Stop al fotovoltaico selvaggio
Chiesanuova insorge

Installato un mega impianto con più di quarantamila pannelli solari, altri 36mila sono in arrivo. La comunità treiese si ribella e il Comitato promette un’affluenza in massa alla Conferenza dei Servizi in Provincia che presto si occuperà del caso
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di Beatrice Cammertoni

Il balcone che da Piazza della Repubblica di Treia si affaccia sulle colline maceratesi presenta da poco un nuovo panorama. Affacciandosi e guardando verso Cingoli, non si vedono più solamente le nostre campagne: una chiazza nera salta all’occhio ed è facile riconoscerne l’origine. Si tratta di un impianto di più di quarantamila pannelli solari, esteso su uno dei campi che circondano Schito, frazione di Chiesanuova. In Agosto alcune ruspe iniziarono dei lavori sul terreno di cui gli stessi confinanti non seppero nulla fino alle prime istallazioni: 14 ettari, una potenza nominale di 9.973 chilowatt, insomma, una vera e propria distesa costeggiata dalla strada Sant’Eunero.

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A distanza di pochi mesi la storia si ripete: un progetto per 12 ettari e 7.334 chilowatt sembra dover aggiunge agli attuali ben 36.000 pannelli, a soli 150 metri di distanza dai primi. Questa volta però, un’intera comunità ha deciso di fare tutto il possibile affinché Schito non venga incapsulato in un “mare” nero e artificiale.  Di nuovo il fotovoltaico, dunque e di nuovo una mobilitazione per impedirne l’istallazione selvaggia nelle colline maceratesi: 20 famiglie e 55 residenti della frazione si sono costituiti in un Comitato determinato a “salvare” i terreni dalle nuove costruzioni. Tre striscioni impongono alla vista degli automobilisti che percorrono la Cingolana la battaglia dei residenti delle zone in questione. Si chiede di porre fine al fenomeno del “fotovoltaico selvaggio” e di ascoltare le richieste di una comunità “incazzata”.

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Ma non sono questi gli unici passi compiuti dal gruppo guidato dal portavoce Lorenzo Luccioni e dal Prof. Alberto Meriggi: se per i pannelli già autorizzati e istallati non c’è più nulla da fare, per il nuovo progetto, in attesa di essere approvato dalla Provincia, è in corso una forte e decisa mobilitazione. Il comitato ha scritto a tutti gli enti coinvolti, ottenendo un primo risultato nel focalizzare l’attenzione di Arpam, Soprintendenze, uffici provinciali e regionali e del corpo forestale sul caso. La lettera destinata al Sindaco di Treia, Luigi Santalucia, ha trovato risposta in un’amministrazione che si dichiara pronta ad accogliere le preoccupazioni dei cittadini ed a avviare controlli a tutto campo sull’impatto paesaggistico e sulla salute dell’impianto. Al primo cittadino, però, il Comitato chiede di più: condividere la protesta affinché la provincia non autorizzi l’impianto.

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Sono molti i motivi di questa mobilitazione. I danni al paesaggio, per cominciare: oltre ad essere una delle zone attraversate dall’antica via romana Flaminia, le tre ville che sovrastano i campi di Schito sono state realizzate tra ‘700 e ‘800 da architetti di grande fama. Vi si trova inoltre un pino marino secolare ed una riserva di caccia. Sull’impianto inoltre aleggiano sospetti relativi all’impatto che i pannelli potrebbero avere sulla salute umana. Al di la del fastidioso ronzio emesso dalle singole piastre applicate, è la quantità di energia prodotta e raccolta nelle centraline a destare le maggiori preoccupazioni.

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Oltre ai cambiamenti nello stile di vita degli abitanti della frazione vanno considerate anche le conseguenze economiche che ricadranno sui i proprietari di terreni ed abitazioni: di fatto gli abitanti si trovano accerchiati dagli impianti, per questo gli immobili si svaluteranno e saranno molto più difficili da vendere. Il Comitato promette un’affluenza in massa alla Conferenza dei Servizi in provincia che presto si occuperà del caso e nel frattempo continua a sollecitare l’intervento di istituzioni e di enti che si occupano di ambiente. Presto si entrerà in campagna elettorale e con Capponi di nuovo in corsa per il ruolo di Presidente della Provincia e Tonino Pettinari ago della bilancia con il suo Udc è presumibile che Treia ritorni protagonista della politica maceratese. Quali saranno le posizioni dei partiti sul caso di Schito, ma più in generale sui fenomeni della mobilitazioni contro il fotovoltaico che sono aumentate in modo direttamente proporzionale al numero di impianti?

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“In questo contesto non possiamo che chiedere presto e pubblicamente alle forze politiche di prendere una posizione netta. Noi sappiamo di avere chi ci sostiene e chi invece ci osteggia, ma questo non ci impedirà di continuare nella nostra strada.” Possibile un’azione coordinata dei vari gruppi sorti nel territorio maceratese con lo stesso obiettivo? “In nostro è un comitato giovane, nato solo a gennaio quando ormai le voci che correvano sul nuovo impianto si erano dimostrate fondate. Il prossimo passo sarà sicuramente quello di guardare a situazioni simili alle nostre”, dicono i membri. “Tutte queste storie mettono in evidenza un’assenza di comunicazione e informazione per ciò che riguarda i progetti. Per noi è difficile comportarci da storici degli avvenimenti, tutto quello che sappiamo ce lo siamo ricavato da soli dopo quanto successo con il primo impianto.”

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