Arrestato a Mantova il sesto complice
dell’omicidio di Loffty Draif
I carabinieri precisano che la situazione all'Hotel House è sotto controllo
di Alessandra Pierini
Sale a quota 6 il numero degli arrestati per l’omicidio di Loffty Draif, il marocchino venticinquenne deceduto dopo essere stato pestato a sangue e lasciato esanime davanti all’Hotel House lo scorso 12 novembre.
Ulteriori sviluppi investigativi hanno permesso di localizzare a Mantova l’ultimo dei complici del delitto. La scorsa notte i Carabinieri di Macerata hanno raggiunto i colleghi del nucleo investigativo locale e dopo una serie di perquisizioni delegate dall’autorità giudiziaria hanno tratto in arresto Ben Alì Faycal, clandestino tunisino di 33 anni che si nascondeva nell’abitazione di suoi connazionali alla periferia della città. Anche Ben Belgacem Salem, operaio trentaseienne residente a Mantova con regolare permesso di soggiorno e Iben Belgacem Sofian, 30 anni, clandestino, sono stati arrestati per favoreggiamento personale. Tutti e tre si trovano al penitenziario di Mantova.
«La situazione Hotel House è sotto controllo – ha precisato il Colonnello Marco Di Stefano, comandante provinciale dei Carabinieri, nel corso di una conferenza stampa – ogni forma di allarmismo è ingiustificata. In alcuni casi siamo costretti alla soppressione ma il nostro primo obiettivo è la prevenzione. Nell’Hotel House abitano mole persone per bene che lavorano e conducono una vita normale ogni giorno. Speriamo con questo arresto di aver tamponato e bloccato la faida culminata nell’omicidio.»
Il capitano Domenico Candelli ha evidenziato con dati precisi il grande lavoro fatto nell’Hotel House da gennaio 2010 ad oggi: «L’Hotel House ha 17 piani, 480 appartamenti e 2.780 residenti appartenenti a 46 etnie. Nel 2010 siamo intervenuti al suo interno per 282 volte, anche in seguito a richieste dei residenti. I reati più frequenti sono legati alla prostituzione, alle risse, alla presenza di clandestini e allo spaccio di stupefacenti e sono distribuiti lungo tutto l’arco dell’anno. Monitoriamo costantemente chi entra e chi esce anche grazie all’azione di uomini che hanno una conoscenza diretta di quanto accade e che sono orgoglioso di avere alle dipendenze. Tra questi il maresciallo Carbonari che senza paura e da solo gira liberamente per i piani del palazzo, conosce tutti ed offre la sua preziosa collaborazione in ogni circostanza.»
Sono stati ringraziati i Carabinieri della Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica per la collaborazione.

Complimenti alle forze dell’ordine. Meglio di qualsiasi spot e slogan propagandistico tipo “abbattiamo l’hotel house” e “rimpatriamoli tutti” (cosa dovremmo fare con i 2 italiani che allora a Civitanova hanno aggredito senza motivo una coppia, compiuto vari furti e vandalismi, per sport? A meno che essere italiani giustifichi questi comportamenti) ha fatto il loro lavoro. Certo che le statistiche fornite sono impressionanti (1 intervento all’interno ogni 1.30 giorni in media!) ma sono anche indice di come l’Hotel House non possa essere e non debba essere terra di nessuno, come invece accade in altre realtà d’Italia e del mondo.
grandi siete i numero 1!!!!!
Finalmente si comincia a parlare di prevenzione.
Un plauso al Colonnello Di Stefano.
Inoltre Tutta la mia stima al Maresciallo Carbonari che, da solo, svolge egregiamente il suo lavoro.
Credo che in questa sua difficile e delicata prevenzione andrebbe affiancato da altri carabinieri per aumentare il controllo all’interno dell’Hotel House
x ciccarelli:invece di pensare che siamo tutti razzisti perche non ti leggi prima i commenti su quei 3 universitari di camerinoi tutti ITALIANI che hanno picchiato e devastato varie macchine e vedi se qualcuno li difende perche italiani!
@macerata granne: io di certo non penso che “tutti” siano razzisti, ci mancherebbe, è che trovo singolare che non ci siano i commenti quando i delinquenti vengono presi (come in questo caso), mentre quando succede qualcosa di terribile si sprecano le peggiori invettive.
Quindi mi chiedo, sinceramente: frega niente del fatto che un uomo, complice di omicidio, sia stato arrestato, del fatto che, nonostante tutto, l’Hotel House non sia terra di nessuno, oppure più semplicemente importa solo prendersela con chi reputiamo essere “più lontano” da noi, che tanto queste persone non le beccano mai, la fanno franca, ecc.?
Filippo, sono sposato con una donna extracomunitaria (anche se preferirei dire straniera vista l’ingiusta accezione generalmente negativa del termine extra). Sinceramente a me non importa molto l’ “origine” di chi commette reati (locale-di altra regione- extracomunitario). Rimane però indubbio che gli extracomunitari irregolari commettano reati con incidenza 30 volte superiore rispetto agli italiani e agli stranieri regolarmente residenti (i quali addirittura commettono meno reati, in percentuale, degli italiani stessi).