De Simone: “Oltre la crisi?
Solo coinvolgendo le nuove generazioni”
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Da Michele De Simone (nella foto), presidente regionale Giovane Italia.
“Oltre la crisi. Bel titolo e bel convegno. Relatori autorevoli in rappresentanza delle istituzioni politiche, universitarie, economiche e sociali del territorio. Peccato però non aver ascoltato la testimonianza di chi della crisi potrebbe dire forse più degli altri. Di chi la crisi la vive in prima persona e l’affronta giorno per giorno, tra alti e bassi, tra picchi di delusione e slanci di entusiasmo (o forse è meglio dire di illusione). Oltre la crisi? La crisi è qui e oggi, stampata sui volti dei tanti giovani che fanno finta di sorridere anche se dentro hanno una rabbia indescrivibile. Gli interventi dei relatori hanno avuto in comune, oltre ad una eccessiva minimizzazione degli effetti della crisi, un eccessivo tentativo di scaricare agli altri le colpe della crisi. Questo voler parlare delle colpe altrui, questo voler chiedere agli “altri” qualcosa è indice del fatto che prevale ancora un senso di sopravvivenza e protezione della propria categoria. In un tempo così difficile ci sarebbe da dire cosa si è disposti a fare per rimediare agli errori di un interno sistema politico, economico, sociale e culturale. Forse alla fine la colpa di tutto è dei poveri under 35 che sono nati negli anni sbagliati. Peccato che nessuno ha detto che negli ultimi anni nessuno ha investito sul merito in e che si è andati avanti con la cooptazione. Peccato che nessuno pensa che investire sulle nuove generazioni significa investire su se stessi perché si investe sul proprio futuro. Chi guida le istituzioni politiche, universitarie, economiche e sociali deve fare un bagno di umiltà e dotarsi di un forte senso di responsabilità perché non è il tempo di giocare allo “scarica barile” ma di affrontare con serietà le problematiche sociali ed economiche di questa crisi che porta non solo a perdite di posti di lavoro ma a cambiamenti nei modi di essere. Veramente pensiamo che politica, università, banche, imprese e sindacati non abbiamo colpe? Veramente pensiamo che sia solo colpa della congiuntura economica? E allora ci sarebbe da ascoltare e fare e non solo da parlare. Ma la colpa è anche delle nuove generazioni, educate in un mondo ovattato, abituate a essere protette sempre e comunque. Abituate ad accontentarsi del poco che offrono e a non ribellasi allo stagismo perenne, alle caste professionali che ti impediscono di accedere se non porti in dote un cognome importante. Anzi ci si è adagiati avendo atteggiamenti di rassegnazione (tanto ci pensano i miei) oppure ci si è sforzati di avvicinarsi alla luce, in qualunque modo, solo perché non si premia il merito. Oltre la crisi? Senza dubbio. Ma senza investire sulle nuove generazioni andremo mai oltre la crisi? Oppure senza mettersi tutti in gioco accantonando gli interessi personali e di gruppo, e facendo ognuno la propria parte? Oppure la crisi passerà continuando a guardare sindacati che scioperano a stagioni alterne, banche che non danno credito ai giovani e giocano in borsa, università che non riducono gli sprechi e non premiano il merito, caste che di difendono dai nuovi ingressi, politici che non danno soluzioni concrete?”
Michele De Simone
Presidente Regionale GIOVANE ITALIA
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Giustissimo.
Però bisogna poi essre coerenti.
Cominciasse a chiedere pubblicamente al suo Presidente del Consiglio che si facesse da parte, visto che ha superato i 70 anni…