Panariello in scena a Civitanova
Buona l’anteprima
Nel gergo teatrale si usa dire “buona la prima”, ma ieri sera a Civitanova Marche Giorgio Panariello ha dato il meglio di sé già nell’anteprima. Gli ultimi rodaggi, le battute recitate alla sua maniera con quella faccia dalle mille espressioni. Questo l’antipasto dello spettacolo che debutterà oggi allo stadio comunale di Civitanova Marche, ore 21.30, dal titolo “Panariello non esiste”. Sull’onda del grande successo di pubblico e di critica delle oltre 50 date invernali, il comico toscano riparte dalla città rivierasca per una nuova tourné. Il Comune di Civitanova Marche gioca subito uno dei propri assi tra gli artisti che intratterranno il pubblico nelle serate di questi mesi estivi, aspettandosi più dei 1.200 biglietti venduti fino a oggi.
Sulle note di un pianoforte una fatina avanza nel palco, in contrasto sale in sottofondo una musica particolare, come in un film di fantascienza, e subito dopo “Si vede il marsupio?”. E’ Giorgio Panariello, e il gruppo dei Jazzbeat che lo accompagna in quasi due ore di risate intervallate da musiche swing, melodie romantiche e brani d’autore, interpretati dalla voce dell’artista fiorentino. Tra l’altro una nota (grigia) ha segnato le prove dello spettacolo: è stata rubata a uno dei componenti della band una chitarra dal valore di 4.000 euro. Su un palco di 400 mq la cornice di questa esibizione è arricchita da alcuni quadri di mano surrealista e dalle ombre di ballerine scatenate, tra sagome che si deformano e uno showman trasformista.
Panariello cerca subito la sintonia con il pubblico e non perde occasione per buttare là dei motti e delle parole del dialetto civitanovese. In particolare quando si parla di soldi, che per lui significa parlare con la voce di Naomo, trasposizione del Briatore nazionale: capello bianco, occhiali dalla lente blu e pareo rosso. Annuncia subito l’acquisto di una villa, oggi così di moda nei piani alti, che per lui significa comprarsi direttamente la cittadina di Villa San Filippo. Oppure elogiare il suo calzolaio di fiducia, un certo Della Valle, che abita “In un misero paesino di Casette”. Dare due lire al proprio commercialista per Naomo non è un problema: “Tieni Giulio, ma mi raccomando, non farmi sapere di manovre strane!”.
Un artista completo, bravo nel cantare, nel ballare e soprattutto nel farci ridere. Uscendo dallo stadio ognuno racconta la battuta che più l’ha colpito, accompagnata da aneddoti, sempre satirici, su cui riflettere. Gli spunti in Italia, afferma Panariello, ci vengono dalla realtà, anzi spesso la realtà supera la fantasia: “Oggi chi fa questo mestiere è facilitato dalla comicità di tutti i giorni, basta dare uno sguardo a Montecitorio e dintorni”. Sono riproposti i personaggi di sempre come la Signora Italia, Merigo, e il cubista di Titicaca d’Orbetello; ma ci sono anche delle sorprese, come il maestro di ballo brasiliano (che più che dal Brasile sembra venire da Scandicci) e Sirvano, un uomo che nella vita ne ha dette tante senza fare mai nulla, tanto meno lavorare.
Panariello racconta alla sua maniera aspetti che ci appartengono: la passione, i tradimenti, fino a interpretare la vita di un vecchio signore che ogni giorno vivacchia su una panchina raccontando gli aneddoti, paradossali, delle famiglie di oggi, così allargate da non capirci più niente; o delle differenze nei giochi, tra i bambini di oggi (“Che giocano a tennis con la Tv”) e quelli di una volta. Bambini che anche loro vivacchiano davanti a una Tv sempre più surreale, dove tutto si mescola, dai Gormiti ai comici. “Un giorno una mamma dice a suo figlio – racconta il comico – guarda, quello è Panariello, quello che ti fa ridere in Tv. E lui le ha risposto: mamma, ma Panariello non esiste”. Magari non per quel bambino, ma Giorgio Panariello c’è, è li sul palco, e Civitanova non smette di ridere.

