Innovazione: accordo tra Confindustria,
Università di Camerino e Camera di Commercio

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Sul fronte dell’innovazione per le aziende del Maceratese, Università di Camerino, Camera di commercio e Confindustria Macerata hanno avviato un progetto che, per il primo anno, consentirà a sei giovani, selezionati attraverso un bando internazionale, di frequentare a Genova l’Istituto italiano di tecnologia per un dottorato di ricerca pura ma anche applicata e diventare così esperti nel campo dell’innovazione. In tal senso proprio oggi è stato firmato un “accordo quadro” da parte di Nando Ottavi, presidente di Confindustria Macerata, Fulvio Esposito, rettore dell’Università di Camerino, e Giuliano Bianchi, presidente della Camera di commercio di Macerata, i quali, subito dopo hanno tenuto una conferenza stampa per illustrare la portata di questa iniziativa.

In questo progetto sono state coinvolte quattro aziende: Guzzini, Faggiolati, Tombolini e Simonelli, le quali, unitamente a Confindustria e Camera di commercio finanzieranno una borsa di studio ciascuno. I sei giovani dottorandi prescelti dovranno portare avanti un progetto di ricerca su specifica indicazione delle aziende finanziatrici. Il bando di concorso, aperto anche agli stranieri, sarà reso noto a giugno e si baserà soltanto su titoli di studi e curriculum. La selezione dei sei prescelti sarà fatta da una commissione di alto profilo. Ogni borsa di studio costerà 16.000 euro l’anno. Il dottorato durerà tre anni: il primo all’Istituto italiano di tecnologia di Genova, il secondo all’Università di Camerino ed il terzo presso l’azienda che ha commissionato la ricerca e quindi pagato la borsa di studio. E c’è anche la possibilità che il progetto possa avere anche un finanziamento europeo in quanto la Comunità europea ha previsto che per il 2020 il nostro continente avrà bisogno, per essere competitivo con Stati Uniti e Giappone, di almeno un milione di giovani ricercatori. Già altre aziende maceratesi si sono fatte avanti per poter finanziare anch’esse altre borse di studio.

E’ evidente che i sei ricercatori, al termine del dottorato, avranno la possibilità di essere assunti nell’azienda per la quale hanno fatto la ricerca ma potrebbero anche rimanere nel territorio fornendo servizi di terziario avanzato a chi richiederà le loro consulenze o magari entrare a far parte di un Centro di ricerca da mettere insieme ad altre realtà come Tecnomarche o società di ricerca che fanno capo ad alcune delle maggiori imprese del territorio.


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