Svastica alla Festa del 25 aprile
Imbrattate via Almirante e via Balbo

Bandiera nazista esposta durante il corteo di celebrazione della Liberazione a Civitanova Alta. Sfregi anche sulla toponomastica cittadina
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di Laura Boccanera

A oltre 60 anni di distanza dalla fine della guerra, il 25 aprile continua a dividere. Ieri durante il corteo di celebrazione della Liberazione a Civitanova Alta, il sindaco e la parata, si sono ritrovati davanti alle lapidi dei Caduti una bandiera rossa con una grossa svastica nera al centro inneggiante il nazismo. Probabilmente il gesto di qualche esibizionista in cerca di popolarità più che una presa di posizione storica e ideologica; tuttavia l’accaduto ha rovinato in parte le celebrazioni, gettando un’ombra sul 25 aprile, specie nell’anno in cui ricorre il 150° anniversario dell’ Unità d’Italia. <<Come Pdl prendiamo le distanze, come ha fatto sin da subito il sindaco Mobili, dal solito balordo che ha pensato di chiudere la sua giornata oltraggiando la lapide ai caduti con una bandiera raffigurante una svastica -ha detto il consigliere Giovanni Corallini – Personalmente ho molte perplessità sulla matrice politica del gesto, sono più propenso a pensare che certamente dietro all’inqualificabile bravata, c’era solo l’obiettivo di guadagnarsi la prima pagina dei giornali>>.

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Ma la svastica non è  stata l’unica stortura della giornata che si è tinta di polemiche anche sul “colore” delle bandiere, in particolare Corallini considera stridente e strumentale l’utilizzo delle bandiere politiche durante la manifestazione da parte del Psi: <<nella correttezza del confronto politico la Festa della Liberazione non va strumentalizzata e usata per scopi elettorali, come hanno fatto il gruppo di Costamagna e alcuni rappresentanti del Pd con tanto di bandiera coinvolti in prima persona nella campagna per le vicine provinciali. Questo lo dico con serenità, ma anche con dispiacere perché queste occasioni sono il momento per raccogliersi in una partecipazione unitaria senza colore politico. Ero presente alla manifestazione ed ho raccolto il rammarico di altre persone che hanno assistito a quanto accaduto, che va anche contro lo spirito e il ricordo storico dei rappresentati dell’associazione partigiani che non sapevano delle parate elettorali organizzate a loro insaputa>>.

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Di segno opposto alla bandiera nazista altri sfregi, perpetrati questa volta ai danni della toponomastica cittadina: due giorni fa ad essere preso di mira fu Giorgio Almirante, ma a finire nelle grinfie dell’ imbrattatore spray c’è ora anche Italo Balbo. Le due vie cittadine, ai lati opposti della città, una collocata a sud vicino il liceo Da Vinci e l’altra a nord nel quartiere di Fontespina sono state sempre apertamente criticate dai partiti di opposizione, tanto che su Balbo si era scatenato qualche mese fa un “putiferio politico” con consiglieri che sostenevano fortemente la scelta di Balbo per il suo passato da aviatore e altri, compresa parte della società civile che considerava la scelta di intitolare la via ad un fascista una forma di revisionismo storico. E così dopo il fondatore del Msi ricoperto da vernice spray nera con su scritto “No” dall’altra capo della città lo stesso trattamento è stato riservato a Italo Balbo. Probabilmente anche qui si tratta di un episodio isolato e non ideologico. Polemiche e proclami che forse hanno tolto qualcosa alla ricorrenza vera, dal momento che nessuno oggi parla o commenta il discorso tenuto ieri dal rappresentante regionale dell’Anpi e dai tre studenti che hanno proposto le loro riflessioni, di ragazzi di oggi, su una tragedia di ieri.



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