Pollenza, la città dell’antiquariato
Ma anche il dormitorio di Macerata

Terza tappa del viaggio in provincia di CM

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di Alessandra Pierini

Pollenza è uno scrigno che conserva al suo interno la sua storia, dalla città romana da cui ha preso il nome alla Battaglia del 1815 durante la quale si è ritrovata inconsapevolemente ad essere il teatro di uno dei momenti storici più importanti per l’unità d’Italia. L’antiquariato e l’artigianato artistico che la rendono famosa per 15 giorni l’anno sembrano essere l’applicazione pratica della naturale tendenza al recupero e alla conservazione delle sue ricchezze. Pollenza ama i suoi simboli ma non sempre riesce a conservarli intatti e a preservarli dal nuovo che avanza.
Il Sindaco Luigi Monti è stato eletto nel corso delle ultime amministrative. Lavora come direttore del servizio veterinario igiene e alimenti dell’Asur di Macerata e ora vive anche questa nuova avventura amministrativa con passione ed impegno.

Sindaco, è all’inizio della sua esperienza amministrativa. Qual è la situazione che si è trovato ad affrontare?
“Ho trovato una situazione destabilizzata dal punto di vista amministrativo e contabile. Ciò che più mi ha colpito è prendere atto che la passata amministrazione è stata piuttosto dirigista senza condivisione, e ciò ha creato spesso disordine e ulteriori problemi. Sto cercando di strutturare, quindi, l’amministrazione definendo i compiti e la gerarchizzazione delle funzioni, in un regime di meritocrazia.”

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La meritocrazia è il cavallo di battaglia del Mnistro Brunetta, il quale però sta incontrando serie difficoltà. Lei come conta di  riuscire?
“Secondo me, non è così difficile in un Comune piccolo come il nostro. Il dirigente risponde dell’operato del suo ufficio e definisce i ruoli di ognuno all’interno dello stesso. Chi non attua gli obiettivi dettati dall’alto ne paga le conseguenze. In questo modo tutti sono orientati verso un’unica strada da percorrere.”

Come mai ha deciso di scendere in campo  nella sfida comunale?
“Innanzitutto perchè sono un pollentino doc da generazioni. I miei bisnonni già vivevano a Pollenza. E’ stata una sfida personale che ho deciso di affrontare in seguito alle pressioni di amici e cittadini che mi hanno spronato. Conosco tutti i pollentini per nome, come loro conoscono me, e la città aveva bisogno di qualcuno che conoscesse nel profondo problemi e tradizioni.

Quali sono le ricchezze e i punti di forza del suo Comune?
“Pollenza è una bomboniera, è un piccolo balcone delle Marche, ad est si estende tutta la vallata fino al Conero; ad ovest si gode del panorama offerto dai monti Sibillini, i monti della Laga fino al Gran Sasso. Stiamo lavorando per portare Pollenza nell’interesse della gente e dell’intera provincia. Ci stiamo dedicando all’ampliamento e alla valorizzazione del Museo che contine opere di Vincenzo Monti e Fabio Failla, oltre ad un mosaico trovato in una villa romana ed altri reperti storici. Il nostro Teatro è un gioiello, e lì davanti si trova il busto di Giuseppe Verdi, unico nelle Marche dedicato al noto compositore. La facciata della chiesa dei Santi Francesco e Antonio è una rarità; e non ho ancora nominato il meglio; l’Abbazia di Rambona. Abbiamo intenzione di creare un parco ricreativo sul modello di quello dell’Abbazia di Fiastra intorno all’abbazia e valorizzando soprattutto il fiume Potenza, il cui argine è molto suggestivo. Non finisce qui, a Cantagallo si è combattuta, nel 1815, la prima battaglia per l’Unità d’Italia e a Castelfidardo l’ultima. Vorremmo riqualificare la zona di nostro interesse tramite la riapertura delle strade interpoderali e dar vita ad un distretto-percorso: Rambona-Rancia-Fiastra che sarebbe qualcosa di unico. Penso quindi che i presupposti per investire nella valorizzazione turistica ci siano tutti.”

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Pollenza è  la città del restauro e dell’artigianato artistico ma è anche sede di importanti aziende. Cosa pensa di questo duplice aspetto?

