Caro Vescovo, questa non è spazzatura
Ma crescita democratica

Cronache Maceratesi risponde a Monsignor Claudio Giuliodori
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Il vescovo Claudio Giuliodori

di Matteo Zallocco

Dicendo “sono stato investito da un fiume di spazzatura” e attribuendola per la massima parte a un sito internet il Vescovo si riferiva indubbiamente a Cronache Maceratesi, tuttavia, a differenza di quanto ha fatto per il Carlino, senza citare il nome della testata.

Ciò non preclude il sacrosanto diritto di Cronache Maceratesi di rispondergli con la dovuta energia respingendo la tesi del complotto o della manovra preordinata e sottolineando invece il senso altamente democratico di un dibattito pubblico con la divulgazione, come Cronache Maceratesi ha fatto, di tutte le opinioni, favorevoli o contrarie che fossero, in sede sia di interventi di soggetti pubblici – politici e amministratori – direttamente coinvolti nella questione del monumento, sia di comuni cittadini nella forma di commenti agli articoli pubblicati (aprirsi al confronto con la cosiddetta gente comune è una scelta che Cronache Maceratesi ha fatto sin dalla sua nascita, nel segno di un’idea partecipata della comunicazione e utilizzando le infinite possibilità di dialogo che oggi  sono consentite dalle moderne tecnologie dell’informazione on line). Ciò comporta l’accettazione di un linguaggio che non risponde più – o risponde assai meno – alle formalità stilistiche del giornalismo tradizionale e può assumere toni a volte aspri, crudi, impulsivi e viscerali, ma certamente non è spazzatura e, anzi, costituisce un passo avanti in quella partecipazione collettiva alle vicende del bene comune che è segno di maturazione civile e di crescita democratica.

Venendo al linguaggio di certi commenti, ritengo che espressioni come “sua grazia reverendissima, grandissima, santissima, immacolata eccellenza” o  “inadatto a vestire l’abito talare” possono ridurre una pur giusta e dura polemica con il Vescovo a uno smodato livello di lite, il che rischia di offendere la sensibilità profonda di tanti cattolici che a prescindere dalla persona di Claudio Giuliodori vedono in un Vescovo un’autorità al limite del sacro e, quindi, di indebolire il prestigio e l’autorevolezza del giornale.

E’ un dato di fatto, però, che abbiamo un Vescovo che continua a fare il politico e una politica che, assecondandolo, ha smesso di fare politica. Il Vescovo che ti aspetti perchè le sue parole di fuoco non ci sorprendono e ad essere sinceri noi della redazione di Cronache Maceratesi le abbiamo accolte con un sorriso. Ma sono parole gravi, di una durezza che lascia perplessi, con toni pesanti e una “cultura del sospetto” incomprensibile e del tutto immotivata. Si contestano interviste, si contestano le istituzioni, si contesta l’opinione dei cittadini e in questo modo si continua ad alimentare una polemica nata dieci giorni fa dalla sue parole, caro Vescovo, e riaccesa ieri in un modo così aspro da lasciare tutti sbigottiti. Questi colpi ad effetto non piacciono alla nostra gente. E se questa settimana sono arrivati centinaia di commenti, un motivo ci sarà se il 99% di essi contesta le modalità con cui si voleva costruire questo monumento nonchè le sue dichiarazioni sempre più scottanti e sconcertanti.
Forse noi provincialotti maceratesi non riusciamo a capire che le mansioni di un Vescovo sono cambiate: non più solo pastore di anime ma politico, non solo guida della Diocesi ma editore troppo attento ai media.
Noi non ci sogneremo mai di definire spazzatura il lavoro del settimanale diocesano Emmaus o di Radio Nuova, l’unica emittente radiofonica della città, perchè abbiamo pieno rispetto per il lavoro svolto dai colleghi. Sono mezzi di informazione della Curia e lì Lei ha tutto il diritto di dare un indirizzo, ma non può pensare di poter condizionare e intimidire tutta la stampa. Noi siamo liberi, caro Vescovo. Non c’è nessuno che orchestra niente, se non la voce della gente, il potere che viene dal basso e che da noi trova espressione. Si chiama democrazia. Lei la chiama spazzatura.  I cittadini possono giudicarla per quello che Lei dice e per quello che Lei fa. Lei li ha definiti miopi ed autolesionisti. Il sindaco ha dovuto prendere le difese dei maceratesi per il modo in cui Lei li aveva trattati e ha dovuto rivendicare il ruolo dell’Amministrazione comunale.  Ma i partiti dove sono? E poi Lei parla di pallottole di carta e pallottole digitali, di killeraggio, di disonestà intellettuale. Non crede di esagerare?
Noi provincialotti maceratesi siamo stati abituati ad avere Vescovi che hanno fatto i preti tra la gente, i vice-parroci e poi i parroci, e anche i missionari. La sua diversa formazione, forse, non è adatta a questa realtà. Negli undici anni precedenti al Suo arrivo a Macerata ha gestito i rapporti tra la Cei e i mass media, ha una formazione culturale di primissimo livello e potrà essere un importante risorsa per la Chiesa da molte altre parti. A Macerata purtroppo non riusciamo a comprenderla, ci perdoni. E se proprio vorrà restare in questa città miope ed autolesionista, piena di spazzatura, per favore faccia il Vescovo e parli da Vescovo. Perchè è di questo che abbiamo bisogno.

