La pubblicità? Cresce solo sul web

Risultati negativi per la stampa; -3.7% per i periodici, -5.8% per i quotidiani, -42.9% per la free press. Internet in controtendenza con un + 12.3%

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di Filippo Ciccarelli

Tempi dure per le aziende, che negli anni della più grave crisi economico-finanziaria dal 1929, anno che per antonomasia simboleggia la crisi stessa, sono costrette ad operare tagli, a volte molto incisivi. Capita così che si disinvestano risorse destinate alla pubblicità, ed il 2011 è stato un anno che ha confermato il trend, con un calo del 3.8% fatto registrare dal mercato pubblicitario italiano, secondo una ricerca operata dalla Nielsen. Ad attutire questo dato c’è la crescita degli investimenti su internet – l’unico mezzo di comunicazione che ha un segno positivo -rispetto a quanto fatto registrare dai media tradizionali e dagli altri modi per fare pubblicità. La percentuale di chi investe nel web è infatti salita del 12.3%; la televisione ha fatto registrare un calo del 3.1%, i periodici del 3.7%; male anche i quotidiani (-5.8%), le radio (-7.8%) e l’outdoor (-12%). Crolla (quasi dimezzata) la pubblicità sulla free-press, che fa registrare un perentorio -42.9%.

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La tabella della Nielsen Media Research, da cui si evince che internet è l'unico mezzo in cui la raccolta pubblicitaria è in crescita (+12.3%)


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