Treia rende omaggio
a suor Rita Maria Madeo

La Superiora del monastero della Visitazione è scomparsa giovedì dopo una lunga malattia. Tantissime le persone che hanno partecipato questa mattina ai funerali celebrati dal vescovo Claudio Giuliodori
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Suor Rita Maria

Si sono svolti questa mattina, con una grande partecipazione di fedeli, nella chiesa del monastero della Visitazione a Treia i funerali di suor Rita Maria Madeo, superiora del monastero da tanti anni. La funzione è stata celebrata dal vescovo Claudio Giuliodori. La religiosa era malata da tempo. Aveva curato il restauro del monastero dove nella chiesa viene custodita l’immagine della Madonna di Loreto, che, secondo la tradizione, sarebbe l’immagine originale, portata via da Loreto per evitare i ‘saccheggi’ di Napoleone. Successivamente a Loreto sarebbe stata riportata la copia invece dell’originale rimasto a Treia. L’anno scorso organizzò uno degli eventi più importanti per Treia: l’accoglienza delle reliquie di S. Margherita Maria Alacoque, portate in ‘visita’ ai monasteri della Congregazione dalla Francia per le varie Diocesi d’Italia per tanti mesi, in occasione dei 400 anni della fondazione della Congregazione delle Visitandine. Da giovedì, giorno della scomparsa, tantissime persone si sono recate in visita di preghiera nella chiesa del monastero dove, nel coro, era posta la bara.

“Un donna dal cuore ardente di fede” la ricorda don Giuseppe Branchesi “e desiderosa di servire il prossimo; tantissimi amici, quasi figli spirituali, provenienti da parti diverse, volevano incontrarla per versare i propri fardelli e ricevere la forza per continuare il cammino nella vocazione propria, genitore, giovane studente, donna in difficoltà, lavoratore in crisi, gente desiderosa di una compagnia spirituale.

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La chiesa di Santa Chiara

Anche i gruppi di ragazzi di catechismo accompagnati in ‘udienza’ per un prezioso messaggio e incoraggiamento nella crescita della propria personalità. Da dietro la grata leggeva eventi e persone della Comunità civile ed ecclesiale e si faceva protagonista nel suo cammino con preghiera, parole di incoraggiamento, dolore donato, gioia condivisa”.

(redazione CM)



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