Summit in Prefettura
dopo la rapina a Villa Paciotti
CIVITANOVA - Messa a punto una strategia operativa per garantire sicurezza nell'area di contrada Cavallino. I residenti si mobilitano
di Laura Boccanera
Forse c’è un gruppo di basisti dietro le rapine in villa che legano la criminalità straniera a quella locale. L’ipotesi è stata formulata nel corso di un summit convocato questa mattina attorno alle 11 dal prefetto di Macerata Vittorio Piscitelli, al quale è stato invitato a partecipare anche il Sindaco del Comune di Civitanova Marche Massimo Mobili. Evidente che tre rapine a mano armata con sequestro di persona in poco meno di 2 mesi sono troppe, segnale di allarme che è stato lanciato nel corso dell’incontro e al quale ora si cerca di porre rimedio con delle misure di prevenzione più fitte. Una preoccupazione tangibile soprattutto nell’area di contrada Cavallino e dintorni, zone collinari con vista sul mare lungo le quali sorgono villette e residence di imprenditori civitanovesi presi letteralmente di mira dai rapinatori che utilizzano sempre la stessa tecnica. Dopo un’attenta ricognizione degli episodi (il primo presso l’abitazione di Franco Baldoni il 4 febbraio, il secondo episodio a 300 metri di distanza a casa di Gino Ruggeri il 20 febbraio, l’ultimo a villa Paciotti) è stata messa a punto una strategia operativa, volta ad implementare il livello di prevenzione e di contrasto dei fenomeni criminosi anche attraverso la predisposizione di mirate attività di controllo del territorio nelle zone ritenute maggiormente a rischio.
Il Prefetto, a conclusione dell’incontro, ha assicurato che provvederà a rappresentare al Ministero dell’Interno la specificità della situazione di Civitanova Marche , intesa come una realtà particolarmente vivace ed in crescita sia dal punto di vista demografico che economico nonchè baricentrica rispetto ad un contesto territoriale , quello costiero , facilmente raggiungibile attraverso la grande viabilità e che, pertanto, necessita di attenzione con riferimento alle esigenze di implementazione degli organici delle forze dell’ordine impegnate nelle attività di controllo del territorio .
Provvedimenti che tuttavia non calmano l’agitazione dei residenti che giorno dopo giorno si sentono sempre più minacciati dalla possibilità di rimanere vittime della criminalità. E tra i residenti c’è chi ora cerca anche soluzioni alternative. Sembra per ora infatti solamente un pourparler, ma Roberto Elisei, general manager di Paciotti, è intenzionato a fondare un gruppo o un’associazione di persone per stabilire obiettivi di controllo e prevenzione sul territorio. Non semplici ronde, ma un sistema di vigilanza solidale dai contorni ancora non prettamente definiti, ma che su Facebook sta già riscuotendo pareri positivi.

Chissà se le case “visitate” fossero state qulle di qualche poveraccio se ci sarebbe stato tutto questo aumento di controllo…