Macerata è rock
con i Rocko and The Rolls

Viaggio alla scoperta delle band maceratesi (prima puntata)

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di Lucia Paciaroni

Impossibile resistere. Quando i Rocko and The Rolls danno il via al concerto, non c’è scampo: anche i più timidi muoveranno irrimediabilmente qualche muscolo per accennare “un passo di danza”.
Nascono come cover band per spettacoli in strada portando una miscela di rock, blues e folk, a cui si aggiungono altri generi come il country e il reggae, influenzati da artisti che spaziano, per esempio, da Johnny Cash a Bob Marley, da Tom Waits a Renato Carosone.
Non si assiste ad un semplice concerto quando si tratta di loro, ma ad uno spettacolo, ad una festa dove nessun componente, e sono ben dieci, diventa secondario. Il gruppo è formato da Luca Ballesi, Stefano Giampieri, Nicola Pallotto, Andrea Ferraccio, Marco Falcioni, Emilio Antinori, Andrea Castiglioni, Marco Quagliatini, Rocco Ciucciomei, Fabio Fraticelli e la new entry Alessandro Menchi.
Li intervistiamo in occasione dell’uscita del loro primo album omonimo.

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Un po’ di storia: chi siete, da chi e quando nasce l’idea di formare il gruppo.

I Rocko and The Rolls nascono nel 2005 in occasione della festa degli artisti di strada “Artemigrante” di Macerata con la benedizione dell’associazione I Benandanti. E’ proprio in contesti come questo che muoviamo i primi passi come banda di musicisti da strada, fuoristrada e terreni sgangherati.
Con gli anni l’evoluzione ci ha portato a solcare addirittura palcoscenici da pro loco in tutte le feste a tema su distillati internazionali, nazionali e locali, ma, a parte gli scherzi, più che altro ci siamo evoluti sulla strada di una rock band dai connotati “fricchettoni”, nel senso che ci siamo spinti su ritmi e sonorità molto più dure e, magari, americane rispetto agli inizi folk e folkloristici, cercando però di mantenere intatte tutta una serie di connotazioni che ci appartengono proprio perché le radici ci hanno sempre affascinato. Non puoi mai abbandonare casa, quantomeno con il cuore.
L’idea del progetto Rocko and The Rolls nasce da un gruppo di amici che suonavano in diversi gruppetti del panorama musicale underground maceratese, finchè un giorno non ci siamo detti:”Ma perché non ci uniamo tutti insieme e mettiamo su una banda allargata con sonorità africane, blues, rock e folk?”. E così abbiamo provveduto. L’unione fa la forza. E’ un po’ come quello che è successo per la banda della Magliana con l’unica differenza che noi amiamo la musica e non ammazzare gente, né tantomeno il potere.

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E’ appena uscito il vostro album, da dove scaturiscono musica e testi e quali generi e artisti vi hanno influenzato ?

I pezzi contenuti nel nostro primo album omonimo sono stati scritti primordialmente dal sottoscritto, Luca Ballesi, e da Nicola Pallotto. Ovviamente, vista la presenza di tanta gente nel gruppo, i pezzi hanno subito variazioni ed elaborazioni infinite in sala prove prima di giungere alle versioni definitive.
In pratica tu arrivi in sala prove e dici:”Hey ragazzi ho scritto un pezzo che è una figata!!”. Dopo due prove è completamente diverso! Ma stranamente la cosa non ti dispiace per niente, anzi ti fa piacere vedere che c’è qualcuno con cui puoi condividere quello che pensi e che scrivi. E lo puoi condividere talmente tanto che anche uno stravolgimento del brano ti allieta. E’ una questione tra amici.
Le influenze sono varie ed eventuali, ossia sono molteplici, quasi infinite, ma questo è ovvio. La musica che facciamo si ispira a dei generi più che a dei gruppi e le assonanze possono essere infinite.

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Siete in dieci nel gruppo… come mettere d’accordo dieci menti nella preparazione di un album? Raccontateci un po’ come è nato e come si è sviluppato questo lavoro.

Sì, effettivamente siamo davvero tanti. Mettere d’accordo dieci menti non è facile, però bisogna vedere in che direzione corrono queste menti. Se fossero dieci menti “libere” sarebbe ovviamente impossibile. La verità è che siamo dieci menti che corrono tutte nella stessa direzione e per questo pericolosissimi. Siamo dieci uomini che guardano un muro… ma questo non è il principio di un’evasione. E’ ovvio che qualcuno ogni tanto cerca di “evadere” e, se l’evasione è costruttiva, viene seguito dal branco. In caso contrario viene picchiato selvaggiamente. Scherzo, credo di essermi spiegato.
La preparazione dell’album è stata molto impegnativa soprattutto sotto il profilo tecnico, nel senso che ci siamo trovati di fronte ad un mondo di usi e costumi adottati nella registrazione professionale di un CD che non avevamo mai pensato esistesse. In questo non smetteremo mai di ringraziare il nostro mentore Andrea Mei per il lavoro svolto in sala registrazione presso il suo Potemkin Studio di Civitanova Marche. Se questo lavoro è riuscito, buona parte del merito va proprio a lui. Di sicuro abbiamo imparato di più in qualche mese in studio con lui che su tutti i palchi, le strade e le bettole in cui abbiamo suonato da sei anni a questa parte.

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Le date dei prossimi concerti?

Le prossime date certe sono: 15 aprile To be or di  Civitanova, 29 aprile Capanno di Toni a Camerino, 1 maggio Commemorazione dei martiri di Montalto a Montalto di Cessapalombo dove speriamo di passare una splendida giornata all’aperto con tanta musica, vino, fava, cascio, lonza e ciauscolo. Per il resto basta seguire i nostri myspace, facebook e social network vari sempre prontamente aggiornati proprio allo scopo di non far perdere a nessuno il brivido di una nostra esibizione fatta di sudore, cadute pesanti, battute ancora più pesanti, camicie strappate e pantaloni macchiati, balli stonati, ma soprattutto tanta musica e tutto il divertimento che ne può scaturire.

I Rocko and The Rolls sono iscritti all’Heineken Jammin Festival Contest e per sostenerli, basta iscriversi come supporter sul sito dell’HJF e votarli.

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