Pesca: inizia la stagione 2011.
Istituite nuove zone ripopolamento ittico

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All’alba di domenica prossima, 27 febbraio, con l’apertura ufficiale della stagione di pesca 2011, entrano in vigore lungo diversi corsi d’acqua del territorio maceratese le nuova zone di ripopolamento ittico a vocazione riproduttiva istituite dalla Provincia di Macerata. In tali tratti di fiumi e torrenti è vietata la pesca per un periodo di tre anni. Ecco le zone interessate:

Fiume Scarsito, dal termine della zona di protezione parallela all’allevamento Rossi fino al ponticello nei pressi del laghetto di pesca sportiva (incrocio per Agolla);

Fiume Potenza: dal ponte di Pontile al ponte San Cassiano (Comune di Fiuminata) e dal  ponte della Cementeria Sacci fino alla confluenza con il fosso Gregorietti;

Fiume Esino, dal ponte di Pizzetto fino al Casco Carbonari di Macerata;

Fiume Fiastrone, dal ponte degli Schiavi alla confluenza con il Fiume Chienti nei pressi dell’abitato del Comune di Belforte..

Fiume Chienti, dal ponte della strada 77 in corrispondenza della ex cava Romagnoli fino alla confluenza con lo sbocco della centrale elettrica di Valcimarra. Inoltre dalla diga del Lago di Belforte allo scarico della centrale Enel (Comune di Belforte) e il ramo Pievetorina, dal ponte ad uso agricolo nei pressi della chiesa di San Francesco fino al ponte La Trave.

Queste zone si aggiungono a quelle istituite nel 2010 dove la pesca resta chiusa per altri due anni. Si tratta del Fiume Musone, dalla sorgente di Crevalcore al Ponte del Molino Nuovo; il Fiume Chienti, dall’imbocco del canale Micucci (canale escluso) al Ponte della Maddalena sulla strada provinciale, da Casavecchia (Ponte per Tazza in corrispondenza del Bivio per Appennino) fino al bivio per Montecavallo e il tratto compreso dalla diga di Polverina alla confluenza col Fosso Rio di Camerino in Loc. Sfercia, affluenti compresi.

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ALTRI DIVIETI PERMANENTI E TEMPORANEI

Indipendentemente dal calendario di pesca deliberato dalla Provincia, ci sono zone in cui l’esercizio dell’attività di pesca  è vietato per diposizione a carattere generale. Sono i tratti di fiume ricadenti nel Parco nazionale dei Monti Sibillini e precisamente:

Torrente Ussita: dalla sorgente fino a Loc. Le Vigne, m. 850; Torrente Acquasanta: dalle sorgenti alla confluenza con il fiume Fiastrone, entrambi i rami; Fiume Rio Sacro: dalle sorgenti fino all’incrocio con il sentiero che scende dalla grotta dello Scortico, a circa 850 metri dalla confluenza con il torrente Fiastrone (m. 749 s.l.m.); Fiume Fiastrone: dalla sorgente, lungo tutta la valle del Fargno, fino a poco dopo Villa da Capo di Bolognola (a circa m. 980 s.l.m.); inoltre tutto il ramo sinistro dell’affluente che sorge sotto Monte Val di Fibbia (m. 1577 s.l.m.) in Comune di Acquacanina, fino al di sotto del Colle di Meriggio di Acquacanina (compresa Valle Trocca) e dalla diga del Fiastrone, lungo tutta la Valle del Fiastrone, fino all’incrocio con il sentiero segnato che giunge dal cimitero di Monastero, in Comune di Cessapalombo, in prossimità di Monte di Bozzi (m. 745 s.l.m.); compresi gli affluenti ( Rio Fessa); infine il Torrente Rapegna: dalla sorgente, lungo tutta la valle di Rapegna fino all’abitato di Rapegna di Castelsantangelo sul Nera

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Per disposizione dei Comuni di Sefro e di Pioraco, che hanno emanato apposite ordinanze, per l’intera stagione 2011 è fatto divieto assoluto di esercitare la pesca nei tratti del fiume Scarsito all’interno dei due centri abitati dei rispettivi capoluoghi e precisamente: a Sefro tra il ponte di via Pago e il ponte in corrispondenza dell’ex caserma del Corpo Forestale dello Stato, a Pioraco nel tratto dei giardini pubblici in Largo Leopardi. In entrambi questi casi le ordinanze, a firma dei rispettivi sindaci, sono state adottate per ragioni di incolumità pubblica.

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ZONA “NO KILL” LUNGO UN TRATTO DEL FIUME POTENZA

Per salvaguardare alcuni di ceppi autoctoni di salmonidi, lungo il fiume Potenza è stata istituita anche quest’anno una zona cosiddetta “No kill”, cioè dove, oltre a particolari restrizioni, il pescatore è obbligato a reintrodurre subito in acqua, ancora vivi, i pesci catturati. Il tratto interessato è quello compreso tra la passerella del Castello di Lanciano e il ponte della strada che dal bivio di Castelraimondo  conduce a  Camerino. In questa parte del fiume l’esercizio della pesca è consentito previo rilascio, da parte della Provincia, di un apposito tesserino gratuito, ove è obbligatorio annotare la data delle giornata di pesca, prima che questa abbia inizio. Le giornate di pesca sono liberamente scelte dal pescatore nell’ambito dei periodi consentiti e non possono essere in numero superiore a dodici, nell’arco dell’anno.


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