“Il restauro rappresenta un’eccellenza, è ormai molto conosciuto ed è un ottimo biglietto da visita per la città.  Bisogna guardare anche al futuro e all’innovazione. Ci sono tante aziende molto innovative che si occupano del recupero e riutilizzo di materiali, e altre con ottime qualità gestionali che offrono prodotti competitivi in campo nazionale. Tutte comunque mettono a disposizione invidiabili prospettive occupazionali e costituiscono, indubbiamente, un vanto per Pollenza.”

Quali sono, invece, le problematiche che dovete affrontare?
“Il problema più grande e che riguarda tutti i comuni è la mancanza di disponibilità economica: il che aiuterebbe nella corretta gestione del territorio. Ci sono poi i cattivi odori che arrivano dal Cosmari e l’unica soluzione possibile sembra essere la dislocazione della fase di lavorazione del compost. Noi, da parte nostra, nei primi mesi del 2010 inizieremo la raccolta differenziata dei rifiuti tramite il sistema del “porta a porta.”

Quelli di cui ci ha parlato sono problemi di ordinaria amministrazione. Ci sono questioni più gravi a cui dovete dare soluzione?
“Ci sono  due questioni che abbiamo ricevuto in eredità dalla precedente amministrazione che rappresentano secondo me casi molto gravi da risolvere al più presto. Il primo è l’Osteria del Chienti che è stata abbattuta prima delle elezioni. L’edificio era da tempo inutilizzato, ma aveva  un elevato valore storico anche perché teatro  della battaglia di Tolentino del 2 e 3 maggio 1815. E’ stato anche rilasciato un permesso a costruire. Oltre ad abbattere l’Osteria, i lavori iniziati hanno messo in pericolo la strada adiacente che non è stata messa in sicurezza; perciò dovremo intervenire con dei lavori, modificando per un periodo anche la viabilità. Ho anche chiesto di ricostruire l’edificio col vecchio mattone in modo da mantenere almeno un misero legame col passato.
Altra questione che si sta risolvendo per il meglio riguarda il Colle della Croce dove si trova la Chiesa della Madonna della Pace del XVI secolo. Il 18 marzo scorso è stato approvato dalla precedente amministrazione un progetto di costruzione di un fabbricato su due piani con un garage interrato, in sostituzione di un vecchio fienile condonato, di fronte alla  chiesa  situata sulla sommità del colle. Stiamo trattando con il proprietario per evitare che ciò accada e presto porteremo in Consiglio Comunale una variante al Piano Regolatore. Anche la Regione Marche e la Provincia di Macerata sono intervenute in proposito cercando garanzie per salvare l’integrità del Colle. Quello vorremmo che diventasse il nuovo parco attrezzato del centro storico e disposizione della gente.”

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Come riesce a coniugare la sua professione con la carica di Sindaco?
“L’esperienza nel mio lavoro mi facilita nell’attività di Sindaco perchè utilizzo nella realtà comunale sistemi operativi e procedure che ho standardizzato nel Servizio. Quando si ha un metodo basato sull’ascolto del personale e la corretta quadratura dei problemi è facile proporlo in qualsiasi ambito e risparmiare così molto tempo. Diventa un sistema ancora più snello e profiquo lavorare attraverso deleghe vere agli assessori e collaboratori; non tralasciando inoltre il rispetto dei ruoli e dei compiti delle professionalità a disposizione ”

Lei è pollentino di nascita, saprebbe descrivere il cittadino di Pollenza?

“Il cittadino di Pollenza è un conservatore e un lavoratore che si crea le condizioni per campare tranquillo, nonostante ciò quando un pollentino si arrabbia lo fa sul serio e va veramente fino in fondo. Purtroppo con lo sviluppo edilizio Pollenza sta diventando il dormitorio di Macerata e i cittadini, inevitabilmente, stanno perdendo la loro identità.”

Pollenza, tra l’altro, ha abbandontemente superato quota 6000 abitanti.

(Foto di Guido Picchio, vietata la riproduzione).

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La puntata precedente, Civitanova:

https://www.cronachemaceratesi.it/?p=11422


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