Il Consiglio provinciale non è bello se non è litigarello

Il capogruppo del Pdl Agostini non si alza in piedi durante un intervento sull'Istituto alberghiero di Cingoli. Per la maggioranza, che in risposta esce dall'aula, è una mancanza di rispetto. La replica dell'interessato: "Macché, avevo soltanto mal di schiena"

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Il consigliere provinciale Massimo Montesi

 

di Filippo Ciccarelli

Dicono che chi governa sia attaccato alla poltrona: provatelo a dire a quelli della maggioranza in Consiglio provinciale. Vi risponderanno che gli unici ben piazzati sulla sedia sono quelli che siedono dall’altra parte; la minoranza, insomma. E proprio dall’attaccamento al cadreghino, come dicono a Milano, è scaturito un confronto formale tra i due opposti fronti politici.
E’ accaduto infatti che durante la seduta del 9 marzo il capogruppo del Pdl, Nazareno Agostini, al momento di discutere la situazione riguardante l’Istituto Alberghiero di Cingoli sia rimasto seduto. Un comportamento irrituale, visto che la prassi vuole che chiunque intervenga lo faccia alzandosi in piedi, anche se nel regolamento non ci sono norme che prescrivano il fatto di alzarsi in piedi durante gli interventi.
Il presidente Antonio Pettinari ed altri della sua maggioranza non hanno però gradito l’atteggiamento di Agostini, tant’è che, dopo ripetuti richiami ed inviti a mostrare rispetto per le istituzioni, sono usciti dall’aula. Il capogruppo del Pdl ha proseguito il suo discorso in compagnia dei colleghi di minoranza e di alcuni esponenti della maggioranza non usciti dall’assise. L’incidente diplomatico, per così dire, si è risolto al momento della votazione, quando i consiglieri sono rientrati ed hanno votato contro la mozione dell’opposizione.

Massimo Montesi, capogruppo del Pd in Consiglio provinciale, non ha dubbi: “Il capogruppo Agostini ha effettuato un intervento in disprezzo alle istituzioni, alle sedi del Consiglio. E’ continuato a intervenire da seduto, nonostante il Presidente glielo avesse fatto notare. La prima cosa della politica, per me, è il rispetto delle istituzioni e dei rappresentanti”.
E quindi?
“In risposta a questa strafottenza abbiamo abbandonato l’aula. Non è possibile confrontarsi con chi non ti rispetta: non capisco il motivo di questo atteggiamento di sfida. Agostini ha detto che aveva mal di schiena, ma in realtà non si era alzato prima, e così anche i suoi colleghi”.

Dall’altra parte il diretto interessato, Nazareno Agostini, rivendica il suo diritto a sentire dolore: “Certo che era mal di schiena” ci dice “avevo annunciato che avrei fatto l’intervento rimanendo seduto, proprio per questo problema, e il Presidente del Consiglio (Paolo Cartechini del Pd, ndr)  aveva dato il suo assenso”.

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Il capogruppo del Pdl Nazareno Agostini

Ma è vero che prima di lei alcuni suoi colleghi sono intervenuti rimanendo seduti?
“Sì, ma sono cose che possono capitare. Non c’è nessuna regola che dica di stare seduti o in piedi, e io stesso, prima dell’ultimo intervento, ne avevo fatti 5 in piedi. Piuttosto la mancanza di rispetto è quella della maggioranza che non ha voluto rispondere alle nostre interrogazioni e mozioni. Da mesi il Consiglio provinciale è fermo, se non fosse per noi: l’Amministrazione non ha nemmeno portato in discussione il programma, cosa che avrebbe dovuto fare a fine ottobre 2011. Hanno preferito fare questo teatrino di uscire dall’aula per non entrare nel merito della questione alberghiero di Cingoli, che resta nell’incertezza e su cui c’è bisogno di risposte, che li imbarazza”.

Perché, secondo lei, questo imbarazzo?
“Perché l’Assessore Lippi è di Cingoli, ha la delega ai servizi e all’organizzazione scolastica, ed è anche un dipendente di quella scuola, quindi è coinvolto dalla questione. Che però aspetta risposte riguarda alla messa in sicurezza, al polo turistico, e pure sul convitto, che per ora è garantito solo fino a giugno”.

 


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