A Macerata si riuniscono
gli Stati Generali della cultura
L'appuntamento è per il 2 aprile nell'Aula Magna dell'Università di Macerata. Il sindaco Carancini: "Ognuno di noi può fare qualcosa"
di Alessandra Pierini
Macerata città della cultura? L’idea aleggia in tutti gli ambienti autorevoli ed è stato più volte tema di discussione per enti maceratesi ed illustri esponenti culturali che hanno proposto di volta in volta le possibili azioni da intraprendere per trasformare quello che per ora è un ideale in realtà.
Per mettere tutti gli interlocutori intorno ad un tavolo, non solo per ragionare di cultura, ma anche per progettare soluzioni concrete, il Comune di Macerata organizza per il prossimo 2 aprile gli Stati Generali della Cultura che si terranno dalle 9 alle 14 nell’Aula Magna dell’Università, eccellenza culturale della città. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala consiliare del Comune di Macerata.
«Gli Stati Generali – ha spiegato il sindaco Romano Carancini – sono uno dei punti qualificanti del nostro programma elettorale. L’obiettivo è quello di creare un discorso partecipativo e di dar vita ad un sistema di valorizzazione dei beni culturali. Vogliamo far dialogare tutti i soggetti interessati promuovendo dei tavoli di lavoro che nel giro di qualche mese siano in grado di dare risposte concrete. Da soli possiamo fare poco, è perciò necessario l’apporto di tutti».
Anche il vicesindaco Irene Manzi ha sottolineato la necessità di una sinergia tra gli enti: «Dobbiamo unirci per superare le criticità che il sistema cultura può registrare. Il senso degli Stati Generali viene anche dal ruolo che Macerata come città capoluogo può rivestire. Non dobbiamo inventare nulla, gli elementi ci sono ma vanno valorizzati».
L’assessore Stefania Monteverde ha definito gli Stati Generali un metodo di operare da applicare a tutti i settori: «Ognuno di noi, ogni associazione, ogni attore sociale può fare il suo per il bene della città e può essere leva per il cambiamento. Ognuno di noi deve innanzitutto domandarsi cosa può fare. Macerata è una bellissima città ma deve ritrovare la stima in se stessa».
Sulla stessa lunghezza l’assessore Federica Curzi, particolarmente favorevole al metodo partecipativo: «Ripensiamo il Comune di Macerata che non deve essere percepito come istituzione, come ufficie dipendenti ma come città e cittadinanza. Per iniziare a farlo dobbiamo coinvolgere le lobby, interessando dal basso i cittadini per capire quali sono le loro reali esigenze».
