Nando Ottavi: “Nuovi mercati
per uscire dalla crisi”

Le interviste ai candidati al "Maceratese dell'anno"

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di Matteo Zallocco

Dal 1972 alla guida della Nuova Simonelli  e dal giugno scorso presidente di Confindustria Macerata.
Nando Ottavi, che situazione ha trovato dal suo insediamento?
“Sono diventato presidente nel momento più difficile, al centro della crisi più forte degli ultimi 50-60 anni con cali di produzione che sfioravano il 50-60%. Mi sono ritrovato a parlare con le banche per cercare di sensibilizzarle a dare credito alle aziende non guardando solamente il bilancio ma anche la loro serietà e la loro storia. Siamo riusciti ad aprire due linee di credito per gli  associati di 20 milioni ciascuna, una con la Banca delle Marche e una con la Banca Popolare”.

Come hanno reagito le aziende maceratesi a questa crisi?

“Salvo qualche caso che non è riuscito ad andare avanti o che ha dovuto ricorrere alla mobilità, la maggior parte sono riusciti a sopperire al calo con sacrifici aziendali. Se guardiamo le statistiche a Macerata la situazione è leggermente migliore rispetto alle altre province delle Marche proprio grazie a questo sacrificio e alla considerazione del personale come una vera risorsa”.

Quali sono state le zone più colpite?
“Tolentino è il Comune che avuto  la più alta percentuale di cassa integrazione (20-30% della provincia). Per quanto riguarda i settori i più colpiti sono il tessile, il calzaturiero e il metalmeccanico che nelle crisi precedenti non aveva risentito con percentuali così alte”.

Secondo lei qual è il percorso da seguire?
“Bisogna cercare mercati nuovi, ancora non esplorati, ampliare il raggio d’azione perché ci sono paesi come quelli del sud-est asiatico che stanno riprendendo velocemente, ma anche alcuni paesi del sud-est europeo e l’America Latina vanno tenute in considerazione perché stanno crescendo”.

La nostra provincia è molto attenta alla Cina…
“Sì, qualcosa si sta facendo, molti già ci lavoravano, altri hanno iniziato a esplorarla. Noi speriamo che con questi scambi culturali per le celebrazioni di Matteo Ricci si possano far conoscere i nostri prodotti. Questo 2010 in tal senso sarà molto importante, poi i risultati possono arrivare anche dopo. Ora ci sono queste quattro mostre organizzate dalla Regione e mi auguro che anche a livello provinciale insieme a noi di Confindustria si possa fare qualcosa, magari riuscendo a fare venire i cinesi a Macerata”.

Intanto la sua azienda continua a riscuotere successo in tutto il mondo grazie alle storiche macchine da caffè…
“Noi abbiamo sentito la crisi meno degli altri. Questo perché da anni la nostra organizzazione è proiettata all’estero, esportiamo oltre il 75% in più di 100 paesi nel mondo. Fin dagli anni ’75-80 abbiamo pensato a questo con ricerche di prodotti ad hoc o comunque adeguati alle necessità dei paesi e anche nel 2009 abbiamo assunto due commerciali in più perché pensiamo che sia un momento importante per raccogliere i frutti che in genere vengono dopo una crisi. Abbiamo investito qui a Belforte, realizzando quattro anni fa un nuovo stabilimento  perché crediamo che valorizzare il nostro territorio con del personale qualificato e attaccato al lavoro sia un vantaggio rilevante. C’è bisogno di prodotti che possano far distinguere il vero made in Italy nel mondo”.

Qual è stata la sua soddisfazione più grande da imprenditore?
“Ce ne sono state tante, la più grande è che insieme agli altri due soci siamo riusciti a prendere un’azienda che era artigianale con un mercato esclusivamente locale e l’abbiamo portata ad una rilevanza mondiale. Nel 2009, inoltre,  siamo diventati i fornitori ufficiali dei campionati del mondo dei baristi”.

Un consiglio a chi si vuole affacciare oggi al mondo dell’imprenditoria?
“E’ un periodo difficilissimo, il consiglio è di partire con la mentalità di avere fiducia nel futuro e non pensare al presente e soprattutto c’è la necessità di un aiuto delle amministrazioni pubbliche perché oggi la burocrazia è pesante e un giovane che pensa di aprire un’attività in proprio si scoraggia dopo qualche mese”.


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