MaceraTiAmo: “Hanno disegnato
una città insostenibile con questa
cementificazione selvaggia”

1.700.000 metri cubi di nuove costruzioni ma la popolazione non cresce
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conferenza maceratiamo


Dalla lista civica MaceraTiAmo:

“1.700.000 metri cubi di nuove costruzioni. Questo il futuro della nostra città disegnato dal piano casa e dalla minitematica. I gestori della città (la politica è un’attività nobile, questi sono solo gestori di scartoffie) se ne guardano bene dall’informare i cittadini su quello che stanno combinando. Troppo concentrati, insieme ad una parte dell’opinione pubblica, sulle schermaglie e i balletti di poltrone tra i presunti candidati di questo o di quello schieramento.

Intanto venerdì sera si è svolta un’affollata riunione, organizzata dal comitato MaceraTiAmo e dall’associazione Idea 88, alla quale hanno partecipato tanti cittadini stufi di questa situazione. Grazie alla competenza tecnica di due addetti del settore, l’architetto Marta Massetani e il geologo Andrea Antinori, si è delineato il quadro di una città pericolosamente sbilanciata verso certi interessi e la necessità di non rimanere inermi di fronte a questo scempio.

Le costruzioni previste dagli ultimi interventi possono dare alloggio complessivamente a oltre 15.000 persone. Considerato che a Macerata la popolazione non cresce da svariati decenni, sarebbe il caso che l’amministrazione ci spiegasse chi intende metterci dentro questi immobili. Questo anche senza sottolineare il fatto che, del totale, ben 400.000 metri cubi riguardano la cosiddetta “minitematica”, un nome apparentemente innocuo che la legge prevede per sanare gli errori formali. 400.000 metri cubi di errori formali? O chi ha presentato i progetti è un incompetente, oppure siamo nelle mani di persone affette da delirio cementificatorio.

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Se poi si osserva con attenzione l’aspetto prettamente geologico della questione emergono cose ancora più interessanti: come il fatto che si costruirà anche su terreni che i documenti ufficiali definiscono “frane”, o che le falde idriche reagiscono male quando si costruisce un muro di sostegno che ne blocchi il normale flusso, o che le perizie geologiche, quando vengono fatte, vengano spinte verso certe conclusioni. Si scopre inoltre che il versante nord, fino a via dei Velini, si è “mosso” grazie all’incompiuta strada di Longarini o che a Collevario si apre un cantiere a soli venti metri di distanza da dove, negli anni ’80, una gru di un cantiere è stata seppellita da una frana.

Già dal 1800 è emersa la necessità di una pianificazione delle aree urbane, quando si è tentato di chiarire quali rapporti dovessero esistere tra gli spazi e il tempo da dedicare al lavoro, all’abitare e alla ricreazione: disegnare spazi urbani funzionali, ma anche belli, sani, igienici. Parlando poi di verde pubblico non sarà un caso se, nelle diverse soluzioni di sviluppo urbano individuate nel tempo, esso sia sempre stato considerato, oltre che un arredo ricreativo, anche il portatore di valori indiscutibili come la salubrità dell’aria, la mitigazione delle temperature urbane, la regimentazione idraulica, la diversificazione degli habitat. Si dà ormai per assodato che la qualità della vita sia identificabile con un sano equilibrio ambientale, perciò andare verso una città ove il cemento la faccia da padrone non è solamente anacronistico, ma anche pericoloso.

Così, mentre in tutta Italia tante città hanno imboccato percorsi virtuosi frenando (e in alcuni casi bloccando completamente) la cementificazione, chiudendo il centro al traffico, potenziando i servizi pubblici e realizzando ambienti pensati per le future generazioni, Macerata va nella direzione opposta, senza un’idea di sviluppo armonico, né una pianificazione degna di questo nome: solo un triste spezzatino che pretende di piegare ai suoi capricci le esigenze di qualità della vita dei cittadini, che considera sempre e comunque un ostacolo il verde e arriva perfino ad ignorare le leggi fisiche che regolano la vita del suolo su cui si interviene. Come se la falda idrica dovesse sapere cos’è il SUAP…

MaceraTiAmo



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