Operazione Gustav
Gli Ascani sul banco dei testimoni

Continua al Tribunale di Macerata il processo per associazione a delinquere di stampo mafioso, traffico di droga e armi ed estorsione. Il patron del Babaloo e suo figlio si sono costituiti parte civile e hanno raccontato in aula la loro verità
- caricamento letture
ascani-2-222x300

Ezio Ascani

 

Va avanti nel Tribunale di Macerata il processo per associazione a delinquere di stampo mafioso, per traffico di droga e di armi e per diverse estorsioni ai danni di numerosi locali pubblici sulla costa, nato dall’operazione delle squadre mobili di Macerata e Ancona denominata “Gustav”.   L’attività investigativa, iniziata nel 2009, permise di rintracciare una organizzazione criminale che chiedeva il pizzo a decine di locali notturni, discoteche e ristoranti dislocati sulla costa adriatica, da Ancona a San Benedetto per arrivare fino a Teramo. Chi non pagava era soggetto a ritorsioni varie, tra cui l’incendio del locale.  I leader dell’organizzazione sarebbero Marco Schiavi (è stato già condannato dal Gup, con la formula del rito abbreviato) e Salvatore Perricciolo. Tra le persone offese figurano anche Ezio Ascani, patron del Babaloo e il figlio Edoardo. Ascani si è  costituito parte civile nel processo contro Nicola Maria Giuseppe Bella, 37 anni, residente a San Benedetto, Alessandro Cavalieri, 36 anni, di Porto Recanati, Salvatore Roberto Perricciolo, 31 anni, di origini calabresi e residente a Montegranaro, e Alessandro Petrolati, 37 anni, di Castel Colonna (Ancona).

cofanelli

L'avvocato Gabriele Cofanelli

Nel processo non è imputato Gianfranco Schiavi, soprannominato il Mastino, che come il figlio Marco, ha già definito la sua posizione davanti al Gup di Ancona.
L’udienza di questa mattina ha visto Ezio e Edoardo Ascani, difesi dall’avvocato Gabriele Cofanelli, sul banco dei testimoni. In particolare Ezio Ascani era stato denunciato da Marco Schiavi di essere il mandante di un incendio ai danni di una discoteca concorrente nell’Anconetano. Un paio di mesi fa, il titolare del Babaloo è stato prosciolto dall’accusa e oggi ha raccontato la sua verità  in merito all’estorsione (ha dichiarato di essere stato costretto a pagare un pizzo di 3000 euro al mese) e  in particolare su un episodio inquietante. In un’occasione due degli imputati  avrebbero bloccato il figlio Edoardo mentre si stava avvicinando alla sua Porsche, minacciandolo con una pistola e facendosi consegnare le chiavi dell’auto. Ezio ha raccontato i suoi 25 anni di rapporto di rispetto reciproco con il Mastino, responsabile della sicurezza del Green Leaves. Ascani ha parlato di un rapporto saldo anche dopo l’allontanamento del Mastino, tanto che dopo l’episodio della Porsche si rivolse proprio a lui per capire cosa stesse accadendo. Secondo la testimonianza, il Mastino riportò le chiavi dell’auto ma fu costretto ad ammettere che suo figlio, Marco Schiavi, aveva ormai assunto il controllo. L’episodio è stato ripercorso in aula, in un clima piuttosto teso, anche dal protagonista Edoardo Ascani.

(redazione CM)

 

 

 

 



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
-





Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Matteo Zallocco Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X
		Tolentino = 
Civitanova = 
Elezioni =