Maulo: “Il Consiglio Comunale
c’è e funziona regolarmente”

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In qualità di consigliere comunale Gian Mario Maulo risponde a Placido Munafò:

Il Consiglio Comunale di Macerata, a dispetto dei disfattisti per tattica, c’è e funziona regolarmente, anche se con un numero di presenze limitato: lo testimoniano le molte delibere  votate anche nell’ultimo Consiglio, in assenza di chi adesso descrive un clima di resa. E’ vero, alcuni consiglieri si presentano in Consiglio per  controllare se si inizia in orario ma si assentano dall’aula  al momento dell’appello per far mancare il numero legale, se costatano che la maggioranza ha meno di 20 consiglieri su 24. Qualcuno di questi, poi, entra e se ne va sistematicamente a metà seduta; qualcuno, infine, si presenta per pochi minuti: gli uni e gli altri prendono ugualmente il gettone dei presenza.

Il funzionamento delle istituzioni prescinde da maggioranza e minoranza ed è un compito di tutta l’assemblea. La presenza assidua in aula è un dovere di tutti i consiglieri che si sono candidati e sono stati eletti con l’impegno di rappresentare la città nel Consiglio Comunale.

Mentre altri Comuni stabiliscono una quota proporzionalmente più bassa per il numero legale, lo Statuto del Comune di Macerata stabilisce la quota di 20/40, per garantire il massimo di consenso possibile nelle decisioni. Per evitare la paralisi delle istituzioni quando manca il numero legale, si prevede la seconda convocazione, in cui basta un numero inferiore di consiglieri : il Comune di Macerata  anche in questo caso ha stabilito un numero rappresentativo adeguato (14 consiglieri) per evitare che in seconda convocazione un piccolo gruppo decida per tutti.

Ora, è comprensibile che qualche consigliere sia assente per motivi personali, familiari, professionali, di salute. E’ anche comprensibile che talvolta qualche gruppo   si assenti per scelta, quando vuole sottolineare un problema grave o ritiene a suo parere gravemente compromesso un principio o un diritto. Ma ultimamente capita spesso che cinque o sei consiglieri di maggioranza per motivi diversi siano assenti; in questi casi, se alcuni gruppi della minoranza si assentano intenzionalmente dall’aula per tattica, il consiglio non si può tenere o si interrompe, a meno che altri consiglieri di minoranza,  responsabilmente, non restino in aula, come capita spesso. Tale situazione reca gravi danni alla funzionalità dell’organismo deliberante, provoca ritardi nelle decisioni,  è causa di spese inutili di funzionamento.

Certo, il Regolamento con le sue lungaggini non incoraggia la presenza in aula; la situazione di fine mandato, poi, è sempre problematica; ma chi si candida a fare il Consigliere sa che fare politica significa esserci, studiare, proporre, o elaborare alternative alle delibere presentate, orientare, controllare gli atti. L’assenza o è disaffezione, o è mancanza di argomenti e di proposte o è un gioco di bassa politica che punta a creare solo sfiducia tra i cittadini.

Gian Mario Maulo


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