Bordoni, nuovo direttore dell’Asur 9:
“Prendere il posto di Piero Ciccarelli
è come dover sostituire Josè Mourinho”

Da 4 giorni è ai vertici della sanità maceratese. I progetti e gli interventi previsti
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Enrico Bordoni

di Alessandra Pierini

Enrico Bordoni, 55 anni, è il nuovo direttore di zona di Macerata. E’ un anconetano che parla maceratese. “Sono nato a Mogliano e ho studiato al Liceo Scientifico Galilei ma a 18 anni mi sono trasferito in Ancona. Mia moglie è fermana e ho passato gli ultimi 18 anni a Fabriano – ci dice – i miei 2 figli parlano anconetano io invece mantengo l’accento di origine.”
Negli ultimi 2 anni è stato primario della Nefrologia INRCA di Ancona, fino al 2008 è stato primario nefrologo a Fabriano e Direttore del Dipartimento Medico e Direttore Sanitario a Fabriano. Come il suo predecessore Piero Ciccarelli, ha svolto attività sindacale ed  è stato segretario regionale e segretario provinciale dell’Anaao. Si è insediato all’Asur 9 di Macerata da 4 giorni.

Bordoni, lei ha una lunghissima esperienza nella sanità ma è alla prima esperienza di tipo gestionale…

“Anche se è il primo ruolo di questo tipo, vengo dall’interno del sistema. Mi sono appena insediato e questa è una fase di acolto e conoscenza. Ci vorrà un po’ per entrare nel vivo dei lavori. Finora ho trovato una Asur molto ben organizzata e personale di grande professionalità ed efficienza.”

Arriva a Macerata dopo Piero Ciccarelli che ha diretto la zona per 8 anni e oggi è direttore regionale dell’Asur. Come la vive?
“Come ho detto ai dirigenti mi sento come se dovessi sostituire Mourinho senza essere Benitez. Ciccarelli e Carelli sono stati promossi in Regione, ciò vuol dire che hanno fatto un ottimo lavoro e che io dovrò impegnarmi moltissimo in questa nuova sfida. Proseguirò in un percorso tracciato dai miei predecessori che è stato considerato un esempio per l’intera regione.”

Lei è interista?
“Io sono vagamente interista e questo mi differenzia da Ciccarelli che è uno juventino sfegatato.”

Cosa si propone per il futuro?

“Innanzitutto seguirò la mission che la Regione Marche ha indicato a tutti i 13 direttori di zona, cioè collaborare all’integrazione delle zone nell’Area Vasta. In un momento complesso per tutti i settori, compresa la sanità, il punto di forza è la collaborazione tra tutti.”

Cosa farà nei prossimi giorni?
“Un po’ per mia indole, un po’ per l’attività sindacale svolta mi riprometto di confrontarmi con tutti. Innazitutto visiterò gli ospedali della zona territoriale e incontrerò le autorità e i rappresentanti delle istituzioni. A loro mi presenterò in un’ottica propositiva e costruttiva.”


Quali saranno gli interventi e i progetti che porterà avanti nei prossimi mesi?

“Entro fine anno proseguiremo nel completamento di progetti già avviati che saranno terminati entro l’anno. Per quanto riguarda l’Area Vasta attiveremo la neonatologia di II livello con la disponibilità di una guardia pediatrica24 ore al giorno per le tre aree e l’anatomia patologica. Potenzieremo poi l’emodinamica che al momento lavora per 3 ore al giorno e per atti programmati, sarà necessario un approccio verso il paziente in fase acuta. E’ previsto anche l’acquisto di un nuovo angiografo e un iter di ammodernamento che porterà, tra l’altro, all’acquisto di una Tac e un simulatore per la radioterapia, una risonanza magnetica per la radiologia nucleare.”


Cosa può dirci riguardo l’ammodernamento di locali e strutture?

“Presto apriremo a Macerata il reparto di geriatria, l’hospice e l’oculistica al sesto piano. A Treia stanno lavorando per la messa a norma e a Tolentino si sta provvedendo alla ricostruzione della nefrodialisi dal quarto piano a piano terra.”

Lei è un grande esperto di Nefrologia e Dialisi. Ora l’attività di direttore la assorbirà completamente. Non pensa che la nefrologia ne perderà?

“Questa è una domanda che uno si dovrebbe fare allo specchio anzichè farsela fare. La verità è che negli ultimi anni ho fatto un percorso gestionale affiancato dall’attività medica. Ho 55 anni e opero nella nefrologia da 21, quasi metà della mia vita. Non mi aspettavo la scelta di Ciccarelli e ne sono stato molto felice anche perchè penso di aver già dato molto come medico. So che all’Inrca ad esempio ho lasciato una situazione in cui i pazienti sono soddisfatti e il personale sa cosa deve fare. Neanche si accorgeranno della mia assenza e questo credo sia il risultato migliore.”



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