Il ritorno di Paola Mariani,
primo vice presidente donna:
“La Provincia deve guardare all’Europa”
L'INTERVISTA - L'ex parlamentare si racconta e illustra suoi progetti
La nomina di vice presidente della Provincia di Macerata è stata una bella sorpresa per Paola Mariani (leggi l’articolo), primo vice presidente donna nella storia dell’ente. Occhi scuri, determinazione e passione, sono queste le caratteristiche che la distinguono, insieme al suo fermo intento di «non fare la politica come gli uomini». Paola Mariani ha iniziato a fare politica sin dagli anni del liceo, per poi diventare sindaco di Monte San Giusto e parlamentare dal ’94 al 2006. Fino alla settimana scorsa si è dedicata al suo ruolo dirigenziale nella direzione provinciale e regionale del PD. «Pensavo di aver concluso la mia carriera politica – racconta – e mi ero anche iscritta alla facoltà di scienze politiche quando è arrivata questa sorpresa. Mi sono candidata con spirito di servizio in un collegio, quello di Mogliano, che storicamente non elegge, anche ottenendo buoni risultati quindi questo riconoscimento mi riempie di orgoglio».
Lei è l’unica donna in Giunta e la presenza femminile è ridotta anche in Consiglio provinciale. Come vive questa situazione?
«Intanto ritengo che il fatto che il Presidente abbia scelto una donna come vice presidente sia un segnale forte. Non potendo dare numericamente prestigio alle donne, lo ha fatto con l’importanza del ruolo che mi ha affidato. La politica deve rispecchiare la società e al momento nella società non ci sono settori in cui la donna è tabù, basta pensare ai corpi militari e alle forze dell’ordine. La politica spesso non è stata accogliente verso le donne per ritmi e orari. Mi auguro che con i nuovi strumenti informatici che facilitano la partecipazione la situazione possa cambiare anche perchè per me la politica è stata una cosa bella che ho fatto con determinazione. Sono convinta che la politica possa cambiare la vita della gente. Quando sento dire che i politici sono tutti uguali e curano solo i propri interessi, io mi arrabbio perchè non è così. La politica risveglia le passioni e, specialmente a livello locale, è molto concreta e vicina ai cittadini».
La politica dovrebbe appassionare ma in provincia di Macerata l’assenteismo ha raggiunto livelli altissimi. Da cosa dipende secondo lei?
«Innazitutto a Macerata le provinciali viaggiavano da sole, quindi era difficile motivare al voto. Determinante è stata poi la politica nazionale che non piace perchè non è attenta ai temi reali. Lo ha confermato il referendum che è stato un momento di liberazione e ha scosso le coscienze».
Da quanto tempo conosce Antonio Pettinari?
«Da quando io ero sindaco di Monte San Giusto e lui era assessore provinciale, poi ognuno di noi ha fatto il suo percorso e ci siamo rivisti sempre con cordialità. La cosa che ho sempre avuto presente del Presidente è la sua passione per la Provincia, ama il territorio e lo conosce passo passo. Ora bisognerà collaborare e conoscersi anche sul piano amministrativo e dei problemi».
Nei prossimi giorni, forse già all’inizio della prossima settimana, Pettinari dovrà distribuire le deleghe ai suoi assessori. Per cosa crede di essere più adatta?
«Come sindaco ho seguito diversi settori e ho maturato esperienze in più settori ma ritengo che al di là delle aspirazioni di ognuno bisognerà vedere come si intrecciano le competenze. Non penso che ci sarà competizione ma solo un sano dialogo per trovare il modo di far funzionare al meglio la macchina provinciale e fare il bene della comunità. Conosco molto bene alcuni degli altri assessori e abbiamo delle affinità anche dal punto di vista caratteriale, imparerò a conoscere anche gli altri e credo che la squadra possa lavorare armonicamente».
Franco Capponi ha fatto delle politiche europee il suo cavallo di battaglia in campagna elettorale. Lei, da deputata, è stata per molti anni capogruppo nella commissione Politiche dell’Unione Europea. Cosa porterà della sua esperienza alla Provincia di Macerata?
«Ritengo che il collegamento con l’Europa è fondamentale per lo sviluppo. Ci sono molti progetti di cui i comuni non sono neanche a conoscenza e questo fa sì che l’Italia sia un fanalino di coda nell’accesso ai fondi. Trovare i canali giusti per accedere ai fondi europei è un vantaggio per tutti. In Parlamento ho lavorato molto anche sul made in Italy. La nostra proposta sulla tutela dei marchi si arenò in Senato ma è fondamentale per la tutela dei consumatori e dei produttori. Nella nostra realtà non possiamo competere con i prezzi perciò dobbiamo differenziare, tutelando i nostri prodotti tipici. In questo l’Europa, attenta alle grandi catene, non ci viene incontro perciò dobbiamo trattare con l’Europa insieme allo stato e alla regione per ottenere un’attenzione particolare». GUARDA IL VIDEO
(Foto di Guido Picchio)


Parlamentare dal ’94 al 2006….
Se si continuano a prendere incarichi politico-amministrativi retribuiti, la pensione e/o il vitalizio da Parlamentare vengono sospesi?????
Grande segnale di rinnovamento.