Lo Sferisterio mascherato?
No, è un patrimonio da salvaguardare

L'opinione - Al centro dell'attenzione anche il caso Palas - di Mario Battistini -
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sferisterio_cappello

di Mario Battistini

Coprire o non coprire lo Sferisterio? Da qualche tempo, si sta cercando di alimentare una questione a nostro avviso illusoria, coinvolgendo i cinque candidati alla carica di sindaco di Macerata, che si rincorrono in fumose quanto improbabili soluzioni tecnologiche per centrare un obiettivo che appare del tutto privo di prospettive attendibili. Sì, è un falso problema. Perché, in primo luogo, mai e poi mai la Sovrintendenza delle Marche e il competente ministero avallerebbero un’operazione culturalmente disdicevole, che finirebbe per deturpare il monumento simbolo del capoluogo che la <generosità di Cento Consorti edificò, ad ornamento della città e a diletto pubblico>.

Come si può pensare di cambiare i connotati di un’opera d’arte di tale rilievo che intellettuali e studiosi hanno inserito nelle guide turistiche e nei circuiti culturali internazionali (grazie soprattutto alla stagione lirica), che è esaltata dal Fai (il Fondo in difesa dell’Ambiente Italiano), che è documentata nelle riviste e nelle enciclopedie e che è tutelata dalla legge nella sua originaria composizione architettonica? No, non pare in alcun modo praticabile il tentativo di porre un <ombrello> sopra questo straordinario teatro all’aperto, che la nobile famiglia di Maffeo e Diomede Pantaleoni, ispiratrice del progetto dei munifici Cento Consorti, volle realizzare e donare, due secoli fa, alla comunità cittadina.

Ma, si dirà, una copertura dello Sferisterio, magari con strutture mobili e poco invasive, permetterebbe di utilizzare questo spazio tutto l’anno e, quindi, non solo nei mesi estivi. Ma per fare cosa? Anche il periodo invernale appare già oggi largamente coperto nel capoluogo da un variegato programma di iniziative di spettacolo e di intrattenimento, che trovano ospitalità nel <Lauro Rossi>, nel cine-teatro <Italia> e in altri ambienti. I fatti sono lì a dimostrarlo, basta sfogliare il denso calendario degli appuntamenti, a partire dall’autunno e fino all’inverno inoltrato.

Si affiancano ogni anno alla tradizionale Stagione di prosa, con le compagnie nazionali, la Rassegna di arte drammatica dei gruppi dilettantistici, la stagione dei <Nuovi percorsi> di teatro sperimentale, la rassegna di <Nuova musica> per solisti del ramo cameristico, la stagione del Teatro per ragazzi, il festival del Teatro dialettale, la stagione di Musica sinfonica, serate di balletto, la rassegna internazionale di Jazz e altro ancora. Programmazione a vasto raggio, in grado di soddisfare gli interessi di una vasta platea di pubblico e che pone Macerata – dati Siae – ai vertici delle graduatorie nazionali per numero di attività prodotte. Risultato da rimarcare per una città di appena quarantaquattromila abitanti. Ed allora, se questo è il quadro, non si capisce quali altre iniziative ricreative e di spettacolo (qualche veglione? lotterie a premi? giochi di società?…) si dovrebbero inventare per tenere aperto lo Sferisterio anche d’inverno, mettendogli in testa un cappello per ripararlo dalle intemperie. Ma <è scherzo od è follia?>. Se fosse oggi in mezzo a noi, il saggio conte “Riccardo”, protagonista di quel capolavoro verdiano che è il <Ballo in maschera>, ci porrebbe questo interrogativo.

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Il nuovo Palasport è un altro argomento al centro del dibattito della campagna elettorale. Si deve fare sì o no? Ma dove, come e quando? I costi sono elevatissimi: si parla di una cifra addirittura superiore ai dieci milioni di euro, stando ai calcoli presentati, in via informale, da diversi progettisti già contattati dal Comune. Venti e più miliardi di vecchie lire non sono bazzecole ed è per questo che si sta cercando di coinvolgere in tale impresa sponsor privati. Ma, al momento, la matassa è piuttosto intricata, con la crisi economica che attanaglia il Paese e che, da nord a sud, ha ridotto al lumicino le capacità operative degli enti e delle aziende. Staremo a vedere. Intanto, una puntualizzazione sembra opportuna. Il nuovo Palasport, se domani sarà il Comune a farsene interamente carico, dovrà avere una destinazione d’uso diversa da quella attuata fino ad oggi con l’impianto di Fontescodella. Precedenza al Pubblico nella fruizione del servizio, rilevano osservatori super partes. Anche il Coni si batte per questa esigenza: occorre favorire le attività di base, dando alle scuole, alle associazioni di volontariato, alle società dilettantistiche la possibilità di impegnarsi nella pratica sportiva. E’ un loro diritto usufruire in via prioritaria di strutture e impianti realizzati con i soldi degli enti, cioè dei cittadini-contribuenti.

E qui il discorso cade inevitabilmente sulla Lube, che sarebbe poco considerata a Macerata. <E’ vero il contrario – è la voce di amministratori e anche di funzionari del Comune – ed è auspicabile che cessino le infondate critiche ripetutamente sollevate da alcuni settori politici quanto meno disinformati, che antepongono agli interessi della collettività il proprio tornaconto di bottega>. E’ tempo di fare chiarezza, aggiunge Alferio Canesin, delegato allo Sport. <Le polemiche sono dannose ed è per questo che fino ad oggi non abbiamo mai risposto alle menzogne che ci sono piovute addosso. La Lube ha sempre ricevuto dal Comune solidarietà e sostegni concreti. E ce ne dà atto. Certo, al momento, non si può chiedere all’istituzione pubblica un esborso di oltre dieci milioni di euro per costruire il nuovo Palasport. Ma è inaccettabile, perché falso, sostenere che non si è fatto nulla per la Lube. Parlano le delibere ed è arrivata l’ora che i maceratesi conoscano la verità. Il Comune, da dieci anni a questa parte, non solo concede a questa società l’utilizzo pressoché esclusivo del palasport di Fontescodella, ma ad essa garantisce anche, ogni anno, un contributo di ben 85 mila euro, che diventano 60 mila netti, essendo a carico della Lube il pagamento delle pulizie dell’impianto e delle utenze (luce, riscaldamento e altro). E’ tutto documentato. Noi vogliamo il bene della Lube e tifiamo perché vinca lo scudetto. Però non sono più sopportabili le ingenerose e strumentali critiche rivolte al Comune, alimentando verità fuorvianti e al limite della calunnia>.



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