Capitan Miccoli racconta
l’ascesa dei Giovani Tolentino

"Vorrei portare questo meraviglioso gruppo in Prima categoria"
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Francesco-Miccoli

Il capitano dei Giovani Tolentino Francesco Miccoli

di Paolo Del Bello

Francesco Miccoli classe 1973, ha iniziato nelle giovanili del Tolentino per poi esordire in prima squadra sotto la guida di Castori. Oltre alla maglia cremisi ha vestito, tra le altre, quelle di Carpi (C1), Fermo (C1) Fiorenzuola, Maceratese (C2), Monturanese (D) Bagnolese (D), Pavullese (D) e nel 2009 dopo aver conquistato la Promozione con quella del Chiesanuova è approdato nella realtà dei Giovani Tolentino (vincendo subito un altro campionato). Da segnalare che ha militato in tutti i campionati calcistici dalla Terza Categoria alla C1.

In questa importante carriera dove colloca l’esperienza di capitano e bandiera di questa giovane società?
“A dir la verità non mi rivedo troppo nel ruolo di capitano e bandiera, qui siamo tutti sullo stesso livello, i miei compagni più giovani mi hanno fatto sentire uno di loro senza mai far pesare la mia esperienza ed il mio passato calcistico. Il bello dei GT è proprio questo. E’ un  peccato che sia arrivato troppo tardi, il mio rammarico è di non aver dato a questa maglia altri 2-3 anni di carriera”.

Il 2010 per i GT è stato un anno d’oro, promozione in Seconda categoria, poi un girone d’andata da incorniciare. Ci racconti i momenti più significativi...
“Ripensando all’anno che sta per terminare, mi viene in mente la vittoria di Penna S.Giovanni, che ho vissuto da spettatore: il gol di Enrico Fanelli mi ha regalato una gioia indescrivibile dopo 90’ di sofferenza. Inutile poi ricordare il rigore di Tartari contro la Belfortese che ci ha portato in Seconda categoria. Complimenti a Paolo che ha realizzato un gol fondamentale. Nella stagione in corso invece sottolinerei la vittoria in casa della Settempeda, grazie alla quale abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di importante”.

Budget ridotto, società alla prima esperienza e un gruppo di giocatori per buona parte esordiente in queste categorie….Qual è il segreto dei Giovani Tolentino?
“L’umiltà del gruppo e la voglia di crescere sono gli ingredienti principali che, uniti alla qualità indiscussa di diversi elementi, permettono alla squadra di colmare il gap nei confronti di realtà più blasonate. Tutti gli elementi della rosa lavorano per migliorarsi, tutti remano in un’unica direzione e partecipano con entusiasmo sentendosi parte del progetto. Anche le scelte della società, come quella di affidare la squadra a mister Mercanti, si sono rivelate molto azzeccate, grazie all’indiscusso intuito dell’accoppiata Apicella-Crocetti, dirigenti giovani ma che sanno il fatto loro”.

Ormai avete incontrato tutte le avversarie in questo girone F, chi ti ha sorpreso e chi indichi come favorita per la vittoria?

“Dopo il mercato invernale ci sono stati molti cambiamenti. La Settempeda si è ulteriormente rinforzata, e la indico come favorita. La Belfortese è una squadra che mi piace, pratica e cinica e il suo buon campionato non è stato per me una sorpresa. La Nuova Dimensione, che ci ha battuto per 2 a 0, credo possa risalire la classifica.

Giorgio Cimarelli è il tecnico che ha plasmato questo gruppo e l’ha fatto vincere, Andrea Mercanti sta superando ogni più rosea aspettativa, quali sono le caratteristiche dei due tecnici?

“Sono due figure completamente diverse all’interno dello spogliatoio, sia nel prepararlo che nel gestirlo. Utilizzano metodi diversi, entrambi però riescono a raggiungere i risultati tirando fuori il massimo dal gruppo. Giorgio Cimarelli rappresentava per tutti noi un fratello maggiore, che sapeva però fare le scelte giuste al momento giusto, Andrea Mercanti invece insegna il suo credo calcistico in maniera attenta e molto professionale”.

Dove volete arrivare?
“Io posso portare i GT fino in Prima categoria, poi loro proseguiranno da soli, almeno fino in Promozione. A parte gli scherzi non pongo limiti a questo gruppo, visto che ha il merito di aver ridato entusiasmo ad un vecchio trentasettenne come me, che può sicuramente crescere e togliersi altre soddisfazioni”.



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