“Il Comune svende il canale all’Assem”
La minoranza insorge
SAN SEVERINO - I consiglieri del gruppo "Una città da vivere" chiedono l'intervento della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato
«L’amministrazione comunale ha deciso unilateralmente di trasferire la proprietà del canale di derivazione per la costruzione della centrale elettrica in località Rocchetta alla società Assem Patrimonio srl». A sollevare la questione sono i consiglieri del gruppo consiliare di “Una città da vivere” Gilberto Chiodi, Fabio Eusebi, Gabriela Lampa, Giacomo Rastelletti e Romina Cherubini.
« Il corrispettivo di vendita – vanno avanti – è pari a 150.000 euro in 15 anni contro un valore stimato di 618.548 euro e a fronte di un investimento valutato e finanziato dagli istituti di credito di 2.500.000 euro con un evidente danno economico per le casse del Comune. L’ente infatti nella delibera di giunta del 9 febbraio 2012 non provvede ad effettuare alcuna valutazione economica del valore del canale, né a dare spiegazioni in merito alle ragioni per cui, arbitrariamente, rinuncia ad almeno 465.000 euro di corrispettivo. Appare evidente il possibile danno erariale alle Casse dell’Ente, nonché l’illegittimità della procedura che non giustifica e motiva le ragioni dell’atto. Tanto è vero che non soltanto non vi è il parere tecnico dell’ufficio contabile, ma si deve registrare anche l’astuta assenza del vice-sindaco Vincenzo Felicioli. Della poca chiarezza degli atti ne sembrerebbe anche convinto il presidente della società acquirente sig. Claudio Brunacci, che interrogato sul fatto, fornisce delle risposte soltanto informali e si trincera dietro una presunta e futura relazione che invierà all’ente.
Pertanto l’atto amministrativo approvato dalla Giunta, appare contraddittorio e foriero di dubbi. Il primo più evidente è quello che l’istituto di credito contattato dalla società acquirente valuta il canale di derivazione per la produzione di energia elettrica ni euro 2.500.000 (con la concessione di un mutuo) mentre il Comune di accontenta soltanto di briciole pari ad euro 150.000. Questa evidente asimmetria valutativa impone un approfondimento ed un interessamento della Corte dei Conti e della Ragioneria Generale dello Stato».
