La cantautrice e il direttore d’orchestra
Quando la musica è donna

8 marzo - Il messaggio di Beatrice Antolini e Cinzia Pennesi
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di Alessandra Pierini

L’inconfondibile colore delle mimose ha già invaso luoghi e piazze. Il giallo dei  fiori delicati e discreti ricorda, come ogni anno,  la Festa della Donna, giorno scelto per celebrare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne. Molti sono  gli eventi previsti in questo giorno importante, tra questi è il ritorno su un palco maceratese di Beatrice Antolini, nostra conterranea, musicista e volto nuovo della musica italiana che domani sera (lunedì), al cine teatro Italia, si esibirà in  “Esprit des/pour femme”, un concerto promosso dall’associazione Nuova Musica, che la vedrà sul palco insieme agli Aedi, band indie-pop-rock di San Severino e agli Helena Verter di Civitanova Marche.
Il concerto, oltre ad essere un suggestivo momento musicale, ispira a riflettere sul rapporto tra le donne e la musica e basta guardarsi intorno per capire che esiste tra l’universo femminile e quello musicale un legame quasi viscerale. Da sempre la donna, che è per sua natura mamma, è votata al canto e le sue nenie e ninne nanne, pur non avendo nulla di professionale, hanno funzionato nei secoli per calmare il pianto di generazioni di bambini.
La donna è particolarmente sensibile alla musica e anche nel passato le è stato concesso avvicinarsi al mondo musicale, diversamente da quanto accadeva per altri settori artistici quali il teatro e la lettura che per molto tempo le sono stati vietati.
Abbiamo approfondito  il significato e le dinamiche che caratterizzano il mondo musicale femminile con due donne maceratesi che hanno fatto della musica la loro professione e che, grazie alla loro   posizione privilegiata e alla particolare sensibilità, riescono a coglierne aspetti e sfumature.

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La prima donna è  Beatrice Antolini, appunto la protagonista dello spettacolo di domani sera.
“Quella di domani è la serata conclusiva di un tour iniziato nell’ottobre 2008 per la promozione del mio disco. Mi sembra bellissimo a livello simbolico perchè ho suonato solo un’altra volta allo Sferisterio. Domani molti che mi conoscono e non mi hanno ancora ascoltato potranno farlo.” Beatrice segnala come nel mondo musicale ci siano poche colleghe, molte interpreti ma poche musiciste che fanno da autore, interprete e performer e dà la sua spiegazione: “Penso che sia perchè questo lavoro è molto faticoso innanzi tutto ma molto dipende anche dalla nostra educazione culturale: la mia generazione tende a fare contenta la famiglia e finisce per non conoscere le sue reali ambizioni. ”
La Antolini augura alle donne l’indipendenza: “Vorrei vedere donne più intraprendenti. Le donne hanno raggiunto molte conquiste ma mi sembra che in questa fase storica si stanno perdendo. Liberatevi e cercate la vostra strada senza arrendervi alla fatica e alla stanchezza.”
L’altra donna è Cinzia Pennesi, direttore d’orchestra che si dedica da anni al Teatro Musicale dirigendo opere di diverse epoche e stili, Orchestre musicali in tutta Europa, ricevendo anche prestigiosi riconoscimenti, oggi anche Direttore artistico del Teatro Don Bosco .
Maestro Pennesi, come descrive il rapporto tra le donne e la musica?
“Nella storia la donna ha avuto grande importanza nella musica classica anche come esecutrice, basta pensare che nel ‘700 Antonio Vivaldi dirigeva un’orchestra composta di sole donne. La prima donna che ha diretto l’Orchestra de La Scala lo ha fatto nell’800, sono i pregiudizi con cui siamo cresciuti che ci fanno pensare a questi fatti come a delle rarità, delle eccezioni, lo stesso vale per le compositrici. E’ vero però che era diverso il ruolo sociale, basta pensare alle lettere di Felix Mendelssohn che scriveva a sua sorella che l’impegno musicale andava bene purchè seguito in un certo modo. E’ anche vero che la sorella, pur capace non ha ottenuto la sua fama, come non l’ha raggiunta la moglie di Schuman anche lei ottima musicista. Secondo me dobbiamo essere noi donne ad essere consapevole che molti diritti sono stati ottenuti, è inutile continuare a sottolineare in che cosa siamo le prime, non dobbiamo cadere nel vittimismo ma continuare a dimostrare che cosa sappiamo fare sperando che diventi la normalità.”

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Come è stata la sua esperienza nel coprire un ruolo che nell’immaginario collettivo è legato alla figura maschile?
“Non mi sono mai posta questo tipo di problema. Dobbiamo essere stanche dell’idea per cui sembra strano che una donna ottenga dei buoni risultati. E’ importante invece, che a prescindere dal genere, si abbia un progetto da portare avanti e che a prevalere, nel lavoro, fosse la meritocrazia.”
Lei dirige uomini e donne. Usa particolari tecniche per essere rispettata?
“Gli uomini, come anche le donne, mi rispettano perchè io rispetto loro e glielo dimostro essendo sempre preparata. Non penso di dover comandare ma rispetto il mio ruolo, non utilizzo particolari strategie o meccanismi.”
Qual è il suo messaggio per la Festa della Donna alle donne maceratesi?
“Il mio è un messaggio di augurio e solidarietà. Per le donne è un momento difficile anche per come si pone la battaglia mediatica. Dobbiamo sostenerci anzichè avere per prime dei pregiudizi basati sulla convinzione di inadeguatezza che ci è stata trasferita.”



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