Acquaroli e i nodi della sanità:
“Va eliminata l’Asur unica”

Il candidato presidente della coalizione di sinistra ha illustrato le sue proposte
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Borgiani, Binci, Acquaroli, Marconi e Ricci

di Lucia Paciaroni

Una qualificazione dei servizi territoriali quale proprio asse portante e leva della trasformazione della sanità nelle Marche e nelle Provincia di Macerata. E’ questa la proposta del candidato alla presidenza della Provincia di Macerata Francesco Acquaroli, sostenuto da Sel, Federazione della Sinistra e Democrazia e Legalità.

Il mezzo per arrivare a questa qualificazione consiste in misure di semplificazione dell’organizzazione sanitaria: “Bisogna eliminare i tanti livelli organizzativi che si sovrappongono tra di loro e senza ruoli precisi. Riteniamo che si debba eliminare l’Asur unica e le tredici zone sanitarie, costituire cinque aziende sanitarie provinciali, mettere fine alla costituzione di aziende ospedaliere, identificare l’area vasta come ambito organizzativo e gestionale, con l’abolizione delle zone territoriali insieme con i suoi costosi direttori e apparati” ha detto Acquaroli, questa mattina in conferenza stampa, affrontando il tema della sanità insieme a Massimo Binci, consigliere regionale Sel, Lorenzo Marconi, coordinatore gruppo di lavoro regionale Sel sulla sanità ed alcuni candidati.

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“La Provincia non ha una competenza diretta sulla sanità – ha detto il candidato alla presidenza della Provincia – Può svolgere però un ruolo politico di primo piano in questo settore, così come in quello dei servizi socio-assistenziali”.  Ed Acquaroli parla dei nodi della sanità: “Il dato di fatto generalizzato è quello della carenza di personale, del sovraccarico di lavoro e della crescita del precariato. Sono inaccettabili nella programmazione regionale i tagli lineari per contenere il costo del personale limitando al settanta per cento il reintegro del turnover. Questo porterà ad un depauperamento dei nostri servizi”.

Altra questione affrontata è quella della trasformazione delle Ipab in fondazioni o aziende pubbliche: “La Provincia deve avere un ruolo chiave affinchè si segua la via del pubblico. Non è ammissibile alcuna forma di privatizzazione”.

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Argomento toccato anche le liste d’attesa. “Sui dati dell’ultima rilevazione effettuata non vogliamo fare speculazioni e i dati vanno interpretati, ma la Regione deve lavorare in un rapporto di collaborazione concreto” ha detto Marconi. Sulle liste d’attesa, è questa l’idea di Acquaroli: “Poniamo il problema di una programmazione mirata, di un’informazione seria e di un coinvolgimento degli utenti. Ad esempio, sull’ecografia della mammella giudichiamo positivamente la scelta di un secondo mammografo a Tolentino, come pure il fatto che le urgenze (noduli) vengano fatte in una settimana e che l’esame sia quasi sempre programmato di anno in anno come forma di prevenzione, questa è la strada maestra su cui procedere, per ridurre i costi e concentrarsi sulle necessità della popolazione”.

Marconi sostiene che “va rivista l’organizzazione funzionale e vanno coinvolti gli operatori del territorio, tenendo conto che sono stati fatti tagli a livello nazionale. La riduzione delle risorse e le operazioni della Regione per rientrarvi, hanno fatto sì che l’Asur unica portasse ad una forte conflittualità”. E ha aggiunto: “In una logica di scarsità di risorse, l’ente Provincia deve assumersi una responsabilità di coordinamento e coinvolgimento”.

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“L’ospedale di Macerata ha già disposto la riduzione del personale, la limitazione del reintegro del turnover aggraverà ancora di più la situazione. In generale la sanità maceratese non funziona male, ma ci sono sacche di inefficienza. Se i reparti non funzionano, si costringe chi non può a ricorrere al privato e questa è un’ingiustizia sociale” ha sottolineato Marco Ricci. Intervenuti anche Luciano Borgiani (Federazione della Sinistra) e il consigliere regionale Sel Binci, evidenziando che “le questioni sostanziali sono la razionalizzazione dei servizi, il coinvolgimento dei cittadini, il potenziamento delle risorse, la riduzione dei tempi delle liste d’attesa. E’ necessario garantire a tutti i cittadini l’accessibilità ai livelli minimi di assistenza ed è bene dare una figura anche giuridica alle aree vaste creando aziende sanitarie provinciali, integrando i servizi ed eliminando così doppioni e sovrapposizioni”.



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