Il centrodestra ha una forza in più:
Sileoni si schiera con Corvatta e Pdl

Con loro Ramadori, ex presidente del consiglio provinciale (giunta Silenzi)
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di Maurizio Verdenelli

Da giovanissimo assessore era lu schioppettu: il nomignolo, affettuosamente, gli era stato attribuito da Elio Ballesi, Rodolfo Tambroni e dagli altri patres della Dc maceratese che per sé tenevano il più impegnativo appellativo di cannoni. Oggi il “fuciletto”, che sarebbe diventato dal ’90 al ’95 presidente della Provincia e nella sua professione,  direttore generale della Sanità maceratese, ha sparato come una “grosse Berte”. Palle incatenate contro gli ultimi eredi di una tradizione politica (la Dc di Ciaffi) da cui lui stesso proviene.

Luigi Sileoni, nella sala dei gruppi consiliari della Provincia dove ha tenuto insieme con Fabio Corvatta, leader del movimento “Una forza per cambiare”,  un’esplosiva conferenza stampa, ha gettato sul tavolo tutte le sue carte facendo una precisa scelta di campo: il centro destra. Il riferimento è naturalmente alle elezioni prossime venture per il rinnovo del consiglio comunale di Macerata. E Fabio Pistarelli? Va bene alla nuova formazione che andrà ad unirsi al Pdl, il nome del candidato che più o meno ufficialmente è stato designato a competere? Dice Sileoni: “Pistarelli è un giovane che ci piace anche se tutto è ancora da definire. Tuttalpiù pensiamo alla figura di chi potrebbe, al fianco di Fabio, offrirgli un valido contributo nella corsa che eventualmente dovrà sostenere”. Più cauto, Fabio Corvatta, la “costola politica” del movimento che fa capo all’ex presidente della Provincia. “Siamo ancora nella fase della trattativa con il Pdl: nessuno ci ha imposto a priori il nome di Pistarelli” fa l’ex sindaco di Corvatta. E se ve lo imponessero?

“Nessuno può accettare imposizioni in politica”. Avete un nome alternativo come candidato sindaco? “No, questo no…”.

In ogni caso il Centro Destra incasserà un potente contributo di voti proveniente soprattutto dal Centro, in attesa dei passi dell’Udc. Il partito di Antonio Pettinari e Mauro Giustozzi i quali, ironia della sorte (mica tanto considerato che uno è vice presidente della Provincia e l’altro vice-segretario generale) erano intenti ai loro compiti a pochi metri da dove si teneva l’affollatissima conferenza stampa di Sileoni e Corvatta. Dalla quale è rimasto assente, a sorpresa, l’assessore provinciale Nazareno Agostini, esponente di “Una Forza per cambiare”.

Intanto dalla lista degli aderenti al sileoniano “Appello ai Maceratesi” ci sono molti nomi noti della politica cittadina, una parte di area Udc e pure ex Psi (Giovanni Lippera e l’ex consigliere Valentino Pagnanelli su tutti). C’è soprattutto il nome dell’ex presidente del Consiglio provinciale (giunta Silenzi) ed ex sindaco di Mogliano, Silvano Ramadori. Anche questo un clamoroso, per quanto lungamente sussurrato, passaggio di campo.

Una lista lunga nella quale fa bella mostra di sé il noto critico enogastronomo Carlo Cambi (“Il Gambero rozzo”). Ecco tutti i nomi: Luigi Sileoni, Erminio Copparo, Adamo Angeletti, Carlo Del Medico, Bruno Lucani, Paolo Paparelli, Siriano Evangelisti, Bruno Serini, Paolo Calzetti, Alberto Ciarlantini, Carlo Cambi, Silvano Ramadori, Federico Cervigni, Stefano Spernanzoni, Amintore Feliziani, Giovanni Lippera, Rossano Mancinelli, Franco Storani, Gilberto Chiacchiera, Franco Fazi, Fabio Corvatta, Valentino Pagnanelli, Franco Malgrande, Lauretta Micozzi, Tito Antinori, Max Morelli, Daniela Lucetti, Michele Marcelletti, Alessandro Alessandrini…

“La lista continua –dichiara Sileoni- una cosa tuttavia io e il dottor Corvatta teniamo a sottolineare. I consiglieri eventualmente eletti nella nostra lista si sentiranno liberi di agire, senza vincoli: nella direzione naturalmente di una coscienza critica nei confronti della maggioranza. Anche se questa farà, come speriamo, parte della nostra ‘ditta’. L’importante è uscire dall’impasse, dalla crisi profonda in cui 15 anni di surplace hanno sprofondato il capoluogo”.

Nell’Appello ai Maceratesi si fa inoltre riferimento all’autonomia degli elettori ricordandogli “che i loro spazi di libertà e le loro responsabilità civiche sono molto più ampi di quelli che gli schieramenti politici nazionali vogliono far intendere….Sentiamo il dovere di questo avvertimento perché abbiamo l’ambizione di far crescere la buona politica (il governo della città) intorno alla Istituzione locale (il Comune) e seppellire la cattiva politica cresciuta intorno alle fazioni partitiche e alle forzature ideologiche”.

“Chiediamo a tutti di partecipare –afferma l’ex presidente della Provincia- contattandoci tramite mail (lelibecom@libero.it) o telefono (392/2791309)”.

Durissimo Sileoni contro il sindaco Meschini, e i presunti “niet” e “diktat” romani e le incompiute (cfr intervallive): “Basta affacciarsi dalle mura per vedere quei malinconici scheletri di calcestruzzo”.

Gli ricordo personalmente che essendo lui assessore, la giunta Sposetti varò la strada Nord…”Rammento perfettamente: fummo tutti denunciati dal gruppo consiliare del Pci (primo firmatario l’avv. Valori) perché utilizzavamo i fondi per la ricostruzione post bellica in zone non toccate dal terribile bombardamento alleato sulla città…Macerata è rimasta per troppi anni ferma: basta pensare che se avessero voluto già da tre anni sarebbe stato realizzato il Palasport. C’era una cordata pronta ad operare e c’erano soprattutto soldi. Inoltre la nostra Sanità virtuosa sta pagando per altre più spendaccione. Così gli splendidi e generosi lasciti terrieri da parte delle Grandi famiglie storiche del capoluogo rischiano d’essere liquidati per tappare buchi altrui perché così vuole la Regione…no, non si può uccidere la ‘mia’ Macerata così”.

Certo è che la discesa in campo degli uomini dell’Appello con “Una forza per cambiare” rappresenta il primo concreto segno di novità e di potenza di “fuoco” (cfr. i voti di cui sono accreditati), data  l‘esperienza di tanti ex amministratori all’interno di questo fronte, in un contesto di pretattica dove finora ha regnato il “facimmo ammuina”, una celebre manovra della Marina borbonica.

Nella foto di Guido Picchio: Fabio Corvatta e Luigi Sileoni.



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