Perchè è stata chiusa
la Mediateca
della Provincia?

La denuncia

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Scrive Renato Pasqualetti, già assessore provinciale:

Ore 19 di giovedì: passo per corso della Repubblica e gli occhi mi scivolano verso il palazzo della Provincia, dove, nel bene e nel male, ho lavorato per 10 anni. Allibito vedo una stanza a piano terreno che ospita una tavolata ad “U”, dove riposano un po’ sottosopra, briciole di pizzette, piatti, bicchieri e caraffe semivuote. Sono colto da un’improvvisa tristezza.

Allibito non perché ce l’abbia per principio con i banchetti ma perché quella è stata la stanza che per un decennio ha ospitato la “Mediateca” della Provincia. Una struttura agile e colta, guidata dalla competenza e dalla tenacia di Fulvia Nabissi. Negli anni ha ospitato tantissime persone, e soprattutto ragazzi, per vedere filmanti particolari di ogni tipo, compresi filmati di opere liriche che i melomani hanno potuto vedere anche in preparazione della Stagione lirica. In questa Mediateca sono nati anche dei “corti” che hanno scavato oggi nella biblioteca Mozzi Borgetti, oggi nella vita di Beniamino Gigli. Attraverso una attrezzatura tutt’altro che costosa ma di qualità per anni è andato avanti un progetto che ha approfondito questo particolare e modernissimo linguaggio che è l’audio/video.

La mia tristezza deriva da due costatazioni.

La prima che una stupida furia iconoclasta ha fatto sì che in poco tempo, al cambiare dell’amministrazione che l’aveva ideata e realizzata, la Mediateca sia stata distrutta. Un difetto in verità comune a vari amministratori che, non avendo forti personalità, tendono a distruggere quello che è stato fatto prima di loro invece che assumerlo e gestirlo. Tra l’altro con uno sperpero di soldi incredibile….

La seconda è che la Mediateca era una piccola luce che brillava nel Centro Storico di Macerata, che è stata stupidamente spenta. Una luce piccola ma che faceva venire in centro un certo numero di persone legandole ad un interesse di qualità. Lo dico con la convinzione che sia questa la strada per far vivere il Centro Storico di Macerata. Attorno, cioè, alle eccellenze che già ci sono (Buonaccorsi, Mozzi Borgetti, Palazzo Ricci, Lauro Rossi, oltre ai tanti e bellissimi monumenti) bisogna pensare ad iniziative puntiformi di qualità, e che, tra l’altro, costano poco (la Mediateca ne era una; ma perché no Botteghe di giovani artisti, piccoli auditorium per ascolto musica e magari per farla e registrarla; piccoli spazi per presentazioni di libri e autori, ed altri per piccole esposizioni…?).

Ma oggi non voglio parlare di questo, voglio solo lanciare un piccolo ma fermo anatema contro coloro che, per responsabilità diverse, hanno spento la piccola luce della Mediateca della Provincia, sostituendola ad oggi con un prosaico sbafamento di birre e pizzette.


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