La Carifac presenta il bilancio
e torna a rilanciare
di Maurizio Verdenelli
La Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana -dieci filiali in provincia di Macerata, nel capoluogo (2) e nelle città maggiori- ha presentato a Fabriano all’assemblea annuale degli azionisti un bilancio tornato all’utile dopo il 2009. Un ”anno horribilis” dal quale è comunque partita la rinascita con l’ingresso del Gruppo Veneto Banca, il dodicesimo gruppo italiano per masse amministrate. Un Gruppo che ha chiuso il ‘consolidato’ con oltre 113 milioni di euro dover aver registrato utili in crescita nel 2008 e 2009, anni difficilissimi a causa della crisi economica. E’ un bilancio positivo quello della Carifac: l’esercizio 2010 si chiude con un utile di 5.870.000 di euro e con indici di crescita interessanti per quanto concerne la raccolta che segna un +7,8% (2,52 miliardi di euro) sia per gli impieghi cresciuti del 5,43% (1,49 miliardi di euro) sul 2009. Il patrimonio al 31.12.2010 è di 182.000.000 di euro con un coefficiente di patrimonializzazione che si attesta al 22,98% ed un Core Tier 1 del 16,74%. “Sono numeri- scrive agli azionisti il presidente della Cassa, Domenico Giraldi- che dimostrano come la nuova Carifac, nata dall’assemblea del 18 dicembre 2009, dove con il vostro grande consenso fu approvato il progetto di aumento di capitale sociale e il conseguente ingresso nel Gruppo Veneto Banca, ha voltato veramente pagina, imboccando in modo decisivo un percorso di sviluppo”. La crescita della raccolta e degli impieghi e la composizione di quest’ultimi testimoniano, per Giraldi, il nuovo orientamento di Carifac a favore dei ‘piccoli’: e cioè artigiani, commercianti, famiglie, piccole medie imprese. Il 2010 ha segnato per la Cassa fabrianese -diretta dal recanatese Paolo Mariani- l’inizio di un progetto ambizioso: diventare punto di riferimento nel Centro Italia per il Gruppo che ha sede a Montebelluna (Treviso). “Abbiamo ricominciato ad aprire filiali” dice il presidente. Lo scorso anno le nuove aperture sono state due: a Tolentino e Jesi. All’inizio del 2011 è stata la volta dell’Umbria e della Romagna con le nuove filiali di Città di Castello e Rimini. Entro giugno apertura anche a Riccione e Forlì. In tutto 64 filiali. Insomma Carifac torna a rilanciare dopo il giro di boa, di poco più di un anno fa, e dopo le “difficili scelte” (così le chiama Giraldi) sostenute dagli azionisti. La garanzia è certamente la presenza di una grande azienda del Nord Est italiano. Si tratta di un Gruppo guidato da una Banca Popolare che ha come interlocutori principali le famiglie, le PMI (piccole e medie imprese), gli artigiani e i commercianti. Il presidente: “Esattamente gli stessi soggetti che sono parte integrante della nostra tradizione bancaria con i quali abbiamo ora ripreso a dialogare in modo convinto”. Con il Gruppo di Montebelluna, Carifac -presente già da tempo a Roma e in Umbria – ‘vede’ ora concretamente aldilà di Fabriano e delle Marche proponendosi in tutta l’Italia Centrale in un’ottica fortemente interregionale. Una ‘sfida’, pure e sopratutto sotto le rassicuranti insegne di Veneto Banca, con gli altri ‘colossi’ in un campo (ancora più) aperto e ad armi pari.