Munafò sulla responsabilità del voto:
“I cittadini devono farsi sentire”

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Da Placido Munafò del Comitato Menghi:

“Ci tengo ad intervenire da maceratese che ha vissuto per circa 13 anni la politica della mia Città che sino a quel momento gli era estranea anche perché non ha mai sopportato vincoli di sorta e lacci e lacciuli dei partiti. Rifarei quello che ho fatto, cioé il mio impegno sincero e disinteressato nel Comitato Anna Menghi, la prima vera lista civica di Macerata. Detto questo, sento il dovere di esternare alcune considerazioni dopo la sconfitta sia della mia lista che personale all’ultima tornata elettorale. Prendendo atto di una maggiornaza di centro sinistra e di una schiacciante opposizione di centro destra, vorrei dire che il Comitato Anna Menghi, come invece dice qualcuno, non può assumere un ruolo di inerdittore né di unico garante di quella trasparenza politica che tutti in questi anni ci hanno riconosciuto, né tantomento di unica opposizione. Il senso di quello che dico si può racchiudere in una semplice considerazione : i Cittadini debbono assumersi la responsabilità del voto democraticamente espresso. Il che vuol dire che non trovo possibile affidarsi elettoralmente ad altri per poi cercare aiuto a chi non si è data la fiducia del voto. In sostanza è l’errore commesso per anni dal Comitato Anna Menghi che ha sempre disinteressatamente difeso quello che riteneva che doveva essere difeso. L’altro errorre è stato quello di confrontarsi sul terreno dei partiti e parlare solamente, almeno negli ultimi conque anni, negli ambiti istituzionali della politica. Le idee che abbiamo espresso sono state si bocciate dal voto, ma anche apprezzate e allora forse è più utile continuare a manifestarle aldifuori del contesto degli schieramenti politici. La politica l’ho e l’abbiamo sempre intesa come progettualità, ecco perché parlo del Comitato Anna Menghi come vera lista civica. Devo però prendere atto che forse conta di più l’appartenenza partitica. I partitti sono criticati sempre fuori dal contesto elettorale, ma puntualmentre trovano il loro consenso e su questo terreno le liste civiche, quelle vere, sono soccombenti.

Ritornando alla responsabilità  dei Cittadini rispetto al voto espresso, non posso che chiedere loro di farsi sentire e di esporre i loro problemi e di chiedere di risolverli a chi si è votato. Lo chiamerei voto attivo o permanente. Ogni politico deve rispondere al proprio elettorato e ogni Cittadino deve farsi rendere conto dai politici votati del loro fare e dei loro problemi, perché in fondo in fondo la previsione dei problemi o la loro risoluzione è politica.


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