In dialisi da 27 anni
festeggia la sua nuova casa

LA STORIA - Mario Fanelli parla della sua malattia e lancia un appello: "Mi servirebbe un mezzo di trasporto"

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Mario Fanelli accerchiato da tutti coloro che al Comune di Macerata e all'Erap lo hanno aiutato

di Alessandra Pierini

La malattia e le difficoltà possono rendere un uomo più forte, coraggioso e trasformare le piccole cose in un motivo di gioia e di speranza. Mario Fanelli, cittadino maceratese dallo scorso giugno, è l’esempio concreto che questa affermazione non è una frase fatta ma corrisponde alla realtà.
Mario, 57 anni, livornese di nascita è costretto da anni su una sedia a rotelle, da 27 anni è in dialisi e vive da solo. Dallo scorso giugno, grazie all’azione congiunta del Comune di Macerata, attraverso i servizi sociali e l’ufficio casa, e dell’Erap provinciale, ha ottenuto un cambio di alloggio e da Potenza Picena,  dove viveva da anni, è stato trasferito a Macerata, nei nuovi appartamenti realizzati in via Panfilo.  Da quel momento la sua vita è cambiata in meglio e ha deciso di festeggiare quella che è stata per lui una grande gioia, invitando a cena, nella sua nuova casa,  il sindaco Romano Carancini e l’assessore Stefania Monteverde, la dirigente dei servizi sociali Brunetta Formica, le assistenti  sociali Paola Agasucci e Carla Scarponi, il responsabile dell’ufficio casa Franco Fulli, il dirigente  dell’Erap Daniele Staffolani e il suo collaboratore Gianni Ciccarelli. Non sono mancati neanche i suoi angeli custodi di tutti i giorni, Pamela ed Enrico, infermieri del reparto di dialisi dell’Ospedale di Macerata che in tutti questi anni lo hanno sostenuto.

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Il Sindaco Carancini ha donato a Mario Fanelli lo stemma comunale

Mario è arrivato per la prima volta nella nostra provincia  per  andare a scuola all’Istituto Santo Stefano, poi però è tornato in Toscana per iniziare la dialisi: «Sono rimasto a Livorno per 10 anni poi sono tornato a Potenza Picena perché mi ero trovato bene e avevo già tanti amici. Dal 1984 al 2005 sono stato in affitto in un appartamentino a Porto Potenza Picena, purtroppo andò a fuoco per un guasto ai contatori. Mi assegnarono allora una casa popolare a Potenza Picena. Ero in un appartamento al primo piano e per me era praticamente impossibile uscire di casa. In più, per 3 volte a settimana, dovevo venire a Macerata per la dialisi e non era per niente facile, soprattutto il viaggio di ritorno. Questa casa mi ha cambiato la vita.»

La nuova casa è piccola ma accogliente ed è stata costruita a sua misura. Le prese per la corrente e gli interruttori sono all’altezza giusta perché possa arrivarci facilmente. L’appartamento si trova al piano terra ed ha anche un balcone facilmente accessibile così per la prima volta dopo tanti anni il nostro amico ha potuto godersi l’estate all’aperto. Fuori dalla porta, a guardia dell’ingresso ci sono due statuine, una cane e un gatto. I gatti sono una delle sue grandi passioni. Aveva da anni un bel gattone che è scomparso poco tempo fa: «Sono stato molto male – racconta – ero talmente affezionato che per un po’, dopo la sua morte,  non riuscivo neanche a mangiare. Ora ho un nuovo gatto, si chiama Scarpetta perché è completamente nero con le zampette bianche, ma questa volta ho scelto l’adozione a distanza. C’è una signora che mi aiuta con le pulizie che lo tiene a casa sua. Devo tutelarmi, non voglio soffrire ancora.» L’altra sua grande passione sono i motori e i modellini di moto di ogni genere sono accuratamente riposti in una vetrinetta: «Probabilmente mi piacciono così tanto le moto perché so che non potrò mai andarci» precisa, non con rassegnazione, ma con grande consapevolezza.

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Stefania Monteverde,Mario Fanelli, Brunetta Formica, Carla Scarponi e Paola Agasucci

Mario aspettava con ansia questa serata e si è preparato con molta attenzione, per l’occasione si è fatto anche portare dal barbiere. Il sindaco Carancini gli ha donato una guida della città e un gagliardetto con lo stemma comunale, eleggendolo ufficialmente cittadino maceratese e Mario ha voluto una foto con il primo cittadino da mettere in un portafoto e da mostrare agli altri pazienti della dialisi che non gli avevano creduto quando aveva raccontato che il primo cittadino gli avrebbe fatto visita. «Essere qui – ha precisato Romano Carancini – ci fa riflettere sulle difficoltà  che molti hanno nel vedersi soddisfare anche i bisogni primari. La nostra presenza vuole anche essere un segnale che l’amministrazione è attenta alle questioni relative al sociale e, nonostante i tagli, si impegnerà nella difesa del diritto alla casa, all’assistenza e all’accoglienza. Davanti ad una persona speciale come Mario, le questioni che affrontiamo ogni giorno ci sembrano banalità.»
Mario ha ringraziato con una semplicità disarmante e con un sorprendente guizzo negli occhi, vitali e attenti.  E’ felice anche che la sua vicenda possa servire a sensibilizzare la città su cosa significa essere in dialisi: «A Macerata i dializzati sono una sessantina – ci spiega – la loro vita è legata ai tre appuntamenti settimanali con la dialisi. Qualcuno può ricorrere al trapianto ma è difficile che chi sta in carrozzina possa fare un trapianto.»
Mario Fanelli si considera un fortunato e non si sente solo. Ha vicino molti amici e persone care ma quando il sindaco se ne va ci confida: «Non ho avuto il coraggio di dirlo a lui ma la mia situazione non è sempre facile. Per la dialisi vengono a prendermi i ragazzi della Croce Verde ma per il resto della settimana non posso muovermi. Mi servirebbe un mezzo di trasporto che mi permettesse di caricare la carrozzina. Io non posso spendere molto ma vorrei tanto un furgoncino, anche solo in affitto, con il quale sarebbe molto più facile spostarmi. Magari c’è qualcuno che ha un mezzo e lo tiene in garage o non sa che farsene, per me sarebbe indispensabile.»

Mario ci ha affidato la sua piccola speranza e noi non possiamo che rivolgerci ai nostri lettori perché ci contattino per dargli un altro piccolo motivo di felicità.

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Mario Fanelli e Romano Carancini


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