A Treia il convegno delle Pro Loco
dedicato a Nazareno Strampelli

Salvaguardia del territorio e riscoperta delle proprie radici. Questi alcuni dei temi del convegno “La rivoluzione verde di Nazareno Strampelli”, organizzato questa mattina a Treia, presso il Teatro Comunale. Incontro previsto nell’ambito delle attività di formazione dei volontari del Servizio Civile delle Pro Loco, in attuazione del progetto “La cultura agreste: territorio e civiltà nelle province Ancona e Macerata. Promosso dall’arch. Sergio Giorgi, responsabile “Unpli Marche SC”, in collaborazione con il Comune e la Pro Treia, il convegno ha visto l’illustre partecipazione del Presidente dell’Assemblea regionale Vittoriano Solazzi e di Carlotta Troini, nipote di Strampelli, accolti negli onori casa dal vice sindaco della città Corrado Speranza. Dopo i saluti di rito, la conferenza è entrata nel vivo grazie al suo principale relatore, il dott. Sergio Salvi, ricercatore dell’Università di Camerino oltre che esponente dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione di Roma.

Autore di numerose pubblicazioni e saggi dedicati al grande agronomo e genetista maceratese, Salvi ha così illustrato le fasi che portarono Strampelli ad assumere un ruolo di assoluto rilievo nell’agricoltura italiana già nei primi anni del XX secolo. Nato a Crispiero, frazione di Castelraimondo, il 29 maggio 1866, nel 1900 Strampelli iniziò infatti i primi studi sull’ibridazione della specie di frumento. I risultati conseguiti consentirono in quegli anni di anticipare i raccolti e permettere coltivazioni multiple sullo stesso terreno nel corso dell’anno. Dopo 30 anni di lavoro al Centro Sperimentale di Rieti, l’80% delle coltivazioni in Italia erano rappresentate dal grano ottenuto dalla ricerche di Strampelli, meriti che gli valsero, nel 1929, il titolo di Senatore del Regno.

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