***

LA BIOGRAFIA DI MONSIGNOR GIULIODORI TRATTA DAL SITO DELLA DIOCESI

Nato ad Osimo (Ancona) il 7 gennaio 1958. Ordinato sacerdote nella diocesi di Ancona-Osimo il 16 aprile 1983. Eletto Vescovo di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia il 22 febbraio 2007. Consacrato Vescovo a Macerata il 31 marzo 2007

1. Studi

Ha conseguito la Licenza (1985) e il Dottorato (1990) in Sacra Teologia presso la Pontificia Università Lateranense nell’Istituto Giovanni Paolo II per studi su Matrimonio e Famiglia.

La tesi sostenuta per il conseguimento del dottorato è stata pubblicata con il titolo Intelligenza teologica del maschile e del femminile, problemi e prospettive nella rilettura di H. U. von Balthasar e P. Evdokimov, Città Nuova Ed., Roma 1991, 20012.

2. Docenza

È stato docente incaricato di Teologia Pastorale del Matrimonio e della Famiglia presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II di Roma, dal 1996 al 2007.

Dal 1991 al 1998 è stato docente stabile di Teologia Morale e Pastorale presso l’Istituto Teologico Marchigiano, aggregato alla Pontificia Università Lateranense. In questo Istituto dal novembre 1995 al settembre 1998 ha ricoperto anche l’incarico di vice Preside.

3. Incarichi pastorali

– Dal 1983 al 1988 ha svolto il ministero nella Diocesi di Osimo. Prima presso il Seminario diocesano in qualità di Vice rettore e di assistente diocesano dell’Azione Cattolica ragazzi e giovani (1983-1985). Dal 1985 al 1988 è stato viceparroco della Parrocchia di San Marco in Osimo.

– Dal 1988 al 1991 ha lavorato presso la Segreteria Generale della Conferenza Episcopale Italiana (Roma) in qualità di Aiutante di studio del Segretario Generale continuando il ministero in diocesi nel fine settimana come assistente dell’Azione Cattolica giovani.

– Dal settembre 1991 al marzo 1998 oltre agli incarichi di docenza ha svolto il ministero pastorale nella diocesi di Ancona-Osimo come Direttore dell’Ufficio per la Pastorale della Famiglia, Direttore del Consultorio Familiare e, dal 1994, come Direttore del Centro Pastorale Diocesano Stella Maris.

– Dal 1992 al 1997 è stato membro, in qualità di esperto, della Consulta Nazionale della C.E.I. per la Pastorale della Famiglia e del Comitato Scientifico della Confederazione dei Consultori Italiani di Ispirazione Cristiana.

– Dal 1991 al 1993 ha coordinato, in qualità di Segretario Generale, l’organizzazione e la celebrazione del 1° Convegno Ecclesiale Marchigiano su “La nuova evangelizzazione nelle Marche” che si è concluso nel novembre 1993. Di tale Convegno ha curato anche la redazione degli atti (Cfr Conferenza Episcopale Marchigiana, Atti del Convegno – Loreto 19-21 novembre 1993).

– Nel 1991 e nel 1993 ha coordinato per conto della C.E.I. la partecipazione degli italiani alle giornate mondiali della Gioventù (Czestochowa in Polonia e Denver negli USA). Nel 1995 ha diretto l’Ufficio stampa dell’incontro Europeo dei Giovani che si è svolto a Loreto in occasione del VII Centenario lauretano. Nel 2000 è stato responsabile dell’ufficio Stampa della Giornata Mondiale della Gioventù che si è svolta a Roma dal 15 al 20 agosto.

– Nel marzo 1998 è stato nominato dal Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali e Presidente della Commissione Nazionale Valutazione Film (dal 1998 al 2003). Dal 1998 al 2007 è stato Presidente della società Produzioni Sat, Segretario della Fondazione Comunicazione & Cultura della CEI, Membro del Consiglio di Amministrazione del quotidiano Avvenire, dell’Agenzia SIR e del Corallo (Associazione delle emittenti radiotelevisive cattoliche locali).

– Nell’ottobre 2006 è stato nominato dal Santo Padre Benedetto XVI Consultore del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Dal 2002 è Direttore Responsabile della rivista delle Giornate mondiali della gioventù edita dal Pontificio Consiglio per i laici.

–       Dal 31 marzo 2007 è vescovo della Diocesi di Macerata – Tolentino – Recanati – Cingoli – Treia

–       Nel maggio 2008 è stato eletto Presidente della Commissione Episcopale per la Cultura e le Comunicazioni Sociali. Incarico per il quale è stato nuovamente eletto nel corso dell’Assemblea Generale del maggio 2010 per il quinquennio 2010-2015.

In qualità di pubblicista, iscritto all’Ordine dei Giornalisti di Ancona, collabora con agenzie, quotidiani e riviste trattando tematiche teologiche e pastorali.



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