Pd, Veltroni “portafortuna” di Carancini
Pdl, Marinelli affianca Pistarelli
L'agenda elettorale è sempre più piena in vista delle Comunali
di Beatrice Cammertoni
Una manciata di settimane separano gli elettori maceratesi dalle urne: messe a punto ormai in via quasi definitiva liste, coalizioni e candidature, per i protagonisti della campagna elettorale che il 28 e 29 marzo si concluderà con l’elezione del nuovo sindaco è tempo di pensare a come guadagnare consensi tra i votanti. Per spostare l’ago della bilancia, arrivano da Roma anche i grandi big della politica nazionale, pronti a mettere il loro “sigillo di garanzia” sui candidati espressi a livello locale.
Sono stati aperti oggi i battenti di quella che nelle prossime settimane diventerà la centrale operativa della coalizione di centro sinistra guidata da Romano Carancini. La sede di Corso Matteotti è stata inaugurata oggi alla presenza di un ospite d’eccezione, Walter Veltroni. Il primo leader del Partito Democratico, infatti, ha preso parte alla cerimonia poco prima di spostarsi nei locali dell’Asilo Ricci per presentare il suo ultimo romanzo, “Noi”. I locali che il candidato sindaco ed i suoi hanno scelto come quartier generale in vista degli intensi giorni della campagna elettorale, si affacciano su Piazza Cesare Battisti, a pochi passi dunque dal Municipio, da Piazza della Libertà e dalla sede del Pdl di Pistarelli, situata invece in Corso della Repubblica.
È stato lo stesso avvocato ad accogliere Veltroni ed a scortarlo verso l’ingresso. Camminando verso la sede, i due rallentano il tragitto di un automobilista che, infastidito suona il clacson e si trova inaspettatamente a ricevere un cenno di scuse ed un sorriso da un maceratese per caso che si rileva un politico fama nazionale.
Tagliato il nastro, Carancini ha ringraziato Veltroni manifestando grande stima per il suo percorso politico e umano: “E’ un onore incredibile averlo qui. Il suo nome evoca un immediato pensiero: una grande passione per il proprio mestiere. Vorrei arrivare all’appuntamento elettorale anche con un solo pezzo della passione che muove ed ha mosso Walter in molte delle scelte più importanti della sua vita”. Presentando la sede “che non sarà sicuramente un luogo fisico, ma un luogo di incontro tra noi e i cittadini”, il candidato ha ricordato l’esperienza delle primarie: “Abbiamo ottenuto un risultato impressionante, dimostrando che il Partito Democratico ha mantenuto fino in fondo il suo dna, scegliendo sempre come motore la partecipazione popolare.”
Sulle primarie torna anche Veltroni, che per prima cosa ironizza: “La mia partecipazione oggi è anche dovuta alla scaramanzia, l’ultima volta che venni a sostenere un sindaco qui, il risultato delle amministrative andò bene!”. Se per il centro-sinistra questo strumento di selezione democratica può considerarsi un esercizio pre-elettorale consolidato, nel centro-destra questa pratica fa decisamente più fatica ad affermarsi: “Le primarie dovrebbero essere non solo estese a più contesti, ma diventare addirittura una norma. Sono un ottimo modo per arrivare a conoscere chi si propone e verificare costantemente il rapporto con i cittadini. Alcuni schieramenti vi ricorrono, altri invece scelgono di individuare i propri candidati tramite decisioni prese dall’altro, creando una situazione di squilibrio. Romano Carancini non ha bisogno di consigli. Io sono stato sindaco per 7 anni e secondo me è il lavoro più bello del mondo. Questa professione va vissuta fin dalla campagna elettorale come una missione civile, senza aspettare che il cittadino venga a far presenti i suoi problemi, ma andandolo a cercare dove vive e mettendosi al servizio della comunità. Il Sindaco è giustamente la figura più popolare della politica, vive tra la gente ed entra nelle case.”
Scambio di doni per i due esponenti del Pd: a Veltroni viene regalato un volume su Padre Matteo Ricci (accolto tra l’altro con grande entusiasmo), a Carancini, una dedica personalizzata sulla sua copia del romanzo presentato questa sera all’Asilo Ricci.
Qualche ore prima, sempre l’Ostello Asilo Ricci, ha fatto da cornice alla conferenza del candidato del centrodestra Fabio Pistarelli sulla sicurezza.
Non è arrivato il sottosegratario di Stato alla Difesa Giuseppe Cossiga che, bloccato dal maltempo a Caserta, ha inviato un telegramma letto dal senatore Piscitelli e dal coordinatore provinciale del Pdl, Mario Lattanzi. Dopo la relazione sulla sicurezza del senatore e sindaco di Cingoli Filippo Saltamartini, la parola è passata a Pistarelli e al candidato alla presidenza della Regione Erminio Marinelli. L’ex sindaco (e attuale vice) di Civitanova ha parlato del rapporto tra la sua città e il capoluogo. “Macerata? Io l’associo subito a cultura, Sferisterio, Università, ma ha perso tanti treni in questi ultimi anni e non ha più avuto la forza di essere un capoluogo trainante. Io mi sento anche maceratese, perché ho studiato qui e voglio che torni ad essere quella città viva che ho conosciuto tanti anni fa”.
Sabato 13 alle ore 18 Pistarelli e Marinelli terranno un incontro pubblico congiunto al teatro Don Bosco.
(Foto di Guido Picchio)







Cavolo, tra tanti “portafortuna” Carancini ha scelto sicuramente il migliore…..
Un vincente, come del resto il candidato Sindaco del centro sinistra.
