La storia di fango
di Enrico Mattei
Successo per l'anteprima nazionale dello spettacolo di Felicetti e Niccolini
di Laura Boccanera
“Un ragazzino delle Marche”, così viene descritto Enrico Mattei in uno dei primi cartelli che vengono stesi come panni ad asciugare nell’allestimento dello spettacolo firmato da Giorgio Felicetti e Francesco Niccolini in anteprima nazionale giovedì sera al teatro Cecchetti di Civitanova. Un tutto esaurito che ha emozionato non poco gli attori sul palco (qualche svista si è vista, ma perdonabilissima) che hanno portato in scena quella che “doveva essere una storia di petrolio e che invece è una storia di fango” come dice Felicetti in una delle primissime battute. Un monologo impegnativo di due ore, interrotto solo di tanto in tanto da una intensa Francesca Luciani e che ripercorre come un flashback la storia e le imprese di quel matelicese partito tanti anni fa dal paesino sconosciuto delle Marche per diventare uno degli uomini più potenti in Italia. Felicetti è abile nell’entrare ed uscire dal suo ruolo di voce narrante e di protagonista, mentre il pubblico rivive, attraverso l’uso del dialetto, un’immedesimazione diretta, quasi a prendere parte alla vicenda. Una piece piacevolissima sia per chi conosce i fatti e, trova nella sceneggiatura, veri e propri pezzi di storia (dalla voce della torre di controllo di Linate, alla sentenza del 2003 con cui si chiude definitivamente il processo dopo la riapertura delle indagini), sia per chi magari invece di Mattei non ha mai sentito parlare e grazie al ritmo sempre vivace e alla ricostruzione delle vicende quasi da spy stories ne apprende la trama e i contorni oscuri.
E poi tra una ricostruzione e l’altra c’è la Storia, quella con la S maiuscola, la guerra, la resistenza, il boom economico, il primo disco dei Beatles. Lo spettacolo è il frutto di una lunga ricerca fatta di testimonianze dirette, interviste a persone che hanno conosciuto Mattei, e di consultazione di libri, foto, film, documentari e soprattutto dei materiali prodotti dal tribunale di Pavia, sulla ricostruzione degli ultimi giorni di vita e sul giorno della morte del Presidente dell’ENI. Nonostante la vasta bibliografia sull’argomento, lo spettacolo getta una nuova luce sulla vicenda, a partire da alcune testimonianze inedite.“Mi piacciono le figure umane paradigma del presente – scrive Felicetti nelle note allo spettacolo – e sia l’Adriano operaio protagonista del mio recente lavoro, e ancor di più l’Enrico Mattei condottiero d’impresa, sono due facce simbolo della stessa medaglia: la storia del lavoro italiano. E guarda il caso, entrambi i protagonisti partono dalle Marche. A chiudere oltre un minuto di applausi interrotti dal protagonista per i ringraziamenti e per ricordare come a volte il destino riserva molte più sorprese di quanto siamo in grado di progettare: <<30 anni fa in questo stesso luogo facevo ginnastica -ricorda Felicetti – e mai avrei pensato che a distanza di così tanti anni sarebbe stato il luogo del mio debutto per un’anteprima nazionale>>.
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Enrico Mattei e le Marche, un legame dalle radici profonde:

Grazie a Giorgio Felicetti e Francesco Niccoli, la storia di Enrico Mattei viene fatta conoscere alle nuove generazioni.Oggi se siamo la sesta potenza industriale al Mondo il merito è solo suo. Inoltre se lla Mafia non collaborava all’attentato, Aeroporto di Catania 27 Ottobre 1962 all’attentato, E.Mattei poteva teminare quel lavoro di riscatto umiliante della Sicilia del Sud intero che doveva mandare i propri figli all’estero. Mattei stava creando occupazione per tutti. Inoltre i popoli del Medio Oriente valorizzati dalla politica di Mattei potevano vivere in Pace. Ho avuto l’onore di lavorare per anni ai pozzi di petrolio a Cortemaggiore Pianura Padana, in Abruzzo: Vasto – Termoli Bronte (Catania) un lavoro duro ma affascinante, vedere il petrolio uscire dalla terra è una gioia immensa. L’Italia povera riusciva ad emergere, la sicurezza del lavoro rendeva felici le persone. Poi nel triste giorno del 27 Ottobre del 1962 sul ponte radio sentimmo la triste notizia dell’esplosione sui cieli di Bascapè (Pavia) dell’aereo del Presidente. Noi nati a Matelica dove già avevamo parlato spesso con Mattei nella sede della Democrazia Cristiana, finito il turno di notte, chiedemmo di tornare a Matelica per i funerali. La rabbia era tantissima e il luogo non era quello che si poteva urlare. Risulatato in molti lasciammo l’ENI perchè convinti sostenitori di quegli ideali di far crescere l’Italia e partarla alla pari dei paesi europe. Senza Mattei l’ENI non era più la stessa, i popoli del Terzo Mondo ancora oggi chiedono di Mattei perchè con lui con il suo modo di fare di lasciare benessere anche a loro, ha lasciato un sogno che si poteva verificare, un radicale cambiamento di sviluppo economico, e soprattutto culturale per lafortelscolarizzazione che Mattei metteva in atto.
http://www.ivanotacconi.it c’è Enrico Mattei
bravissimo giorgio!!dopo averteli fatti di persona ti rinnovo i miei migliori complimenti x questa ennesima dimostrazione di recitazione,di rigorosa esposizione di una verita’ che tutti sappiamo ma che restera’ nascosta nei tampi a seguire!!!ti ho visto(vi ho visti)emozionatissimi..ma non poteva essere altrimenti davanti al tuo pubblico!!!uno spettacolo narrativo che non ha tralasciato alcun particolare,che ci ha fatto rivivere la vita di un tempo a matelica,nelle marche,e sopratutto ci ha ancora una volta testimoniato l’amore che mattei aveva x i marchigiani!!un amore vero,viscerale x un popolo che lo ha amato e mai tradito(spero di non essere smentito..)!!tanti complimenti anche a francesca luciani che ti ha accompagnato come meglio non poteva in questa rievocazione di un nuomo nato povero e diventato tanto ricco e potente da dar fastidio al mondo intero!!!!continua cosi,le marche hanno bisogno di un attore vero che le rappresenti e l’onoreficenza che hai ricevuto dal presidente della repubblica sta’ a dimostrare che sei nella strada giusta!!!a presto..ciao da stefano!!!