I teatri del Sacro
nella nostra provincia
Diversi Comuni coinvolti nella rassegna presentata in Diocesi
di Eros Mandolesi
I teatri del Sacro approdano nelle Marche. Il primo appuntamento è per oggi, sabato 23 gennaio, alle ore 21.30 al teatro Don Bosco di Macerata dove andrà in scena “Scientia Crucis-Edith Stein”. Il Festival “I Teatri del Sacro” ideato e realizzato dalla Federgat (Federazione Gruppi Attività Teatrali) e dalla Fondazione Comunicazione e Cultura (Servizio Nazionale per il Progetto Culturale della CEI) si compone di 25 opere provenienti da tutta Italia selezionate tra Milano e Roma su un totale di 185 lavori presentati. Dopo la prima edizione, svoltasi a Lucca dal 21 al 27 di settembre con gran successo, la rassegna arriva adesso a Macerata. Il programma culturale per iniziativa della Diocesi di Macerata, si svolgerà da gennaio a maggio nei vari teatri della Provincia; tra questi: Tolentino, Montelupone, Montecassiano, Montefano, Treia, Cingoli e naturalmente Macerata.
Il Vescovo Monsignor Claudio Giuliodori apre la presentazione del progetto: “Questa iniziativa si inserisce in un quadro generale articolato che sta maturando da anni nella chiesa italiana. La fede, incarnata nella storia dell’uomo è testimoniata con forme, linguaggi ed elementi diversi. È un programma di grande rilevanza nazionale che trova il riscontro locale per mezzo di una sinergia di forze presenti nel nostro territorio come i comuni, utili ad accrescere ed incrementare nel tempo questa rinata forma artistica. Quindi – prosegue – cerchiamo di valorizzare questi piccoli gioielli che custodiamo nei nostri comuni come i teatri, integrando al cartellone teatrale già presente anche questo filone culturale che sta riemergendo per mezzo della sensibilità e della creatività dei nostri artisti nazionali. Il teatro del sacro, ha per oggetto la ricerca dell’uomo per mezzo di molteplici aspetti. Si tratta quindi temi evangelici, figure di santi, con particolare attenzione a quelle femminili, per passare al delicato tema del rapporto tra vita e morte e alla mistica. Visti i numerosi gruppi amatoriali presenti nelle parrocchie – conclude – speriamo che funga anche da stimolo per questi ragazzi affinchè emergano con le loro idee”. Nell’occasione hanno preso parte anche i sindaci che hanno accolto l’iniziativa, esprimendo le loro considerazioni sul Festival. Giuseppe Ripani, Sindaco di Montelupone dice: “Credo sia una manifestazione che mancava nel nostro territorio, spero che diventi un elemento centrale in prospettiva futura. Come amministrazione abbiamo sin da sempre creduto molto nel teatro, in quanto elemento di aggregazione e di crescita personale.
Il teatro infatti nasce a stretto contatto con il pubblico e questa forma di espressione diretta lo rende unico nel suo genere. Un plauso vorrei esprimerlo a tutti coloro che hanno lavorato a questa iniziativa, orgoglioso come sindaco di partecipare sin da subito al programma in cartello, perché credo che bisogna attingere nelle nostre radici per valorizzare l’uomo come figura cristiana”.
Il sindaco di Montecassiano Mario Capparucci: “Viviamo in un epoca globalizzata che spesso ci spinge al di fuori di questi valori storici. Riscoprire i valori dell’uomo, per mezzo di questi elementi di formazione è importante. Siamo convinti che per fare i sindaci, non sia solo necessario promuovere opere pubbliche bensì credo che occorra un valore aggiunto. L’aspetto culturale, è l’elemento che ci contraddistingue per accrescere il nostro senso civico alla luce di quello religioso”. Carlo Carnevali Sindaco di Montefano esprime il suo consenso nel partecipare al programma teatrale visto anche il restauro da poco avvenuto del teatro comunale “La Rondinella”. “E’ una riscoperta questa del teatro, a cui voglio dare un significato particolare, tenuto conto che la mia comunità si affaccia dopo molti anni a questa forma artistica. L’aspetto culturale-spirituale è di certo un binomio essenziale per l’essere umano”.
Luigi Santalucia, sindaco di Treia sottolinea invece come l’aspetto culturale in un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo, sia sempre il primo elemento ad essere messo da parte nei bilanci comunali. “Occorre investire nella conoscenza – dice- soprattutto in periodi difficili come questi, di certo non è semplice quando poi si vanno a fare i bilanci di fine anno, ma salvaguardare la cultura significa salvaguardare la crescita personale di ognuno di noi”. Per il comune di Tolentino l’Assessore ai servizi sociali Loredana Riccio prosegue: “E’ un iniziativa molto forte che tratta temi profondi. Spero che le idee e le proposte artistiche possano creare un confronto costruttivo anche tra credenti e non credenti al di la di una visione contrapposta con cui oggi si tende a leggere la questione religiosa”.
A chiudere la presentazione don Dalmazio Maggi, superiore dei salesiani di Macerata. “Anche Don Bosco nell’ottocento dava molta importanza a queste forme di aggregazione per coinvolgere in modo diretto adulti e bambini all’attività ecclesiastica”. Legge poi degli scritti con cui alcuni ragazzi testimoniano la buona partecipazione ai gruppi teatrali amatoriali presenti nell’oratorio dei salesiani.


Esprimo pubblicamente la mia condividente ammirazione per l’alto patrimonio teatrale organizzato e offerto alla nostra popolazione su iniziativa della Diocesi. Credo sia l’operazione culturale più qualificante e coraggiosa – oltre che in totale controtendenza – negli ultimi vent’anni. Al di là dell’adesione più o meno fideistica ai contenuti proposti mediante il linguaggio del teatro, rimane innegabile la portata alta dell’iniziativa: ulteriore tassello di una volontà precisissima e tenace da parte del nostro Pastore.