A Santa Maria Apparente spunta
una seconda centrale a biomasse
di Laura Boccanera
“Mobili sa cosa succede negli uffici? Parafrasando Flaiano si può dire che la situazione politica in città è grave ma non è seria”. Così Pier Paolo Rossi del coordinamento cittadino del Pd che porta alla luce un documento sepolto da ottobre del 2010 negli uffici comunali. Si tratta di una seconda centrale a biomasse la cui richiesta è stata depositata e protocollata come dichiarazione di inizio attività. La potenza di questo secondo impianto che dovrebbe nascere in via Terracini 24 è molto più bassa rispetto ai quasi 5 megawatt di quella in zona Filippantò, e nel progetto si parla di circa 1 megawatt per un impianto cogenerativo alimentato ad olio di colza e girasole. La DIA è stata presentata a nome di Turco o Turchi Arianna (la presenza del doppio cognome è presente anche nella richiesta protocollata) in qualità di legale rappresentante della CO-ENERGY s.r.l., con sede nella stessa via Terracini n.24, e affittuaria del terreno di proprietà di Carolina Lanciotti residente sempre in via Terracini n.24. Sbotta il Pd: <<L’impressione che si ha circa l’incapacità di gestione e l’assenza di informazione e controllo dei propri apparati amministrativi da parte del primo cittadino e della Giunta lascia sconcertati – dice Pier Paolo Rossi – e ci si chiede se il Sindaco e la Giunta sappiano cosa accade nella città che amministrano oppure no. Se la situazione è questa sembra evidente che il Sindaco Mobili e la sua Giunta abbiano fatto il loro tempo>>. Essendo un impianto di piccole dimensioni non occorre la procedura di VIA essendo la competenza di carattere comunale e provinciale. Attacca anche Cittaverde: <<Non facciamo allarmismo su questi impianti occorre sapere bene se le biomasse che si intendono usare sono quelle di “filiera corta”, se la centrale è legata ad un’ industria, se questa nel produrre inevitabilmente energia elettrica produce anche energia termica e se questa viene usata per il sito produttivo o se la centrale è solo una fabbrica di energia elettrica che poi verrà venduta. Dalle poche notizie che abbiamo verificato questa centrale non è di filiera corta ed è alimentata ad olio di palma, colza e simili. L’amministrazione ha le sue responsabilità, non è solo disorganizzazione ma il Dna di una Giunta che sottovaluta i problemi ambientali e la partecipazione – tuona l’associazione ambientalista – Per quanto ci riguarda abbiamo fatto rimbalzare il fatto anche a chi in consiglio regionale ha a cuore i problemi ambientali. Le Marche purtroppo si avviano a diventare una piastra per produrre energia inquinante e non vogliamo che anche Civitanova segua questa strada>>.
