meno possibilità di assumere personale pur di fare economia e difficoltà a pagare gli affitti. “Oggi abbiamo decisamente bisogno di fare economia e ci rimettiamo noi che abbiamo spese elevate, primo tra tutti l’affitto del locali come ho appena detto a un incaricato dell’Istat” conclude Pirri. Della stessa opinione anche il portavoce della Confcommercio Rossano Mazzieri, titolare del negozio di abbigliamento Robe di Kappa, vicino Palazzo Volpini, in pieno centro.“La crisi è palese nonostante questa città sia un’ottima piazza. Dal lunedì al venerdì, però, non c’è movimento come da altre parti, non si fanno affari e si lavora solo il fine settimana quasi per pareggiare le spese”. Il primo problema, anche per il portavoce della Confcommercio locale, sono gli affitti particolarmente elevati.
“So già che a fine contratto molti saranno costretti a chiudere perché ci saranno degli adeguamenti ulteriori al rialzo, cosa che ho già denunciato da tempo” conclude Mazzieri. Eppure c’è qualcuno che, oltre a Sbaffo della rinnovata Gelateria Giorgio, ci prova e si butta nella mischia. Vincenzo Patti, dopo averci lavorato per qualche anno come cameriere questa stagione gestirà il ristorante Tutto Esaurito, a sud della città e naturalmente spera: “Ancora l’estate non è iniziata ma staremo a vedere”. Fiducioso anche Simone Carletta che in questi giorni aprirà il negozio di alimentazione biologica La natura in bottega, vicino corso Matteotti e a due passi dal mare. “E’ una scommessa: qui l’affitto è più conveniente della via principale e gli articoli proposti hanno una clientela di nicchia sempre più ampia”.





