Macerata e i suoi amici del deserto

Da tanti anni l'associazione Rio Oro sostiene il popolo Saharawi

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di Lucia Paciaroni

Forse non tutti conoscono la storia del popolo Saharawi, di un popolo che non ha più la sua terra ed è costretto a vivere in un campo profughi all’estremo sud del deserto algerino. Eppure i Saharawi hanno uno stato indipendente, riconosciuto dall’Onu. La loro casa è il Sahara occidentale, fino al 1975 colonia spagnola, poi invaso dal Marocco, invasione che ha costretto parte di questo popolo a rifugiarsi nel deserto algerino. Ora vivono all’ombra del muro che divide il Sahara Occidentale occupato dal Sahara occidentale liberato, un muro di 2400 km fatto di sabbia e mine eretto nel 1991. Diverse le realtà nate in questi anni per aiutare un popolo che vive al di là di una barriera che li divide dalla propria identità e dal proprio territorio. Anche le Marche fanno la loro parte grazie all’associazione Rio de Oro, fondata nel 2000. La presidente Barbara Vittori parla di un popolo “che ha scelto di rinunciare al terrorismo e attende una soluzione pacifica mandando i bambini come ambasciatori di pace” e dei progetti che li riguardano:Quello principale riguarda l’ospitalità dei bambini, in particolare portiamo nelle Marche i portatori di handicap e quelli malati. Il Comune di Macerata dà un contributo economico, mentre quello di Grottammare mette a disposizione una scuola elementare, vicino al mare, dove i nostri volontari passano le giornate con i bambini”. A volte sono le stesse commissioni mediche a spostarsi dall’Italia per visitare i bambini che affrontano gravi problemi di salute a causa della quasi inesistente prevenzione e dell’intervento tempestivo. Tantissimi i casi di disabilità fisica e mentale. “Nel deserto portiamo oculisti, ortopedici, esperti di epilessia e di tante altre malattie. Per alcuni bambini si interviene sul posto, altri vengono direttamente in Italia” continua la Vittori. “Nel 2008, in collaborazione con la Regione Marche e il Comune di Macerata, abbiamo inaugurato il Ministero per gli Affari Sociali e la Promozione della donna – racconta – E’ un’istituzione stabile nel deserto per svolgere un’attività sulla condizione della donna e sulle politiche sociali”.

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La presidente di Rio De Oro sottolinea anche la continuità del Comune di Macerata nel sostenere il progetto, nonostante le diverse amministrazioni che si sono succedute: “Il progetto dedicato ai bambini è stato avviato quando era sindaco Anna Menghi, è poi proseguito con Giorgio Meschini e ancora continua con Romano Carancini. Questo testimonia quanto si mantenga stretto il patto di gemellaggio tra Macerata e i nostri amici del deserto”. La realtà del popolo Saharawi si può vivere un po’ dal vivo. Basta arrivare nella scuola elementare di Grottammare per trovare venticinque bambini, di cui si occupa Rossana Berini, responsabile dei progetti Rio De Oro, nonchè del progetto ospitalità estiva, insieme ad altri volontari, e fa un importante appello: “Saremo qui fino al 20 agosto e ci serve una mano, abbiamo difficoltà nel gestire tutti questi bambini, in particolare per portarli al mare”. Per offrirsi come volontari, è possibile chiamare Riccardo al 329 0693335. Appello lanciato anche dalla Vittori: “Chi vuole darci una mano nel seguirli è il benvenuto. Mi rivolgo anche a medici, fisioterapisti e altre figure che vogliono contribuire e che per noi sarebbero molti utili e a chi vuole donare qualcosa”. Il grande abbraccio che dalle Marche arriva fino in Africa è dimostrato anche da altre iniziative: “Il Comune di Macerata, con i fondi dell’otto per mille, insieme a Rio De Oro e alla cooperativa La Meridiana, svolge un progetto di realizzazione degli orti nel deserto per un ammontare di 100 mila euro. Ci affiancano anche altre realtà, come il preside dell’istituto agrario di Macerata, Aldo Rinaldi, la società Area. Si per il fotovoltaico, tecnici e operatori della Meridiana, l’azienda D’Amico per l’attrezzatura di irrigazione. Vogliamo creare una coltivazione di verdure fresche, soprattutto per le scuole e gli ospedali”.

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Entusiasta di questa lunga amicizia con il popolo Saharawi, l’assessore Federica Curzi che ricorda il “patto di solidarietà fondamentale per sposare la loro causa” e sottolinea l’importanza “del finanziamento di dieci mila euro da parte del Comune per il progetto ospitalità, che permette ai bambini di fare un percorso di visite e terapie e vivere quindi dei mesi di speranza ”. “Lo scorso anno c’è stata anche la visita dell’ambasciatore del Fronte Polisario in Italia, Omar Bih ed è stato deliberato all’unanimità un atto a favore di questo popolo” conclude la Curzi. Per informazioni, www.riodeoro.it, 338 8089812, beriniro@hotmail.com.

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