Romano, lascia stare Veltroni. E’ un criminale. Forse buon sindaco di Roma ma pessimo dirigente di partito e stratega imbarazzante. Se solo provassimo a far la conta dei tanti disastri che ha commesso ne verrebbe fuori un dato imbarazzante. Veltroni è stato il killer della sinistra italiana, colui che ha anteposto l’annichilimento della sinistra alla ragion di stato. Un personaggio che fa danni anche quando non vorrebbe farli. Un porta-sfiga micidiale.
Vorrei aggiungere alle considerazioni di Savi che mi sembra più chietto e trasparente dire: ” decido di allearmi con l’UDC” (magari sbagliando) amziche scrivere altri libri. Delle primarie è meglio che io non parli. Le odio.
20/04/2008
Quando a Orvieto il Sindaco e segretario del PD Walter Veltroni ha deciso di “correre da solo”, ha minato di fatto la coalizione di centro sinistra guidata dal prof. Romano Prodi, all’epoca presidente del consiglio e presidente del PD.
Ora il Presidente del Consiglio in pectore è Silvio Berlusconi e il Presidente del PD, indicato da Massimo D’Alema è, Franco Marini. A proposito, chissà se negli incubi notturni il nonno a tempo pieno Romano Prodi sogna ancora l’accoppiata D’Alema-Marini. Chissà, se racconterà mai ai suoi nipotini la favola del gatto e la volpe. Chissà!
Il PD ha negato al PS un’alleanza elettorale che invece ha concesso all’IDV di Di Pietro che oggi incassa deputati e senatori e arrivederci al gruppo unico.
I deputati socialisti che appoggiavano il governo Prodi erano stati i più leali. Fin troppo forse. Chi può dimenticare Rossi e Turigliatto, Di Pietro e Mastella, Binetti e Dini.
Il progetto politico del PD non era di vincere le elezioni, ma di eliminare i socialisti del PS, l’unico partito appartenente al PSE e di eliminare la sinistra, quella post-comunista e quella riformista. Il PD ha fatto terra bruciata a sinistra. Ed ora cantano vittoria.
Allora ammettetelo chiaramente, era questo il vostro unico scopo!
Quello di cui è stata capace la coppia Veltroni – Franceschini, non lo è stato neanche Occhetto e la sua gioiosa macchina da guerra. Anche all’epoca c’era l’ombra di Di Pietro. Ricordate?
La campagna elettorale del PD e più precisamente di Veltroni è stata DISONESTA fino alla fine.
Fino alla fine, anche quando era vietato fornire sondaggi elettorali, Veltroni annunciava da tutti i palchi d’Italia e da tutte le televisioni che oramai aveva raggiunto il suo avversario (per sua scelta innominabile) , era ad un passo, svuotando di fatto tutto l’elettorato della Sinistra Arcobaleno, che in uno slancio generoso e disgiunto, si è votato all’autoeliminazione.
Un mix di sana cattiveria politica (quella dimostrata nei confronti del PS) di disonestà e generosità (quella dimostrata dai tanti compagni) è stata alla base di quella che i dirigenti del PD chiamano vittoria
Quale vittoria?!
Il PD si è creato un enclave , a sinistra si sono finiti i voti e al centro non sono stati capaci di prenderne uno. Anzi.
Il PD, come il PCI. Starà sempre all’opposizione. Anche se accostare il PD al PCI però non è esercizio né corretto e né onesto. Il PCI era un’altra cosa.
Berlusconi ha stravinto, numericamente e politicamente, dimostrando ancora una volta di avere un fiuto politico che molti ancora non gli concedono. D’altronde la sua forza è da sempre quella di non essere preso sul serio. Neanche quando annunciava che avrebbe vinto e stravinto.
Adesso in giro si vede qualche sorrisino di troppo. E’ ora di ricordare al PD che senza centro-sinistra, non si vince e non si governa, né in Italia, né in Provincia e né in Regione.
Gianluca Gelsomino
Capogruppo Partito Socialista
San Severino Marche
Sempre voglia di rinnovamento nella nostra citta.
Ma questa gente quando lavora?
Condivido la corretta analisi di Gelsomino. Vorrei dire qualche cosa di diverso sull’IDV.Aggiungo che l’errore dei DS, quello vero, a mio avviso, è di aver creato il PD. In questo modo è stata azzerata l’ala “cattolica” ( ex PPI o Margherita). Tale alla, sebbene non vistosa, sarebbe stata “tattica” e “strategica” prprio nei confronti dell’UDC. Concordo con Gelsomino nell’azzeramento ( errato) del PSI. In questo modo il PD ha tentato, come al solito, di “egemonizzare” ( annullandola) sia la sua “sinistra” che l’area laica e riformista. La perdita della Provincia di Macerata, a proposito del PSI ampiamente e indebitamente esorcizzato, fino alla caduta dell’ottimo assessore Dario Conti, non fa che dargli ragione.
Grazie Guido. Quando quì in Provincia entrai a far parte della Rosa nel pugno, l’alleanza tra i radicali e i socialisti, un bellissimo progetto politico secondo me, era stato da poco revocato l’assessore Conti e un pezzo di Partito Socialista, quello assolutamente supino alle volontà del capo se n’era andato formando socialismo riformista ( un nome come un altro). Il danno fu enorme. Quelli come noi che gravitavano nel Partito (le riunioni dei radicali e dei socialisti si facevano assieme e a dire la verità avevamo due ottimi segretari che masticano la politica come pochi altri) sentivano un’area pesante. Mi ricordo che col Presidente dell’Ente i rapporti erano tesissimi. Quanti ricordi…