Maceratiamo: “Meno diffidenza
e più accoglienza verso gli immigrati”
Dalla lista di cittadinanza Maceratiamo:
“A chi di noi non è capitato di cambiare il giudizio dato a prima vista su di una persona semplicemente conoscendola?
La chiave di lettura del nostro rapporto con gli altri deve essere questa: ogni giudizio su di un altro essere umano va dato conoscendone la cultura e, dunque, su cosa si basi il suo agire, senza lasciarsi condizionare dai rumori e dagli umori basati più sull’idea della caccia alle streghe, quindi dell’esclusione, che sulla bellezza del rapporto umano, quindi sull’inclusione.
La nostra città si dimostra accogliente verso i migranti e, anche se deve lavorare ancora sull’integrazione, ha un clima che ci consente di dire come la paura del “diverso” sia assolutamente ingiustificata.
Chi di noi ha avuto modo di conoscere queste persone, che spesso abbandonano le proprie radici per dare un futuro migliore ai propri figli, ha trovato in loro la stessa umanità e voglia di confrontarsi che probabilmente avevano 60 anni fa gli emigranti italiani; se non facciamo il primo passo verso l’apertura, rischiamo di bloccare sul nascere ogni minimo tentativo di aprirsi da parte loro e di ridurli a meri numeri da lavoro.
Del resto che la conoscenza annulli la diffidenza è già ampiamente dimostrato da un fatto inequivocabile: tantissimi concittadini affidano le cure dei propri cari malati o anziani a stranieri che, spesso, , diventano parte integrante delle famiglie.
Tantissime aziende ed imprese locali si affidano alla loro manovalanza per lavori purtroppo non graditi alla maggior parte dei nostri giovani.
Questo non vuol dire che tra gli immigrati non ci siano mele marce, ma così come la macchina della giustizia interviene nei confronti di quegli Italiani che commettono reati, si muoverà anche nei confronti di quei migranti che trasgrediscono le nostre leggi.
La lista di cittadinanza MaceraTiAmo, sulla base delle suddette osservazioni, intende sostenere un concetto di integrazione che significa innanzitutto rendere edotta tutta la popolazione residente a Macerata di origini o cultura non italiane, delle leggi e dei regolamenti che disciplinano il nostro vivere comune, realizzando percorsi che salvaguardino tutti gli elementi che concorrono a formare le culture e, quindi, la storia delle singole etnie.
Ai fini di una convivenza pacifica ed integrata occorre aiutare queste persone perché conseguano la conoscenza delle leggi locali, in funzione del disbrigo di tutte le pratiche burocratiche necessarie (permessi di soggiorno, libretti sanitari, contributi comunali) e di un corretto accesso e compartecipazione ai servizi più importanti, come scuole, smaltimento dei rifiuti, servizi e assistenza sociale, eccetera. A questo proposito, ma non solo, sarebbe molto interessante riuscire ad individuare delle figure di mediatori culturali, magari tra gli stessi immigrati cosiddetti di seconda generazione, che sarebbero presumubilmente i maggiormente in grado di rappresentare a noi i loro valori ed ai propri connazionali il nostro agire quotidiano.
Corre inoltre la necessità di evitare la sperequazione sugli alloggi affittati agli stranieri, azione che si potrebbe esercitare tramite una mappatura delle abitazioni e dei relativi residenti con controlli incrociati”.
