Luigi Gentilucci a ruota libera:
“Capponi doveva pensarci prima,
così come la Commissione elettorale”

L'intervista al leader della LAM in attesa della pubblicazione della sentenza
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gentilucci

di Maurizio Verdenelli

Quarantott’ore che sconvolsero la Provincia di Macerata. Un “quarantotto” che Franco Capponi può evitare nello spazio, appunto, di due giorni che separano attualmente la sua giunta dallo scioglimento per nuove elezioni. Che si prevederebbero a quel punto, ordinariamente, nella primavera 2011. Luigi Gentilucci è l’uomo del giorno: la sentenza del Consiglio di Stato che a distanza di un anno dai primi ricorsi  ha riconosciuto un diritto leso alla ‘sua’ Lam  è infatti l’elemento rivoluzionario, una ‘bomba’ sotto i piedi  dell’amministrazione di centrodestra insediatasi dopo la vittoria al primo turno su Giulio Silenzi, presidente uscente.

“Venerdì all’hotel Claudiani convocherò una conferenza stampa nella quale illustrerò le motivazioni della sentenza del Consiglio di Stato. Intanto stasera a Pieve Torina ci sarà l’assemblea della Lam: all’odg la stessa sentenza. Che nel pomeriggio di oggi i miei legali invieranno a tutti i consiglieri provinciali, al presidente, agli assessori e naturalmente in primis al prefetto di Macerata” dice Gentilucci.

Per rinunciare al suo diritto, quanto tempo si dà?

“Un paio di giorni, poi tutto sarà avviato…”.

Le ha telefonato Capponi o qualche portavoce?

“No. Devo dire a questo proposito che c’è stata finora chiusura rispetto alla Lam da parte del presidente della Provincia. Ad un tavolo istituzionale, presente un nostro dirigente (il sindaco di Montecavallo, Pietro Cecoli ndr) Capponi ha addirittura abbandonato la riunione, peraltro in conclusione, quando questi ha tentato d’intavolare un discorso sui diritti elettorali della Lam”.

Lei, almeno come sindaco di Pieve Torina, non ha mai parlato con il presidente della Provincia?

“Si, una volta per problemi relativi al turismo. Ma solo per quelli”.

Dal Pd ha ricevuto segnali?

“Nessuno”.

Da Silenzi?

“Scherza: non ci parlo da oltre un anno”.

Qualcuno sussurra dell’ipotesi Silenzi come commissario, pensa che sia valida?

“Non la ritengo affatto valida”.

Ed ora nuove spese per nuove elezioni?

“Guardi che io non ho provocato alcun danno erariale! Se la commissione elettorale avesse attestato ciò che era incontrovertibilmente certo, e cioè che l’errore materiale che ci escludeva era chiarissimo (addirittura la funzionaria aveva autocertificato il suo errore, umanissimo) non staremmo qui a parlare. La Lam avrebbe partecipato alle elezioni portando via voti al centrodestra che infatti ha ottenuto in certe zone l’80% e l’82%. Il Pd non aveva capito che noi, pur essendo d’estrazione di sinistra, pescavano anche in aree opposte. Per quanto riguarda inoltre le spese per nuove elezioni, dico che si tratta di un buon investimento a ben pensare. La Provincia che nascerà da quelle sarà infatti molto più snella: 24 consiglieri e 6 assessori soltanto. C’è anche da dire che la Lam è convinta che le Province dovrebbero essere abolite…”.

Rispetto ai precedenti rigetti del ricorso stesso il decreto interprativo emesso dal Governo per il caso Lazio ha rappresentato un fatto nuovo perché il ricorso della Lam venisse accolto?

“No, non c’entra nulla”.

Che ne pensa dei primi 12 mesi di amministrazione Capponi?

“La mia criticità riguarda soprattutto l’accordo per le due università di Camerino e Macerata preso in modo verticistico, senza partecipazione territoriale”.

Quali chances ha l’attuale coalizione di restare in piedi?

“Fare un accordo serio con le popolazioni dell’Alto Maceratese: rivedere appunto il patto tra le due università; rivedere la conduzione del Gal che dovrebbe essere affidato non ad un funzionario ma ad un politico eletto dalla gente. Poi c’è il problema Tarsu con la Provincia a fare il coordinamento dell’area vasta”.

Aspetta una telefonata da Capponi?

“Continuerò ad aspettarla, anche se tutto lascia credere che forse non arriverà mai. Eppure quella telefonata salverebbe la …vita alla sua coalizione”.

Silenzi che avrebbe fatto?

“Lasciamo perdere…”.

Tuttavia quest’apertura di Gentilucci verso Capponi dovrebbe avere poco valore perchè non ci sarebbero diritti privati da esercitare o meno, ma una sentenza da applicare “erga omnes”. Sentenza che non è ancora stata pubblicata sul sito del Consiglio di Stato e quindi non sono ancora note le motivazioni.

 



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