Piediripa si stringe nel dolore
per l’ultimo saluto a Giammatteo
Tantissima gente ai funerali del giovane avvocato
di Alessandra Pierini
Sembrano essere fuori luogo i raggi di sole che oggi pomeriggio, dopo tre giorni di pioggia, hanno illuminato il piazzale della Chiesa San Vincenzo Maria Strambi, gremito da una folla composta e silenziosa soprattutto di giovani che hanno voluto salutare per l’ultima volta Giammatteo Sileoni, 33 anni, morto venerdì scorso all’Ospedale di Perugia, dopo una durissima battaglia contro la leucemia.
La chiesa non è bastata ad accogliere quanti hanno conosciuto Gianmatteo e hanno percorso con lui un tratto della sua breve vita. “Ringraziamo il Signore – ha detto il parroco durante l’omelia – per averci donato, pur per poco tempo Matteo. Abbiamo conosciuto la sua forza, il suo coraggio e la sua giovialità che ci devono dare la speranza per andare avanti.”
Tutta la comunità della frazione di Piediripa e non solo si è stretta intorno a mamma Maria e a Francesco, fratello di Giammatteo. Ci sono gli amici, i conoscenti, i parenti, c’è la squadra di calcio, la Cluentina di cui Francesco Sileoni è il vice-presidente, ci sono i ragazzi della scuola di arti marziali. Indossano tutti la stessa t-shirt e sono proprio loro ad accompagnare Gianmatteo fino all’ultimo nel suo viaggio finale. Il loro saluto all’uscita della chiesa è “Salutiamo il nostro maestro” gridato a gran voce dal capo gruppo e la risposta in onore del loro “sifu” (maestro nel linguaggio delle arti marziali), sono movimenti del kung fu e, pur incomprensibili alla maggiorparte dei presenti, diventano il simbolo del legame di tutti con Giammatteo, vincolo profondo che neanche la morte può cancellare.




E’ mai possibile che nessuno si sia preso la briga di ricordare che Giammatteo, oltre ai familiari, i conoscenti, i parenti, la squadra di calcio e perfino i ragazzi del kung fu, lascia anche una ragazza, Lucia, con la quale viveva da diversi anni una bella storia d’amore?!
Non conoscevo Gianmatteo, ma tanti miei amici sì e me ne hanno parlato tanto bene. Alcuni conoscono bene anche la fidanzata e hanno ricordato quando Gianmatteo accompagnava lei ed una sua compagna prima di raggiungere la propria scuola. Forse a volte per discrezione e rispetto del dolore delle persone più intime col defunto non le si cita negli articoli. Ma si citano solo i familiari e si testimonia l’ apprezzamento di associazioni e gruppi sportivi.
CARO MENGHINI, SE HAI LETTO I GIORNALI DI SABATO, DOMENICA E DI OGGI, E SE HAI VISTO IL MANIFESTO FUNEBRE NOTERAI CHE LUCIA, RAGAZZA ECCEZIONALE DISTRUTTA DAL DOLORE ESATTANENTE COME TUTTI GLI ALTRI MEMBRI DELLA FAMIGLIA, E STATA DOVEROSAMENTE E GIUSTAMENTE CITATA. L’UNICA OMISSIONE E’ IN QUESTO ARTICOLO, MA CREDO SOLO SIA UNA DIMENTICANZA.
QUINDI EVITIAMO DI FARE POLEMICHE ANCHE IN UNA DISGRAZIA COSI’ GRANDE. LA FAMIGLIA E’ DISTRUTTA DAL DOLORE, MATTEO NON C’E PIU’….
Nessuna polemica, per carità. Solo che, avendo letto i giornali sabato e non avendo trovato NULLA a riguardo, mi era sembrato giusto fare una precisazione. Tutto qui.
Sono senza parole!
Ho saputo soltanto una settimana fa che Matteo non stava bene e ieri sera, dopo alcuni giorni di assenza dalla nostra città, ho saputo quanto successo.
Un abbraccio a Lucia che non conosco sebbene abitiamo piuttosto vicini e un grande abbraccio a Francesco.
Per Mariuccia una preghiera:
Signore, Le hai dato tanti dolori nella vita, dalle almeno tanta più forza di quella necessaria per superarli.