Lauro Rossi,
anniversario dimenticato

I grandi maceratesi della storia

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Lauro Rossi

Il 19 febbraio 1810,  a Macerata nasceva quello che sarebbe stato riconosciuto nei secoli come uno dei maceratesi più illustri, Lauro Rossi. Due secoli più tardi, i suoi concittadini hanno completamente dimenticato l’anniversario dei duecento anni dalla sua nascita ma è ancora intitolato a lui il bel  teatro condominiale che si trova nella centralissima Piazza della Libertà.

Rimasto orfano in tenera età, fu allevato da una sorella che nel 1822 lo iscrisse giovanissimo al R. Collegio di S. Sebastiano in Napoli, dove studiò musica e composizione coi maestri: Giovanni Furno, Nicolò Zingarelli e Girolamo Crescentini, e ne uscì musicista nel 1829. A soli 20 anni ottenne il suo primo successo con l’opera buffa “La villana contessa” su testo di Andrea Passaro.
Con la raccomandazione di Gaetano Donizetti, che per primo ne apprezzò i meriti, fu nominato maestro compositore e direttore del Teatro Valle di Roma. Arrivò poi a Milano al Teatro La Scala dove per 24 sere fu ripetuta “La casa disabitata”, opera considerata come la migliore che abbia mai composto, con la quale a soli 24 anni, riscuoteva successi  ovunque. L’insuccesso dell’Amelia, fischiata a Napoli, forse a causa dell’interpretazione della Malibran, soprano molto conosciuta all’epoca, lo spinse ad andare in Messico dove viaggiò dal 1835 al 1844 viaggio insieme ad una compagnia d’opera italiana. Furono anni eroici, il Messico era un paese in preda a sommosse, guerriglie, ma egli dimostrò una forte tempra e tutto andò per il meglio. Qui conobbe la soprano Isabella Obermayer, che divenne sua prima moglie e fu colpito dalla febbre gialla ma si riprese.  Fu poi a Cuba, in America, in India e in Spagna. Dopo Nel  1849 ottenne un enorme successo con  Domino Nero che, ispirata all’omonima opera di Auber, è ambientata in Spagna a fine 600. È una delle più belle opere comiche di metà 800 per il frizzante accento e la gioia di vivere di cui è pervasa. Estella sta per pronunciare i voti per diventare badessa di un convento quando un’amica le propone di partecipare a un ballo mascherato a cui prende parte in domino nero; qui è corteggiata da Orazio e dopo una serie di equivoci e schermaglie fugge a mezzanotte per tornare in convento. Alla fine tutto si sistema, Estella sposa Orazio e dà l’addio alle compagne. Nel 1850 occupò il posto di direttore del R. Conservatorio di Milano che mantenne, apprezzato e stimato per 20 anni. Nel 1870 su designazione di Giuseppe Verdi, fu nominato direttore del più prestigioso istituto musicale italiano, il R. Collegio di San Pietro a Maiella di Napoli, carica che tenne, sino al 1878. Nel 1882 si ritirò a vivere a Cremona dove morì 3 anni dopo. Fu socio onorario di diverse Accademie, ricevette vari riconoscimenti da Ordini Cavallereschi.

A Lauro Rossi è dedicato il teatro di Macerata, già Teatro Condominiale fino al 1884, anno in cui prese il nome del celebre compositore.
Lauro Rossi era particolarmente dedito al teatro d’opera e sarebbe senz’altro ben lieto di sapere che macerata vanta una lunga tradizione di opera, magari riuscirebbe, in virtù dello Sferisterio Opera Festival, anche perdonarci di aver dimenticato il suo compleanno.


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