Sfruttava e picchiava
una connazionale
In manette un cittadino romeno

Arresto a Macerata

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Una triste storia di sfruttamento della prostituzione è stata portata allo scoperto dalla Squadra Mobile della Questura di Macerata che ha arrestato un cittadino romeno di 27 anni e denunciato a piede libero un suo connazionale. Ad entrambi, oltre all’accusa di sfruttamento della prostituzione, sono stati contestati anche i reati di sequestro di persona e lesioni.
La vicenda ha inizio diversi mesi fa, quando il romeno P.M., residente in provincia di Rovigo ma di fatto senza fissa dimora, riesce a convincere una giovane donna, sua connazionale, a seguirlo garantendole che le avrebbe procurato un lavoro molto redditizio in una città del nord Italia dove la donna già lavorava come come addetta alle pulizie.
Subito, però, si sono manifestate le reali intenzioni dell’uomo: la ragazza avrebbe dovuto prostituirsi in strada e a lui sarebbe andato  il 50% delle somme derivanti dall’attività di meretricio.
La ragazza, sola in Italia e senza più lavoro, nella disperazione è di fatto costretta ad accettare la proposta con l’intenzione di tornare quanto prima in Romania ma nel frattempo, persa anche l’abitazione dove si prostituiva a causa di un affitto sempre più alto da pagare, viene trasferita dal suo sfruttatore nella nostra zona dove grazie all’appoggio di un altro romeno, M.L.I.C., residente nella zona di Civitanova Marche, viene appoggiata presso l’abitazione di un conoscente italiano residente nei pressi di Macerata, dove la donna viene costretta a prostituirsi e a elargire la maggior parte dei guadagni ai suoi due sfruttatori.
I due, senza alcuno scrupolo, al minimo accenno di ribellione da parte della donna la picchiano con forza, anche di fronte all’italiano che la ospita in casa.
Ad un certo punto, a causa di un calo degli introiti, i due sfruttatori romeni sospettano che la donna non ceda loro quanto pattuito, motivo per cui dopo averla picchiata selvaggiamente per l’ennesima volta, la sequestrano chiiudendola per un intero giorno all’interno di una stanza di un’abitazione sita lungo la fascia costiera, a cavallo tra le province di Macerata e Fermo.
La donna, nel tentativo di uscire, non esita addirittura ad ingerire della candeggina rischiando di morire.
A questo punto i due romeni riprendono la ragazza e la riportano presso l’abitazione nel maceratese di proprietà dell’italiano che si era reso disponibile ad ospitarla e qui minacciano entrambi: la donna deve immediatamente ricominciare a prostituirsi.
Ma stavolta le due vittime, esasperate dalla situazione, si rivolgono alla Polizia consentendo agli agenti di sorprendere i due romeni proprio sotto l’abitazione della donna dove si erano recati per riscuotere il denaro ponendo fine alla schiavitù di una ragazza che sperava soltanto in una vita migliore.

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