La Diocesi di Macerata
verso l’ecumenismo

Paolo Matcovich spiega il significato della settimana della preghiera

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di Alessandra Pierini

La comunità maceratese è sempre più variegata e multiculturale. E’ una realtà non trascurabile che deve essere presa in considerazione e affrontata da più punti di vista. E’ la Chiesa cristiana, per ideologia e per intenti, la prima a sentire l’esigenza di conoscere ed accogliere le diverse Chiese e comunità cristiane e di poter instaurare con loro un dialogo interreligioso che permetta la conciliazione e lo scambio. Questo cammino verso l’unità dei cattolici  è definito  “Ecumenismo” e da dieci anni anche la Diocesi  di Macerata che propone ogni anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che èin corso in questi giorni dal 18 al 25 gennaio).

L’evento più importante della settimana sarà la Celebrazione Ecumenica che si svolgerà domani (22 gennaio) e durante la quale cattolici di rito romano e bizantino, Ortodossi, Anglicani, Avventisti e Battisti ed Evangelico Pentecostali si incontreranno presso la Cattedrale di Macerata  e condivideranno un momento di preghiera e di lettura della parola. In un anno, il 2010, che sarà ricordato per le celebrazioni di Padre Matteo Ricci, non poteva mancare, tanto più in un contesto così affine, il riferimento alla figura del grande gesuita maceratese e alla sua opera di evangelizzazione nel rispetto e nell’accoglienza  di altre culture.
Esiste presso la Diocesi di Macerata, a testimoniare l’importanza del raggiungimento dell’obiettivo ecumenico, un ufficio apposito. Direttore è, sin dall’anno della sua fondazione il professor Paolo Matcovich (nella foto) il quale ogni anno spende grande impegno per il coordinamento di questo importante appuntamento.

Professor Matcovich, ritorna la settimana della preghiera ecumenica. Cosa è stato fatto dall’ultimo appuntamento nel 2009?
“L’ecumenismo va avanti a piccoli passi, non dà segni prodigiosi, eppure il nostro cammino prosegue e dà  i suoi frutti. Si sono consolidati rapporti antichi e si è lavorato per allacciare relazioni col mondo riformato evangelico e pentecostale. Il cammino ecumenico di solito conosce periodi invernali di raffreddamento e periodi primaverili. Diciamo che grazie al lavoro che abbiamo fatto siamo in una fase di primavera duratura. Siamo consapevoli che c’è una multicristianità che nel tempo emerge, si precisa e si arricchisce.”

Quali sono le novità rispetto allo scorso anno?
“Quest’anno avremo nuove presenze. Per la prima volta sarà possibile lo scambio dell’ambone e l’omelia sarà fatta da un pastore anglicano, poi a rotazione negli anni da tutti gli altri rappresentanti delle varie confessioni. La lettura del Vangelo di Luca sarà corale e leggeranno tre pastori di diversa appartenenza. Insomma si maturano gesti in una realtà sempre più ampia e significativa.”

Qual è l’importanza della settimana ecumenica?
“Di questa realtà variegata di comunità diverse si sa ben poco e secondo me è molto importante. Per studiare la Macerata di oggi non si può prescindere dalla realtà immigratoria che ha portato una situazione interreligiosa e intercristiana. La Celebrazione ecumenica del 22 gennaio sarà una fotografia che ridisegna il profilo della nostra città.”


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