Giallo Goffo: si cercano tracce
nel pc dell’indagato
Nel computer di Alvaro Binni, sequestrato sul suo posto di lavoro nella Questura di Ascoli, potrebbero esserci tracce di contatti attraverso chat line o social networks tra il poliziotto, indagato a piede libero per omicidio, e Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa il 4 maggio scorso, e il cui cadavere non è mai stato ritrovato.
E’ questo lo scopo dei nuovi accertamenti disposti dal pm di Ancona Irene Bilotta dopo l’ultimo interrogatorio di Binni, 42 anni, sposato e padre di quattro figli, avvenuto il 16 novembre. Il poliziotto è accusato di omicidio premeditato, e l’esame del Dna sul materiale biologico (in particolare peli) rinvenuto nell’appartamento che la funzionaria aveva affittato ad Ancona è un elemento indiziario a suo carico. Binni però continua a professarsi innocente: dice di non essere mai stato in quell’abitazione e di non aver avuto alcun motivo di uccidere la funzionaria. Con la quale, sostiene, non aveva una relazione extraconiugale, anche se lei lo perseguitava ossessivamente. La procura invece sospetta che Binni abbia attirato la Goffo in una trappola, per poi ucciderla nelle campagne dell’Ascolano, tra Acquasanta Terme e Comunanza, occultandone il cadavere. Le ultime due telefonate, partite tra le 17 e le 18 del 4 maggio scorso da utenze cellulari intestate alla funzionaria, hanno agganciato un ponte radio di quella zona. Lì le ricerche potrebbero riprendere nei prossimi giorni. (Ansa)